Trash Panic - si può amare un gioco che si odia?


Trash Panic è la versione ecologica di Tetris. Degli oggetti cadono, dall'alto, in un bidone dell'immondizia, e sta al giocatore piazzarli in modo che siano il più compatti possibile. A differenza di Tetris, però, qui gli oggetti si possono (devono) rompere. Trash Panic, in altre parole, è Tetris + fisica. A complicare le cose ci pensano il fuoco (a volte un oggetto in fiamme potrà essere usato per bruciare gli oggetti nella pattumiera e liberare spazio) e una sfera che decompone gli oggetti, a patto di essere immersa in acqua.

Detto così sembrerebbe il puzzle game definitivo. E per le prime partite l'impressione è proprio quella. Il problema è che presto ci si accorge che Trash Panic è un puzzle game nel senso che va risolto come se fosse un puzzle. Ognuno dei cinque livelli può essere risolto in diversi modi, ma queste diverse strategie si contano sulle dita di una mano. In pratica ci sono punti ben precisi che permettono di ripulire quasi del tutto la pattumiera. Un errore fatto in quei punti manda all'aria la partita. Complice anche un livello di difficoltà standard da martellata sulle dita, si finisce a giocare Trash Panic ricominciando il livello da capo con troppa frequenza. Il che, a mio parere, è l'opposto di come un puzzle game dovrebbe essere.

Ora, c'è un solo problema: qualcuno mi dovrebbe spiegare perché, se Trash Panic è così fastidioso, nell'ultima settimana ci ho giocato per una media di tre ore al giorno.

2 commenti:

fomento ha detto...

bhè forse non avevi un c*** da fare allora ci hai giocato sempre ...XDXDXD si scherza ;)

ferruccio ha detto...

In effetti potrebbe essere quella la ragione...

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