Battlefield Heroes - la semplicità complicata


A volte si finisce per fare pasticci anche partendo dalle migliori intenzioni. In generale, io appoggio sempre la volontà di semplificare. L'essere umano ha la tendenza a complicare le cose. È un gran vantaggio, in certi contesti, perché permette il progresso e l'evoluzione. Col tempo, però, è possibile che qualcosa si stratifichi a tal punto da diventare del tutto opaca.

Nei videogiochi questo succede spessissimo. Ci sono interi generi che si sono avvolti se sé stessi fino al collasso, giocati da pochissimi appassionati incuranti del fatto che la maggior parte della popolazione videogiocatrice fosse tagliata fuori. I picchiaduro 2D, ad esempio, sono solo un pizzico meno difficili da imparare e padroneggiare dell'ingegneria dei materiali applicata alla ricerca aerospaziale.

Allo stesso modo, gli shooter online possono far paura a un neofita. Essere ammazzati a ripetizione senza neanche capire da dove vengono i colpi non è piacevole. Battlefield Heroes doveva essere la soluzione a tutto questo: un browser game gratuito pensato appositamente per essere facile, divertente e non ultracompetitivo. Insomma, una semplificazione di uno dei generi più ostici. In teoria, una grande idea. In pratica, la cosa non funziona come dovrebbe.

Non sto a spiegare cosa è Battlefield, se non che si tratta di uno shooter a squadre. In Heroes, però, tutto è pensato per essere "facile". Ad esempio, l'energia è calibrata in modo che sia praticamente impossibile morire senza capire da dove si è attaccati, e i tempi di respawn sono intorno ai cinque secondi. Assurdo a dirsi, ma pare che DICE non abbia pensato che se è difficile per i miei nemici ammazzarmi con headshot a ripetizione, sarà altrettanto difficile per me uccidere un nemico. Risultato? Battlefield Heroes non è poi così facile rispetto ad altri shooters. Solo più fastidioso.

In maniera molto meno spettacolare, altri shooters hanno risolto il problema con eleganza: matchmaking. In Killzone 2 gioco contro gente con la mia stessa esperienza. I controlli saranno più complessi, ma mi diverto molto più che con Battlefield Heroes. Il punto è che a volte le cose sono complesse per un motivo, e la semplificazione non fa che svuotare di significato qualcosa che ha bisogno di essere complessa per funzionare.



2 commenti:

Giangi for sweden ha detto...

Onestamente sono d'accordo con te, anche se vorrei fare una precisazione: nelle settimane di lancio del gioco in versione beta (il gioco non è nella versione definitiva infatti ci sono solo 5 scenari) posso dire che, specialmente ai primi livelli, era davvero godibile, io venivo da una esperienza abbastanza lunga di team fortress 2, quindi il gioco mi è sembrato piacevolmente semplice e rilassante. Poi con il susseguirsi delle settimane mi sono accorto che addirittura la fazione dei tedeschi era spropositatamente più forte, nel senso che nel 90% delle partite vincevano loro e anche per pochi punti. Ancora dopo il gioco è diventato davvero difficile in quanto a giocare erano gli stessi utenti di prima che stavano leveluppando gli altri personaggi disponibili, quindi anche se il server fa una selezione, a giocare non era un niubbone ma uno che aveva sulle spalle ore e ore e ore di gioco, quindi il loro obiettivo principale ovvero la semplicità, era oltremodo "andato a puttane".

ferruccio ha detto...

Infatti.
Ma oltre a quello mi pare proprio che non funzioni il fatto che non si muore velocemente. Apprezzo il fatto che non si muoia per qualche cecchino di merda... però quando sono io il cecchino vorrei fare qualche punto :)

Secondo me alla fine il fatto che uno shooter sia più o meno facile da iniziare e "accogliente" dipende da come viene gestita la selezione delle partite.

Infine, Team Fortress 2, anche se è molto competitivo, rimane per me di gran lunga più approcciabile di Heroes.

MMEEEEDIC!!!

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