Oggi Sony ha annunciato che God of War 3 uscirà in un’edizione speciale oscenamente ricca. Lo scatolone che vedete in foto, oltre a sfoggiare la consueta veste grafica raffinata e matura tipica della serie, conterrà i seguenti oggetti:
- God of War 3 (e vabbè)
- Varia roba scaricabile da PSN: God of War Collection, cioè i primi due episodi rimasterizzati in HD, God of War Combat Arena, ovvero una sorta di mini-modalità aggiuntiva e, per finire, quattro skin per il protagonista
- God of War Trilogy Soundtrack, 3 CD con la colonna sonora dei tre episodi della serie
- God of War: Blood and Metal EP, un EP heavy metal ispirato a God of War (premio WTF 2010)
- Artbook
- Cartoline
Il prezzo è di appena 110 sterline. Per carità, sono sicuro che God of War 3 sarà un bel gioco. Certo che a spendere più di cento euro per farsi spedire a casa quello scatolone ci si dovrebbe sentire un pizzico sfigati.

Un emulatore Commodore 64 su iPod Touch/iPhone, munito di moderne corruzioni dell’anima come achievements, leaderboards e uno store interno per scaricare titoli aggiuntivi. Sulla carta, in particolare quella che ospita le opinioni di Retrogamer, un’ ottima idea. In pratica, mi sono bastati due minuti stamattina tra il caffè e la sigaretta per decretare che:
- con i 3,99 euro che ho speso era meglio se ci aggiungevo un centesimo e mi prendevo una birra.
- certo cose andrebbero lasciate lì dove sono, soprattutto se la riesumazione avviene via controlli osceni dell’iPod.


Quest'uomo non è felicissimo.
Ok, cominciamo con le informazioni utili: per scaricare la demo di Heavy Rain avete due possibilità. O risolvete gli indizi dell’iniziativa Quattro Giorni, oppure seguite queste istruzioni.
- Andate al sito Precint 52
- Registratevi
- Scegliete i seguenti indizi: Mozzicone di sigaretta 117b, Uccello origami, Caffetteria C, Tracce di pneumatici 117h
- Confermate la scelta degli indizi e, voilà, ecco il codice del demo
Detto questo, vediamo come è questa demo. Leggi il resto »
Giocare a un MMORPG facendo role-playing è un po’ da sfigati, è vero. Se vi state chiedendo “cioè, ‘nchesenzo?”, sappiate che c’è gente che si mette a giocare a World of Warcraft senza uscire dal personaggio. Ovvero, invece di dire alla propria sfigata gilda “uè, stronzi, stasera non posso giocare perché devo lavare i piedi a mia nonna”, quelli che fanno role playing dicono “messeri, il qui presente Gurlund figlio di Gurland non potrà partecipare alla prossima riunione della Compagnia”. O qualcosa del genere.
Insomma, c’è gente che gioca impersonando fino in fondo il proprio pupazzetto. Benissimo: noi ridiamo di quella gente come è giusto che sia. Però l’abitudine ad avere raccontate le storie ci ha un po’ fatto perdere di vista il senso di giocare a un videogioco invece di leggere un libro. Seguitemi, ché giuro che il ragionamento fila. Leggi il resto »
Sì, la tazza si colora a seconda del livello del liquido caldo. Dieci euro ben spesi, eh?


