L'add-on che non ti aspetti


Recentemente si è diffuso il rumor che vorrebbe il celebre produttore di periferiche Logitech alle prese con lo sviluppo di un curioso add-on per PSP Go, l'ultimo discusso portatile di casa Sony. Curioso perchè si dovrebbe trattare nientemeno che di un lettore UMD esterno da collegare alla Go, in modo da poter usufruire di tutti i titoli su supporto fisico onestamente acquistati nel tempo. Se ci pensate, è un pò come se uscisse un lettore CD da collegare all'iPod. Ehm.


Se messa accanto alle altre, tristi vicende che hanno già tartassato l'esistenza di PSP Go (boicottaggi da parte di grosse catene di elettronica, polemiche riguardo all'impossibilità di usufruire del proprio catalogo di UMD, polemiche riguardo al prezzo della console, polemiche riguardo al prezzo dei titoli scaricabili dal PSN, polemiche riguardo alla tonalità di blu utilizzata per la scatola, etc.) la notizia in questione comunque non sorprende e non fa altro che confermare il brutto stato di salute in cui già versa il nuovo portatile Sony.

Per quanto mi riguarda, PSP Go è un ottimo prodotto ed al tempo stesso una sfida interessante, un portatile avveniristico lanciato forse nel momento sbagliato: per quanto ci sembri sempre più la norma, il DLC è ancora agli albori e ci vorrà del tempo prima che si possa diffondere a livello di massa trovando la complicità del pubblico e soprattutto della grossa distribuzione. Il primo passo, obbligatorio a dir poco, dovrebbe risiedere nella drastica diminuzione del prezzo dei titoli scaricati dal PSN (e magari il completamento del catalogo stesso, visto che molti titoli non sono al momento nemmeno presenti sullo store). E' infatti paradossale come un qualsiasi titolo, prendiamo per esempio lo splendido Little Big Planet PSP, costi significativamente di più sul PSN rispetto a determinati canali tradizionali (negozi online in primis) quando si ha in meno l'assenza di un supporto fisico e l'impossibilità di rivendere eventualmente il gioco acquistato.

L'impressione è che, per il momento, il discorso DLC su PSP sia indirizzato perlopiù ad un pubblico fin troppo settario e smaliziato: esteti del download contenti di spendere qualche euro in più pur di non trovarsi il salotto/camera pieno di scatole ormai anacronistiche e per supportare, non senza una punta di romanticismo, il mercato del futuro. Un pò poco però, se l'obiettivo di Sony è il mercato di oggi.

5 commenti:

Noy a.k.a. Manah ha detto...

C'è chi dice che il prezzo sugli scaffali sia più basso per non penalizzare i negozianti...

Anonimo ha detto...

Credo che sulla questione prezzi & digital delivery si punti il dito contro l'anello della catena sbagliato: il prezzo dei vg sul PSN non può essere più basso, e SONY non può fare altrimenti.

Contestualizziamo. In settimana ho avuto la fortuna di partecipare ad un corso in cui uno dei relatori è il responsabile della Logistica & Distribuzione di una delle maggiori marche di prodotti di largo consumo (senza specificare la marca si tratta di lavatrici, frigoriferi, etc...). Nel mentre della spiegazione su come i costi di logistica e distribuzione impattino sul prezzo finale di un prodotto, ho domandato perché non adottare soluzioni che riducano sensibilmente i passaggi produttore-consumatore (acquisto in rete, negozi mono-brand), e perché alcune marche, pur usando questi espedienti come strumento di distribuzione, non adottino una politica di prezzi competitiva (es. PlayStation Store, Nokia store).

La risposta è stata "cristallina": per i prodotti di largo consumo, chi ha il maggior potere nella catena produttore-distributore-consumatore è il distributore.
Pensate al mercato dei VG e proviamo a banalizzare: SONY (ma anche MS e Nintendo) ha due possibilità per far “vedere” il marchio PS al consumatore, le grandi catene di negozi (es. GameStop, Mediaworld, etc.) e internet. Oggi, l’impatto sul mercato, sia in termini di tipologia di consumatore raggiungibile (es. bimbo che piange perché vuole l’ultimo gioco dei Gormiti) che per facilità dell’acquisto (es. pago in contanti, non ho bisogno di carta di credito etc.) è nettamente a favore delle grandi catene distributive. La conseguenza è che il mercato di SONY passa per il 20% (visione ottimista) dalla digital delivery (includendo anche la vendita di HW) e per l’80% dalle catene distributive.

