Il conflitto di interessi di Steam


Niente battute su Berlusconi, lo prometto. Sembra che lo status di intoccabile che Valve si è guadagnata producendo un capolavoro dietro l'altro e mettendo in piedi la migliore piattaforma di distribuzione digitale di videogiochi stia cominciando a vacillare. Proprio
Steam, infatti, è sotto il fuoco amico di uno sviluppatore che ha acceso un dibattito.

Tutto è iniziato quando Randy Pitchford, CEO di Gearbox (il loro Borderlands è in uscita in questi giorni), ha criticato Valve dichiarando in un'intervista:

"Sarebbe molto meglio se Steam fosse un'azienda a parte. C'è un tale conflitto di interessi da far ribrezzo. Sarebbe molto, molto pericoloso lasciare che Valve vinca. (...) Valve sta sfruttando un sacco di gente in un modo che non è per nulla leale. (...) Sta sfruttando un sacco di piccoli sviluppatori. Per noi grossi sviluppatori non è un problema."

In pratica la critica riguarda il fatto che Steam prenda una fetta troppo larga dei profitti dei piccoli sviluppatori e il fatto che, essendo Valve anche sviluppatore, potrebbe non avere un grande interesse a pubblicizzare su Steam prodotti in diretta concorrenza coi suoi giochi.

Dopo le dichiarazioni di Pitchford c'è stata un'ondata di difese di Valve da parte di diversi sviluppatori, dal fondatore della compagnia che ha creato
Red Orchestra che ha dichiarato di essersi comprato una casa e un'auto sportiva grazie a Steam, fino agli sviluppatori di Tales of Monkey Island Telltale Games che hanno definito Steam come parte della "serie A dei canali distributivi".

Insomma, nessuno, a parte Pitchford, sembra confermare questo sfruttamento da parte di Valve sulla piattaforma
Steam. Valve è davvero un "buon re" come la definisce Ron Carmel di 2D Boy, o Steam è diventata una piattaforma così dominante che ormai è impossibile criticarla?

15 commenti:

Darrosquall ha detto...

Beh, appare chiaro, no? ;) valve ha pubblicizzato bene killing floor, che si colloca nello stesso segmento di mercato di left4dead, per dire. Borderland è pubblicizzato alla grande, insomma, un gnugnu senza fondamento. Il re è buono con i piccoli sviluppatori, assolutamente sì.

ferruccio ha detto...

Sì, ma il problema è un altro, come del resto avviene in altri casi di conflitto di interessi. Ovvero, il fatto che un conflitto di interessi non sia stato finora - apparentemente - sfruttato da Valve non vuol dire che non ci sia un problema.

Se Valve si comporta bene oggi, potrebbe essere per una mera questione di interesse ad espandere il proprio mercato. Ma se in futuro dovesse diventare una specie di monopolista (più o meno come iTunes è nel mercato degli MP3)? Io credo che sarebbe meglio per tutti se Steam fosse un'entità separata da Valve. Al momento Valve ha due interessi potenzialmente contrastanti: far soldi promuovendo i prodotti potenzialmente più remunerativi (Steam) e promuovere i propri prodotti.

Per carità, tutti amiamo i giochi di Valve. Dal punto di vista del mercato, però, è una situazione per niente ottimale.

giopep ha detto...

Darro, secondo me la questione è leggermente diversa. Ci sono almeno due aspetti interessanti e che sicuramente meriterebbero ben più approfondimento di quel che posso dar loro cercando di sintetizzare, ma pace.

Da un lato, la posizione di conflitto d'interessi denunciata da Pitchford mi pare evidente e impossibile da negare. Poi non metto in dubbio (non per fiducia, ma per mancanza di dati) che Valve non se ne approfitti, per carità, ma la situazione rimane. E non è fra l'altro l'unico settore in cui accadono cose simili (penso a quello fumettistico, in cui se non erro uno dei principali distributori è di proprietà Marvel Comics - ma potrei ricordare male).

L'altro aspetto è che il Re è buono fino a che tutto va bene. Chi sta "sotto", se è soddisfatto di quel che succede, accetta di buon grado anche condizioni non perfettamente a regola o trattamenti non del tutto cristallini, perché di base non sente di pagarne le conseguenze in negativo. Questo però non cancella il fatto che chi sta sopra sta in qualche modo approfittando di tali condizioni "non cristalline" per il proprio tornaconto. E quando poi, per qualsiasi motivo, qualcosa nel meccanismo si incrina, improvvisamente il nero e il bianco tendono verso il grigio, zompano fuori i malumori eccetera eccetera (ogni riferimento ad altre questioni recentemente emerse su un altro blog è incidentale :D).

Anonimo ha detto...

Perché Pitchford non si è lamentato anche per Sony, che produce i vari Killzone 2, MAG, Resistance, Warhawak in concorrenza col suo Borderlands?

Non dovrebbe considerare anche lei l'idea di quittare lo sviluppo o la vendita? Siamo sicuri che su PSN bovero titoli come Battlefield 1943 e CellFactor ricevano lo stesso trattamento di SOCOM: Confrontation?

