Lascia la scuola per giocare a Counterstrike



Attenzione: il seguente post potrebbe contenere un alto tasso di acidità, rabbia e odio verso i giovani.

Sophie "inzane" Regnér è una diciassettenne di Stoccolma. Di recente ha deciso di lasciare la scuola per dedicarsi professionalmente a Counterstrike. Per "professionalmente" si intende che vuole giocare professionalmente, non che voglia fare qualcosa di produttivo tipo un mod.

Adesso, quindi, Sophie gioca col clan Pink Zinic e, come secondo lavoro, fa la modella ("per un amico", dice lei, il che suona abbastanza ambiguo).
Qui trovate un'intervista alla giovane giocatrice, che spiega come la sua famiglia supporti la sua scelta e come fra un paio d'anni vorrebbe fare un bambino e vivere in una grande casa in periferia (Facepalm! Facepalm!).

Premesso che è comunque meglio sognare una carriera in Counterstrike che voler fare la velina, ma... whaddafuck? Su quale pianeta non finire il liceo per giocare a Counterstrike è considerata una buona idea?
Di recente un altro idiota aveva lasciato la scuola per dedicarsi a Guitar Hero a tempo pieno. E per chiudere, non posso che citare il poeta: sui giovani d'oggi ci scatarro su.

10 commenti:

MrSpritz ha detto...

Ma tanto voi non avete il superwelfare?

ferruccio ha detto...

E io pago!!!!

Marpo ha detto...

Nonnoooo!,nonnoooo!, hai preso il gerovital o solo il cialis?
Ma che si rovinino come gli pare!!
Generazione di sconvolti che non ha più santi ne eroi,siamo solo noi!!

Fred A. ha detto...

scusate la mia ignoranza, ma chi ti paga per giocare? sponsor?

ferruccio ha detto...

Suppongo di sí. In realtà non ho mai ben capito come si facciano soldi in quel campo. Cioè: chi paga per farti giocare? Ma ancora peggio: c'è qualcuno che paga per vedere giocare?

Giovanni ha detto...

ecco la cosa che mi stupisce....c'è qualcuno che paga per vedere altri che giocano?
Cioè è come se ci fosse qualcuno che ti legge il libro perchè tu sei troppo pigro per farlo?
O sarà mica un evoluzione dei nuovi vg sulla falsariga di mgs4? vedi qualcuno o qualcosa su schermo fatto in cg e ti ecciti? potrebbe anche essere....

Marpo ha detto...

Da quando videogioco, vedere qualcuno giocare bene mi ha sempre attirato. Lo seguivo come un film o un cartone animato.
Quindi credo possa attirare degli spettatori come una partita di calcio, paragone forse già ficcante con Counterstrike.
Ho letto un romanzo, scritto proprio da una donna,titolato "Skill" che parlava proprio di giocatori di qualcosa simile ad "Unreal Tournament" che venivano trattati alla stregua di atleti pagatissimi e popolarissimissimi.

ferruccio ha detto...

Carino, "skill". Uno dei pochi romanzi cyberpunk italiani.
In teoria anche a me piacerebbe guardare partite. Il problema è che non credo che i videogiochi siano facili da mostrare a degli spettatori.
Come si mostra, ad esempio, un fps online? E' difficile seguire cosa stia succedendo se non si sta giocando.

Marpo ha detto...

Touchè!
In effetti il modo in cui il pubblico seguiva le partite era la cosa più debole del peraltro simpatico romanzo.
L'unica soluzione è disseminare l'arena di un trilione di telecamere e renderlo uno sport con pose da Reality.

Daimon ha detto...

Si c'aveva ragione l'Agnelli nel 96 e ce l'ha ancora piu' oggi.

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