Mi ha sempre affascinato la rappresentazione visiva del corpo umano. Dalle braccia di Olivia, la fidanzata di Braccio di Ferro, che si muovono come serpenti, al corpo di alcuni attori che in qualche modo sembra esprimere qualcosa con la sola forza delle forme, fino al corpo dei personaggi dei videogiochi. È un aspetto di cui non si parla quasi mai. Però il corpo umano e il modo in cui è rappresentato hanno un’importanza enorme per la riuscita di un racconto o di una rappresentazione.Al corpo di James Gandolfini nei panni di Tony Soprano si deve, a mio parere, la maggior parte del carisma del personaggio. Un corpo pesante e minaccioso, ma con una eleganza nascosta. In maniera simile ed opposta, il corpo di Sigourney Weaver, in Alien, era la perfetta incarnazione della spigolosità, delle forme contenute e efficienti, eppure riusciva ad essere sexy come molte tettone possono solo sognarsi.
Il punto è che, come qualsiasi altra cosa che abbia a che fare con gli esseri umani, la forma del fisico non è semplificabile. Non c’è una scala di bello e brutto, ma ci sono diversi significati nelle forme e nelle proporzioni. I videogiochi, gran parte del cinema mainstream e molti fumetti sembrano letteralmente incapace di usare una qualsiasi varietà in questo campo. Quante volte avete visto il tipico fisico da supereroe in un videogioco? I pettorali del Kratos di God of War dovrebbero essere qualcosa che incute timore, e invece non fanno altro che ricordare il fisico da maniaco della palestra di un aspirante attore che vive in funzione di abbronzatura, creme per la pelle, flessioni e denti sbiancati. Spaventa di più il modo di muoversi di Joe Pesci più che le masse di muscoli di Kratos. E a quel punto c’è da chiedersi come può un personaggio avere qualcosa, anche minima, da dire se la sua rappresentazione è uguale a quanto già visto milioni di volte.
Se consideriamo le forme femminili, poi, c’è veramente da piangere. Ancora più dei corpi e visi prodotti in serie da Hollywood, nei videogiochi il corpo femminile è assolutamente trasparente. La sacra regola (non applicabile al 99% della popolazione femminile umana) di vita stretta, seni grandi, fianchi formosi ma snelli è applicata in ogni singolo gioco. Tanto che quando si vedono le cosce muscolose di Chun Li in Street Fighter 4, i tratti imperfetti e misti di Alyx di Half-Life 2 o il bellissimo fisico asciutto di Jade in Beyond Good & Evil sembra quasi di vedere qualcosa di anormale. Quando invece l’anormalità è nei corpi surreali di tutti gli altri personaggi, come Rachel di Ninja Gaiden.

Non voglio scrivere la solita lamentela del modo in cui i media rappresentano la bellezza. Però ho l’impressione che il mondo dei videogiochi – e dei blockbuster americani, per quel che conta – stiano perdendo un’occasione enorme. Basterebbe un poco di coraggio. Basterebbe pensare a come potrebbe essere davvero il corpo del protagonista del tuo gioco, a come la personalità e la vita di quel personaggio potrebbe aver scolpito quel fisico. Non c’è bisogno, in ogni singolo gioco, di avere il fisico standard da David di Michelangelo sotto steroidi, o da coniglietta di Playboy.