P.S. Né Steam, né iTunes, sono in posizione di monopolio, tra l'altro.

JacoPOP ha detto...

Sarà che sono un sostenitore del libero mercato (e del suo potere di auto-regolamentarsi), sarà pure che non conosco molto bene Steam, ma credo fermamente che nel momento in cui le condizioni diventeranno inique o saranno portati all'attenzione del pubblico problemi palesi e documentati, il mercato rigetterà il servizio e il pubblico si rivolgerà altrove.

Idem per gli sviluppatori.

Detto questo, voglio Borderlands!

giopep ha detto...

Anonimo, Warhawk, Killzone 2, MAG e Resistance sono distribuiti nei negozi, così come la versione console di Borderlands, non capisco cosa c'entri quel che dici, dato che si parla di distribuzione.

Quanto al PSN (e Live Arcade e WiiWare), effettivamente la situazione è in qualche modo vicina, seppur comunque diversa perché limitata solo a un certo tipo di produzioni. Senza contare che quelli sono canali di distribuzione legati alla singola macchina e di proprietà di chi la macchina l'ha costruita. Steam è solo su PC, certo, ma il PC non è una console creata da Valve.

Mi sembra ci siano delle differenze, no?

Ma in ogni caso, again, non è necessariamente una questione di "quel che avviene", ma di quel che potrebbe avvenire. Il conflitto d'interessi c'è anche se chi ne giova non ne approfitta, no?

Anonimo ha detto...

Er, anche la versione PC di Borderlands è acquistabile in negozio, così com'è acquistabile su Direct2Drive e altrove.
E lo stesso vale per la maggior parte dei prodotti che si vendono su Steam.

Steam non ha il monopolio su PC.

Warhawk e SOCOM prima di andare pacchettizzati erano only PSN. Rimane da vedere oltre alle royality, dazio richiesto da colui che ha davvero un monopolio in un certo ambito (in questo caso PS3), che genere di condizioni abbia concesso Sony a EA al team di CellFactor per mettere i loro titoli su PSN e che tipo di promozione abbiano ricevuto rispetto ai titoli first party.

Pitchford, che dici al riguardo?

Max ha detto...

In prospettiva è una situazione pericolosa. Chiaramente ora Valve non ha alcun interesse a mostrare la benché minima faziosità, ma cosa succederebbe se Steam dovesse diventare la vetrina più importante del software per PC? A quel punto se anche il conflitto di interessi si palesasse, gli sviluppatori non potrebbero più boicottare il servizio, si autocondannerebbero all'oblio.

E di certo non riporrei speranze nel boicottaggio del pubblico. Nel 2009 ancora credete a queste cose? :)

dave182 ha detto...

Ma che vantaggi avrebbe Valve nel boicottare piccoli sviluppatori (o anche grandi), se il profitto che arriva da Steam fa felici tutti?
Capisco il pericolo del monopolio e dell'imposizione dei prezzi, ma l'arrivare a mettere i bastoni tra le ruote ad uno sviluppatore sopo perchè può creare titoli in concorrenza con un HL 3, beh mi sembrerebbe un suicidio economico e di immagine.

giopep ha detto...

"Er, anche la versione PC di Borderlands è acquistabile in negozio, così com'è acquistabile su Direct2Drive e altrove.
E lo stesso vale per la maggior parte dei prodotti che si vendono su Steam."

Appunto, la versione PC è acquistabile *anche* in negozio. La versione console è acquistabile *solo* in negozio, non su canali controllati da un publisher, così come è avvenuto per Killzone o Resistance. Per questo ti dicevo che non ha tutto 'sto senso tirare in mezzo quegli esempi.

Già più pertinenti Warhawk e SOCOM, senza dubbio (anche Siren, per dire).


"Steam non ha il monopolio su PC."

Ma infatti - fermo restando che, ripeto, la questione al momento non è il monopolio, ma il conflitto di interessi - è anche questa la cosa che lo differenzia da PSN, Live Arcade, WiiWare.
Quelli sono canali "proprietari" della console. La macchina è di Sony, e Sony gestisce sulla sua macchina un servizio di distribuzione tramite il quale pubblica anche titoli non suoi.

Valve fa lo stesso su una "macchina" che non è sua. Quindi ovviamente non ha il monopolio, ma crea una situazione a modo suo peculiare.

Non lo so se sia giusto o sbagliato, se sia più giusto o più sbagliato, dico solo che mi sembra una situazione comunque differente per più motivi e che nel paragonarle bisogna anche tenere conto di questo aspetto. No?

"Pitchford, che dici al riguardo?"

Penso ti direbbe che parla della sua esperienza diretta, che riguarda appunto Steam.

gallo177 ha detto...

io odio valve perchè lui odia ps3, ho detto tutto.. anche se i suoi giochi spesso sono molto originali e con un bello stile :D

JacoPOP ha detto...

Esatto, Valve è proprio un ragazzaccio! Viva la pleistescion!

Anonimo ha detto...

