L'ex videogiocatore


Tutti abbiamo incontrato almeno una volta un ex videogiocatore (detto anche EV). L'ex videogiocatore è di solito nella trentina, ma ci sono parecchi casi di quarantenni e, strano a dirsi, ventenni che rientrano in questa categoria. Si tratta di gente che giocava in passato, conserva un buon ricordo dei videogiochi ma ha poi lasciato perdere per dedicarsi a "cose più serie" (tipo il calcio, o un lavoro che gli rinsecchisce l'anima, o le auto, o una moglie che lo porta a guardare le vetrine al fine settimana mentre lui pensa al suicidio).

Ad ogni modo, quando sa che videogiochi l'EV tenterà qualche timido tentativo di discussione. Quello che ho scoperto dai miei contatti con vari individui è che...
L'ex videogiocatore:

- Ha un'idea dei vari generi di videogiochi abbastanza sfumata. Di solito i suoi punti di riferimento sono: avventure, simulazioni di volo, sparacchini colle astronavi.

- E' un nostalgico integralista. I videogiochi vecchi erano meglio di quelli odierni. Erano più semplici, più divertenti, più vari, meno violenti. Inutile mostragli come la stragrande maggioranza dei vecchi giochi avesse interfacce da denuncia penale e meccaniche di gioco ripetitive. Inutile mostrargli i cloni che venivano sfornati a ripetizione (quanti picchiaduro 2D ai tempi di Street Fighter 2?). Inutile mostrargli Carmaggeddon. I giochi vecchi erano innocenti puri e non facevano la cacca.

- Ha dei punti di riferimento abbastanza oscuri. L'EV vive in una bolla temporale. Non è che non è aggiornato, è che probabilmente non sa molto di storia dei videogiochi. Molto probabile che fra i giochi migliori di tutti i tempi ti possa citare Day of the Tentacle, Cannon Fodder, Tetris e The Fantastic Adventures of the Mighty Sword of Arkazan, un oscuro gioco di ruolo cecoslovacco che ha giocato solo lui.

- Non capisce la tridimensionalità. Ha un rifiuto totale per i poligoni, a meno che non si tratti di qualche pessimo gioco PC di vent'anni fa con "2000" nel titolo. Dandogli in mano un pad o tastiera e mouse in un gioco in 3D finirà per far correre il personaggio in circolo saltando ed entrando e uscendo dai menu in continuazione.

- Diffida di qualsiasi gioco che abbia una trama, a meno che non sia un'avventura grafica punta e clicca. Il suo presupposto è che Doom non aveva bisogno di una trama, quindi nessun altro gioco d'azione dovrebbe avere dialoghi.

- Ama il Wii. L'ex videogiocatore è un entusiasta e acritico sostenitore del Wii con cui gioca pochissimo ma per cui compra vagonate di titoli di pessima qualità.

- E' solitamente un PCista. Gli ex videogiocatori da console sono in genere fanatici di anime, manga e JRPG ed odiano il divertimento. Non riescono a sopportare l'idea che alla gente non piacciano più dei giochi in cui si salva il mondo nei panni di un branco di prepubescenti a furia di scegliere opzioni da un menu. Con loro il dialogo è pressoché impossibile: hanno una tale venerazione filoimperialista del Giappone e di tutto ciò che il Giappone produce da non ammettere eccezioni. I videogiochi sono morti perché non ci sono più abbastanza JRPG.



Ricordate: l'ex videogiocatore non è cattivo. Se ne incontrate uno siate amichevoli. Un giorno potreste diventarlo anche voi.

10 commenti:

fomento ha detto...

ahahah bhè io ancora non l'ho incontrato un EV...ma non si sa mai :P

Giovanni ha detto...

io sono in parte un EV, e non sono d'accordo con quanto hai scritto....ci sono EV ed EV io sono piu sulla falsariga di vitoiuvara :D

ferruccio ha detto...

Acido e pessimista?

Temofilo Fidani ha detto...

Fatalista e Naturalista?

Giangi for sweden ha detto...

HEADHUNTER COMPE'!!! IL GIOCO MIGLIORE DELLA STORIA!!! CHE PACHIDERMA CAXXO!

ferruccio ha detto...

Non prendo lezioni di videogioco da chi ai tempi della PS2 riusciva a giocare LAMMERDA. LA MERDA. Devo ricordarti che ti è piaciuto Shadow Man?

Marpo ha detto...

Ad alcuni Shadow Man era piaciuto,inspiegabilmente.
Alcuni giochi hanno un potere magnetico particolare come certi film e, meno di frequente, alcuni libri. Qualcosa di così viscerale, una sorta di repulsione cosciente e desiderio profondo.
Io ho finito tre volte il gioco dello Zio Fester su Nes.

Giovanni ha detto...

No ferruccio, piuttosto secondo me prima c'era una cura maggiore dato alla storia...in alcuni generi, oggi le priorità sono diventate diverse e ha ragione vitoiuvara quando dice che oggi giorno solo un paio di titoli lo hanno entusiasmato davvero...
Oggi abbiamo tanto di più, sia in varietà che in qualità visiva e sonora....ma a livello di storia siamo rimasti abbastanza indietro.

Shadowman era un gioco bello (quello su dc e ps1, il primo insomma) per la sensazione di malessere che permeava il gioco....

zio fester ce l'ho ancora sul nes....a me è piaciuto e tanto :P

Marpo ha detto...

Zio Fester è strapieno di senso di malessere!
Livelli tutti uguali, armi ridicole, grafica indegna di un paese civile battuta in cialtronaggine solo dal primo dei giochi delle Tartarughe Ninja.
Però in quel ripetere sempre le stesse azioni si rispecchiava l'infinito....

seppia ha detto...

ahah ottimo as usual ferruccio, peccato che io sia a tutti gli effetti un EV, nonostante non abbia alcuna delle caratteristiche che listi, soprattutto quando dici "ama il wii" ed "è PCista"
per carità diddio, su pc non gioco nemmeno a campo minato.
ah, e dimenticavo che ovviamente non mi mancano per nulla i JRPG, che sono senza esitazione alcuna il genere più inutile della storia dei videogiochi, giocabili solo da gente che non dorme mai e gente che non ha una vita.

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