Zombieland e Left 4 Dead 2 - affinità zombesche


Nel giorno d'esordio di Left 4 Dead 2 devo confessare di essere in piena ossessione per gli zombie. Sarà il solito tocco magico di Valve, ma Left 4 Dead mi sembra la più interessante trasposizione sotto forma di videogioco dell'apocalisse zombesca mai creata. Con tutto il rispetto per Resident Evil e relativi cloni, non mi sembra che i videogiochi, prima di Left 4 Dead, siano riusciti a descrivere davvero accuratamente la zombie apocalypse che, come sappiamo, prima o poi metterà fine all'umanità.

Nel descrivere l'avvento dell'era degli zombie è sempre importante essere realistici. In Left 4 Dead i quattro protagonisti stanno sempre uniti, nessuno cammina all'indietro in corridoi bui, gli zombie non si beccano venticinque proiettili a testa prima di morire (definitivamente) e le tattiche di controllo delle folle sono fondamentali.


L'equivalente cinematografico di Left 4 Dead è Zombieland. Concepito come una sorta di Shaun of the Dead in chiave americana, Zombieland vede il sempre superlativo Woody Harrelson e il nerd Jesse Eisenberg farsi largo a colpi di oggetti contundenti in una società distrutta dagli zombie. La trama è piacevole e non del tutto idiota, e il tono è scanzonato, esagerato e per nulla drammatico. Eppure Zombieland, con le liste di regole per la sopravvivenza che il protagonista segue durante il film, ha quella coerenza che dà un surplus di credibilità al film. Probabilmente perché il protagonista è un nerd ed ha già imparato da innumerevoli film quali errori non fare.

A giudicare dal demo di Left 4 Dead 2, in Valve hanno visto e apprezzato Zombieland. O forse è una di quelle coincidenze per cui due opere uscite più o meno nello stesso periodo appaiono simili senza che i creatori abbiano interagito fra loro. Fatto sta che il gioco appare più simile al caciarone Zombieland che alle opere seriose e politiche di Romero.


Quindi, quando giocherete a Left 4 Dead 2, ricordate le regole principali: restare uniti, non avere pietà, accertarsi che lo zombie non si rialzi e, soprattutto, attenzione ai bagni. Se volete saperne di più sulle regole per sopravvivere in caso di crollo della civiltà per mano degli zombie date un'occhiata a questo articolo (attenzione: l'articolo contiene spoiler su Zombieland).
E buona caccia.

5 commenti:

bender ha detto...

Consiglio anche la spassosa Zombie Research Society.

http://www.zombieresearch.org/home.html

ferruccio ha detto...

Bellissimo sito. Il blog è qualcosa di fantastico. E cosa dire della grande verità in homepage: "The Zombie Pandemic is coming. It's not a matter of if, but a matter of when."

bender ha detto...

Credo che non resisterò alla tentazione di comprare la maglietta: "Zombie research society: what you don't know can eat you".

Ferruccio, visto che sei una persona incline al ragionamento filosofico ti faccio questa domanda: secondo te, perchè gli zombie hanno tutto questo successo (oltre alle ragioni di marketing)?

ferruccio ha detto...

Perché gli zombie siamo noi. Gli zombie sono lo specchio della nostra vita, il produci-consuma-crepa, le file ai supermercati, le economie di scala, la dittatura della massa. Lo zombie sei tu, lo zombie sono io. Lo zombie è homo homini lupus, mors tua vita mea, sono i morituri che te salutant. Lo zombie è il morto che ti ricorda che anche tu devi morire. O, ancora peggio, è il morto che ti ricorda che forse anche tu sei morto.

E lo zombie che corre ha un po' rovinato il senso profondo dell'essere zombie. La cosa inquietante dello zombie, in fondo, è che non ha bisogno di correre, perché prima o poi ti prende. Tanto, per definizione, nell'apocalisse degli zombie è l'intera terra a diventare zombieland. E quindi, dove scappi? Lo zombie è la società che non ha neanche bisogno di perseguitarti, perché tanto prima o poi ti acchiappa, e non c'è fretta. E se vuoi scappare, prova pure, tanto non c'è un fuori e un dentro. C'è solo lo zombie.

Lo zombie è il mostro per eccellenza del ventesimo secolo. Dracula, Nosferatu, il vampiro erano i mostri del diciannovesimo. Mostri stilosi, dandy, nostalgici, aristocratici, distaccati, medievali e dignitosi. Mostri romantici con la mano sulla fronte e una gran voglia di impressionare le fanciulle. Lo zombie invece è budella nelle mani, deformità fisica da apocalisse atomica, pelle che cade in pezzi. Della dignità, lo zombie, se ne fotte. Lo zombie vuole solo mangiare, è il consumatore che vuole solo consumare, il capitalista che vuole solo capitalizzare.

Lo zombie sono io, sei tu, sono i padri e i figli. Gli zombie siamo noi.

bender ha detto...

Condivido: c'è molta paura dell'umanità verso sé stessa (peraltro abbondantemente giustificata).
C'è poi un altro aspetto, che riguarda il "divorare"
Lo zombie vuole implacabilmente mangiarti vivo (facendoti diventare come lui): quasi sempre è uno sconosciuto ma a volte può essere il tuo vicino di casa, o peggio, uno dei tuoi affetti (un topos in quasi tutti i film). Non c'è salvezza insomma, sia dagli estranei, sia da chi dovrebbe esserti vicino.

Quel sito a prima vista potrebbe sembrare semplicemente una goliardata fine a sé stessa (molto debitrice nei confronti del primo libro di Max Brooks, nel suo genere un piccolo capolavoro), ma nasconde anche degli aspetti interessanti di critica sociale.
Nell'ultimo post ad esempio (ed in un altro che non ricordo), la diffusione di armi da fuoco in Usa diventa una chance di sopravvivenza in più.

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