Blue Toad Murder Files - Da Buzz a Barnaby


C'è qualcosa di profondamente inglese nei gialli tradizionali. Sarà l'influenza di Agatha Christie, ma quando si tratta di omicidi senza drammi, paesini nel mezzo della campagna e investigatori perspicaci in maniera sovrannaturale viene sempre in mente l'Inghilterra. Blue Toad Murder Files è una serie a episodi che tenta di catturare esattamente quello spirito applicandolo a un'avventura a enigmi del genere Professor Layton.

Gli autori sono Relentless, gli stessi del quiz Buzz che, nonostante la semplicità del concetto, è una serie che ho sempre apprezzato; Buzz è uno di quei giochi che posso giocare con la mia ragazza o con amici non videogiocatori. Per quanto mi riguarda, questo è un segno di qualità. Blue Toad promette molto: un giallo all'inglese con enigmi alla Layton. Rispetto al professore con una strana predilezione per i bambini, però, Blue Toad ha anche il vantaggio di proporre enigmi integrati alla trama e di permettere fino a quattro giocatori di alternarsi nelle indagini per scoprire chi è l'assassino dell'episodio.

Mi aspettavo molto da Blue Toad. Dopo aver giocato il primo episodio, però, l'entusiasmo si è sgonfiato parecchio. Partiamo dai lati positivi: gli enigmi sono fenomenali. Fantasiosi, difficili e mai astrusi, hanno anche il vantaggio di non essere passati da una traduzione come quelli di Layton. Inoltre sembra che i designer in origine abbiano creato ogni enigma usando fogli e ritagli di carta. Il risultato finale è stranamente tattile e affascinante.

Blue Toad, però, è anche un'avventura, per quanto fuori dalla norma. Ed è qui che sta il problema. La storia è narrata da una voce fuori campo ma usa anche dialoghi. Il risultato è un continuo chiacchierare. Il che sarebbe anche positivo, se non fosse che i dialoghi sono terribili. Va bene l'atmosfera inglese, va bene il tono comico, ma c'è un motivo se è così difficile scrivere buone serie TV o film. Ovvero: scrivere dialoghi interessanti è difficile. In Blue Toad, la maggior parte del tempo, si è vagamente imbarazzati per ciò che dicono i personaggi e per come lo dicono. Per essere un giallo, la cosa è grave. Quando abbiamo giocato con la mia ragazza ci siamo trovati abbastanza in difficoltà alla fine, al momento di decidere chi era il colpevole. Non tanto per la difficoltà degli indizi. Piuttosto perché durante le cut-scene e i dialoghi ci annoiavamo mortalmente e finivamo per parlare di cosa avevamo fatto in ufficio quel giorno.

Forse è un mio limite nei confronti dello stile da giallo tradizionale inglese, e forse come tutti i giochi episodici la qualità della scrittura migliorerà col tempo. Ma la trama, a mio parere, resta moscia. Però, alla fine, la qualità degli enigmi è tale che Blue Toad è tutt'altro che un gioco non riuscito. Adesso però non so se prendere o meno il secondo episodio...

1 commenti:

Shrapnel ha detto...

A me è piaciuto abbastanza anche il secondo episodio, ma il problema davvero grande è la rigiocabilità pari a zero. E comunque DEVI tornare su A.Rea. 21. =)

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