E voi che vi sentivate scemi a fare mossette con la chitarra di Rock Band...
Rhyme Player sembra essere la risposta di Konami a un problema fondamentale: come fare apparire ancora più idioti i giocatori di music games e di giochi per iPhone? Ecco a voi Rhyme Player, un gioco in cui toccare e sfregare lo schermo a ritmo delle parole che scorrono. Detto così sembra un karaoke per sordi, e probabilmente il gioco vero e proprio sarà ancora peggiore di questo riassunto. A fare da spina dorsale a questo concept geniale, che secondo Konami unirà testi e ritmo (eh?), saranno cinque brani inclusi nel gioco (in vendita sull’App Store a 1.99$): Poison di Bell Biv DeVoe; First Time di Lifehouse; ABC dei The Jackson 5; Show Me di The Cover Girls; e Just Dance di Lady Gaga.
C’è qualcosa di profondamente triste nella strada intrapresa dai giochi musicali. Sembra che tutti abbiano ormai rinunciato all’idea di un gioco musicale che provi ad essere creativo e che permetta davvero di giocare con la musica. Quei pochi che ci tentano (come Beaterator) vengono – giustamente? – accusati di essere troppo complessi. È pigrizia mentale degli sviluppatori o è davvero impossibile creare un gioco non troppo complicato e che sia capace di trasmettere anche solo parzialmente le sensazioni date dalla creazione musicale?
Ma soprattutto: Lady Gaga? LADY GAGA? WTF?

C'è poco da sorridere
Correva l’anno 1996 quando un Pierre poco più che quattordicenne si slogava la mascella davanti alla versione PSone di Tekken, uno dei primissimi titoli Namco per la primogenita Sony. Separare il successo della prima Playstation dai titoli sviluppati dalla software house nipponica è pressoché impossibile e non è folle affermare come, non fosse stato per i vari Ridge Racer, Soul Edge e appunto Tekken (tra i tanti), Sony avrebbe avuto ben più difficoltà ad affermare la propria leadership nel corso delle ultime due generazioni di console.
Tre lustri dopo, la situazione è ben meno rosea per Namco (nel frattempo diventata Namco-Bandai a seguito della fusione con il colosso dei giocattoli Bandai), che ha chiuso il 2009 con un imbarazzante -10,4% sulle vendite globali, corrispondente in soldoni ad un sonoro -129,5 milioni di dollari. In poche parole, una bastonata. Leggi il resto »
Perlman, quello che comanda nel progetto OnLive, l’altro giorno è tornato a parlare del suo progetto e di qualche inconveniente che affligge il beta testing. È un bene che se ne parli, perché qualcuno potrebbe smettere di crederci. Io, che non ci ho mai creduto, però, vi riporto qualche considerazione fatta mesi fa, considerazioni rimaste nei miei testicoli per problemi tecnico/tattici.
OnLive rivoluzionerà il mondo, dicono. Niente più console, niente più pc potenti, solo un cavo ethernet e videogiocare in remoto sarà un affare da ragazzi. OnLive è la storia di un fallimento annunciato, dico io. Ma non sarei il grande professionista che sono se non vi spiegassi i perché di tanta sicumera. E sicumera è proprio una gran bella parola, cazzarola, applausi per me. Leggi il resto »

Riassunto del post: il gioco pare bello tanto quanto è brutta la cover-art
Con chi scrive, Mass Effect 2 ha vinto ben prima dei titoli di coda, se non altro perchè ancora non ci sono arrivato. Anzi, a dirla tutta, praticamente non ci ho giocato: ho giusto speso un paio d’ore (abbondanti) tra prologo, cazzeggi vari sulla rediviva Normandy e prima missione vera e propria. Nonostante l’oggettiva scarsità di tempo dedicatogli, posso già ritenermi per buona parte soddisfatto dell’ultimo titolo Bioware. Il motivo è semplice: è un sequel che letteralmente trasuda fiumi di buona volontà da ogni pixel. Leggi il resto »
Per un titolo qualsiasi, un post del genere a riguardo sarebbe discretamente inutile. Per The Last Guardian, nuovo titolo sviluppato dal Team Ico, direi che si può tranquillamente fare un’eccezione. Godete quindi appieno del sito ufficiale giapponese, visionate ripetutamente le (poche) nuove immagini disponibili in alta risoluzione e rispolverate i due eleganti trailer, già mostrati rispettivamente all’E3 ed al TGS dello scorso, che sembrano messi lì apposta per ricordarvi che, alla fine dei conti, il titolo che aspettate davvero nel 2010 è uno e uno solo.