Negli anni ‘90 i costi ridotti delle attrezzature cinematografiche hanno cambiato Hollywood. L’indie, nato con Linklater, Smith e soci, ha creato un intero genere, fatto di pochi mezzi, tante idee e uno spirito decisamente contrario a quello delle major. Oggi siamo tutti meno ingenui e abbiamo a disposizione tecnologie che costano sempre meno e propongono qualità sempre più elevata. Sembra però che in pochi riescano a sfruttare queste opportunità. In Italia, poi, il cinema è fermo ai drammoni intimisti della media borghesia, alle fiscion e alle raffinate antologie di scoreggie firmate De Sica Jr.
Per questo motivo Metal Gear Solid Philanthropy non è (solo) un fan-movie. È un miracolo. Ricapitolando: un gruppo di ventenni capitanati da Giacomo Talamini ha creato (dando fondo ai propri risparmi – fra i 5000 e i 10000 euro) un film di azione-fantascienza. E non si parla di The
Blair Witch Project: Metal Gear Solid Philanthropy è un film che non prende scorciatoie. È un film con sequenze d’azione che possono competere tranquillamente con molte produzioni hollywoodiane, effetti in CG di ottima fattura e un aspetto visivo e sonoro di livello professionale.
Il film è ispirato a Metal Gear Solid, ma non è derivativo. Anzi, riesce a portare lo stile dell’opera di Kojima su pellicola senza forzature. A mio parere, la trama di Philanthropy è addirittura migliore di quella di Metal Gear Solid 4. Il film è gratuito, quindi scaricatelo, vedetelo e diffondetelo. C’è qualche difettuccio qui e lì: una storia incompleta, visto che il progetto nasce come trilogia, qualche esitazione nel montaggio, nella recitazione e in qualche altro piccolo dettaglio. Considerato nel complesso, però, Metal Gear Solid Philanthropy resta un miracolo. Un miracolo italiano, mi verrebbe da dire citando un idiota.
Non avrei mai pensato che il progetto amatoriale più interessante di quest’anno sarebbe stato un film di fantascienza italiano…