Personalmente non credo nell'autoregolamentazione del mercato, altrimenti casini ben più gravi (la crisi dei subprime ad esempio) non accadrebbero, nè avrebbe senso di esistere una realtà come l'antitrust.
Detto questo il conflitto d'interessi in Steam esiste, ma è nell'interesse di Steam stesso fare in modo che non sia percepito da clienti e sviluppatori, esistendo centinaia di realtà dedicate al digital delivery, da D2D a Stardock.
Fleym

Anonimo ha detto...

@Giopep: il controllo del publisher su console c'è nel momento in cui ti dà i kit di sviluppo e ti chiede royality, senza considerare requisti, submission e Q&A (anche se cose come i titoli 720p con AAX4 obbligatori per ogni gioo non sono più una realtà, a quanto pare :D). I distinguo pacchettizzato/DD nel caso di Sony o MS non escludono che Pitchford con le versioni PS3 e Xbox 360 di Borderlands stia mettendo la testa nella bocca del leone, esattamente come sta piagnucolando per la versione PC.

Quanto alla questione "macchina": Steam è di proprietà di Valve. E non è che assorbe in esclusiva tutto il mercato PC, come fanno PSN o Marketplace per le rispettive piattaforme. Il fatto che, come sottolineavo, su PC non ci sia monopolio esclude proprio che Valve si possa arrogare un diritto simile alle case produttrici di console con i rispettivi servizi o le condizioni di sviluppo imposte alle terze parti. Perché se a qualcuno stanno in culo lei e Steam volendo le sue cose se le va a vendere altrove.

E l'esperienza di Pitchford su Steam equivarrà verosimilmente a una contrattazione tra Take 2 e Valve.
Sicuramente non è quella di piccola gente come Talltales, Tripwire o gli autori di Audiosurf, Everyday Shooter o del Garry's, di cui s'è autonominato portavoce, sparando minchiate scollegate dalla realtà, stando quello che poi hanno dichiarato i diretti interessati.

Il discorso conflitto di interessi ha un suo perché, ma nel caso specifico è stato sollevato in maniera sbilenca all'interno di un'uscita piena di sgagazzate a random. Ma il punto è che è una questione che avrebbe meritato approfondimento sin dai tempi della vecchia Nintendo dell'epoca S.NES e i suoi rapporti con le terze parti e a salire fino ad oggi. Senza escludere nessuno.

giopep ha detto...

Aspè rallentiamo un attimo, perché ho l'impressione che stiamo entrambi un po' deformando quel che ha detto Pitchford.
Insomma, tu dici che piagnucola di infilare la testa nel leone, ma non mi sembra l'abbia messa esattamente in questi termini, anzi. Soprattutto non mi sembra si lamenti di stare infilandocela lui, la testa (non al momento, perlomeno).

Dice che Steam, come servizio, funziona, e che lui personalmente si fida di Valve, avendo lavorato con loro. Però ipotizza che altri nell'industria si fidino meno e in generale ne fa una questione più generica, parlando appunto del fatto che non è giusto il concetto di suo, del publisher che fa da canale distributivo. E questo è il primo discorso, quello del conflitto d'interessi. Un discorso su cui - in senso assoluto - fatico a dargli torto.

Inciso: sulla differenza fra pacchettizzato e DD (e "macchina" e bla bla bla) ho l'impressione che non ci capiremo mai. :D Lo so anch'io che su console ci sono mille altre forme di controllo, ma insomma, il canale distributivo mi sembra una questione mica da poco. E sì, su PC ci sono altre vie per acquistare giochi in DD, ma mi sembra che Steam sia la principale e sia in continua crescita, no? E del resto Pitchford non mi pare parli di monopolio attuale: dice che non sarebbe molto bello se Steam - un modello basato su un conflitto d'interesse - "vincesse". Comunque, pace, del resto a comunicare tramite commenti su un blog non è semplice spiegarsi. Questo aspetto lo lascerei proprio cadere, tanto non lo vedo poi troppo centrale. :)

Poi Pitchford aggiunge la questione "piccoli sviluppatori", sostenendo che la gestione monetaria non sia totalmente corretta (ma non è che gli dia esattamente dei ladri, eh :D) e che gli sviluppatori più piccoli ci smenino ovviamente più rispetto ai grossi publisher. E qui non è che possa dire molto, io, dato che non sono un piccolo sviluppatore che vende tramite Steam. :D Ho letto in giro un po' di risposte, si vede tutto e il contrario di tutto, però siam sempre lì: spesso chi viene sfruttato "in senso assoluto" se ne sbatte perché tanto relativamente alla sua visione delle cose ne esce comunque bene. E così funziona fino a che non arriva un qualche problema, e allora improvvisamente si "scopre" che in fondo questo e quello non andavano tanto bene. Non sto dicendo sia necessariamente il caso di Valve e Steam, che per quanto ne so può anche essere l'eden dei piccoli sviluppatori, però, suvvia, non penso di doverti spiegare che spesso chi mangia sta molto attento a sputare nel piatto. Del resto, fino a che il secondo ti sazia, chi se ne frega se il Re s'è magnato antipasto, primo e dessert?

A margine: non è che si può sapere con chi sto parlando? :)

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