Proviamo a giocare con il mercato. Siamo SONY, creiamo PSPgo e puntiamo alla digital delivery totale abbassando i prezzi del SW e HW comprato su internet per scalzare i distributori, aumentare il nostro profitto offrendo al contempo un prodotto ad un prezzo più competitivo. Oggi, però, GameStop, Mediaworld etc. sono anche il mio canale preferenziale per la vendita di console, e quindi di PSPgo.
Prima del day-one alcune catene di negozi decidono di non voler vendere PSPgo, lanciando un forte messaggio ai consumatori (“vi stiamo proteggendo da un prodotto che va contro i vostri interessi”) e me SONY (“se provi a farci concorrenza boicottiamo il tuo prodotto a favore di MS e Nintendo”).

Ending: siccome non sono un benefattore, io SONY decido di non stuzzicare le catene distributive e nei miei negozi (on-line e non) vendo HW e SW ad un prezzo uguale, se non leggermente superiore, a quello dei negozi.
Happy Ending (?): SONY sonda il mercato (quanti sono disposti a comprare on-line?), studia sul campo gli strumenti per sviluppare con maggiore successo il digital delivery (cosa serve per facilitare l’acquisto?) e offre un’alternativa al consumatore (i giochi “classici” PSOne li può trovare in digital delivery).

Gabe (aka Sephirot22 su TFP)

Gio ha detto...

Psp go è un ottimo prodotto, se fosse piu basso il prezzo dell'hw (149 €) e del sw venduto (29 €)...sarebbe un successo, purtroppo come dice anonimo i distributori sono un grosso problema alla diffusione del prodotto.
io per comodità preferisco il dlc, anche se poi l'usato non esisterebbe piu, quindi spero che sony riesca a imporre il suo modello.

ferruccio ha detto...

Bell'intervento, Gabe. I produttori hardware e software, in effetti, sono nella morsa della grande distribuzione. E le conseguenze sono parecchie.

Dal punto di vista hardware, c'è il fatto di non poter spingere più di tanto sul digital delivery, proprio perché c'è il ricatto dei distributori. PSP Go, dal canto suo, è a suo modo un esperimento coraggioso. Quando scenderà a un prezzo accettabile (sotto i 200€) la comprerò al volo, anche perché per me la possibilità di scaricare giochi e averne diversi su una scheda di memoria invece che su disco è già un valore aggiunto, quindi anche se costano uguale o di più mi sta benissimo.

Ma ci sono anche altre conseguenze più sottili. Pensiamo al software, ad esempio. Un gioco che non ha un impatto immediato, che non è un blockbuster con promozione dietro, sarà destinato a non avere molto spazio sugli scaffali. In pratica i negozi di videogiochi, col loro limitatissimo spazio sugli scaffali, sono quelli che hanno creato un mercato in cui un gioco di un mese è un gioco vecchio, e non c'è spazio per giochi che non siano blockbuster.

Per vedere come potrebbero essere le cose basta dare un'occhiata a Steam. Lì ci sono giochi che continuano a vendere anche se sono vecchi di due anni (Team Fortress 2, per dire). In uno store online lo spazio per la promozione di un prodotto è infinitamente più grande di quello di un negozio e, volendo, può essere adattato ai precedenti acquisti di un giocatore, all'età e al sesso dell'utente, alla nazionalità etc.

Quindi, mi spiace per quelli a cui i negozi di videogiochi danno lavoro, ma personalmente non vedo l'ora che ci si sposti sempre più verso l'online.

Gio ha detto...

Io non vedo l'ora che i negozi di vg (sopratutto alcuni) scompaiano completamente...

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