Rock Band Unplugged è innovativo! No, davvero


I videogiochi stanno diventando come il cinema. Nessuno ha il coraggio di sperimentare quando si trova a gestire budget milionari. Così, se un film con un budget da PIL di una nazione del terzo mondo come Transformers 2 è una patetica pillola di cliché e idiozia e District 9 - prodotto con 26 euro e cinquanta centesimi - un capolavoro grazie al coraggio di rischiare tentando qualche idea originale, allo stesso modo nel mondo dei videogiochi è difficile vedere grossi rischi nelle megaproduzioni.

A onor del vero, nel caso dei videogiochi i grandi investimenti danno spesso vita a ottimi titoli, al contrario di quanto avviene al cinema. Però ci sono due videogiochi a basso budget usciti nelle ultime settimane che secondo me propongono delle novità incredibili, sia concettuali sia commerciali.

Il primo, di cui ho già parlato, è Scribblenauts. Nonostante tutti i difetti e le imprecisioni, il rispetto per il giocatore che ha Scribblenauts è qualcosa di inedito. Il gioco, infatti, è rotto. Con una manciata di oggetti (o con un distributore automatico e delle manette) si può completare la maggior parte dei livelli. Invece di vietare espressamente questa sorta di "trucco", però, Scribblenauts lascia il giocatore libero di scegliere. Se vuoi completare tutti i livelli nella stessa maniera, in fondo, è un problema tuo. La cosa importante è che il gioco premi la fantasia. E per prendere l'oro in ogni livello ce ne vuol parecchia, di fantasia. Anche parecchia pazienza.


L'altro gioco è Rock Band Unplugged per PSP. Innanzitutto bisogna dire che rispetto molto più l'approccio alla Amplitude di Rock Band PSP che la terribile periferica che mima il manico di una chitarra del Guitar Hero DS. A parte le meccaniche di gioco, però, è interessante il modo in cui ieri Rock Band Unplugged è stato lanciato in versione digital download. Invece di schiaffare il gioco su UMD in un file, Electronic Arts ha messo in vendita (a 3,5€) una versione ridotta del gioco, con sole cinque canzoni. Le altre si possono comprare (1,5€ ciascuna) dallo store.

Ecco, questa idea mi piace. In questo modo posso ritagliare il gioco su misura dei miei bisogni, evitando decine di canzoni di cui non mi importa nulla e, probabilmente, spendendo anche meno. Oltre al fatto che non mi stupirei se EA finisse per fare più soldi con la versione da 3,5€ che quella in UMD a prezzo pieno. Nonostante tutti i proclami su Rock Band come piattaforma e come servizio invece che come gioco, mi sembra che finora questo sia il primo esempio di un gioco musicale che funziona esattamente come un servizio e non come un prodotto chiuso. Ed è su una console portatile.

5 commenti:

Tommaso "Gatsu" DB ha detto...

Uhmm, bella idea, quasi quasi lo compro.

giopep ha detto...

Uah, ma grandissimi!

Noy a.k.a. Manah ha detto...

Attento Tommaso, potrebbe essere un gioco troppo difficile per te :D

JacoPOP ha detto...

Oddio Gatsu, la tua fama ti precede ^^ prima o poi ti incazzerai a morte e manderai tutti a fanculo con 'sta storia.

Tornando IT, sicuramente il passo che si è fatto con RBU era necessario ed auspicabile fin dagli albori del genere, il problema è che le canzoni scaricabili dal PSN sono solo 50 (e il gioco è sugli scaffali ormai da molto) e non ci sono album interi e pacchetti come nella controparte "casalinga".
Secondo me un lancio digitale che poteva essere gestito meglio, molto meglio (soprattutto perché ho scoperto la cosa per caso cercando di scaricare un Minis - PSN sucks)

Ken ha detto...

Spettacolo. Magari diventasse la norma.
Qualcosa si sta muovendo in questione, vedi Microsoft con Fable II a episodi.

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