Vitoiuvara - Per un pugno di casuali!


Io non sono preoccupato dall’arrivo dei casual gamer. Il piano della banda bassotti, a dire il vero, mi piaceva un casino: acchiappalli, divertili, trasformali. Arrivassero un po’ di signorine a discutere di videogiochi potrei bullarmi con loro della mia nuova periferica da dj con rifiniture dorate (lo faccio anche adesso, ma non funziona, sappiatelo). Invece ho visto gli scaffali svuotarsi, in questi anni di salotti bianchi e adozioni facili, e poca gente sfondare la barricata. Li hanno acchiappatti, li hanno pure divertiti, ma mica si sono fatti trasformare sti balordi. E se il bottino è povero, non è arrivato il momento di mettere in discussione pure il piano?

È mentre provo a giocare per la terza volta di seguito il primo livello di Mad World che mi accorgo che il Wii non è un’esplosione di gusto; è un complotto. Forse i cinesi, più probabilmente i russi, forse il pupazzo One, solo la storia ci dirà la verità, ma c’è qualcosa di losco dietro il successo senza sosta di una console con ripieno di Gamecube. Perché Mad World è l’esempio perfetto per sputare in faccia alla nuova magia Nintendo. Dimenticando il gioco vittima delle sue fatality, dimenticando l’idiota che ha deciso di farlo uscire su Wii per il pubblico di Panariello, quello che resta è masturbazione illegale su controller innocenti. Gettiamo la maschera e raccontiamocelo negli occhi, dai: abbiamo fatto una cazzata. Fare su e giù con il remote per spaccare la testa a qualcuno non è immedesimazione, è violenza carnale. Girare prima una mano e poi l’altra non è coinvolgente, è Karate Kid mentre lava i vetri di un giapponese indisponente. Tutta questa roba la faceva alla grande il tasto verde gigante, uguale uguale, e a fine partita non dovevo passarmi il voltaren sul polso.

È mentre gioco le prime missioni di GTA Made in China che scopro che il DS è solo una bugia. Ha vinto, nessuno lo può negare, ma è un contacazzate della peggior specie. Col navigatore nello schermo basso e la strada su quello alto, non si riesce a giocare senza tamponare le macchine della polizia. Mannaggia, mannaggia, mannaggia. E tutti quei minigiochetti per rubare le auto son carini, dico sul serio, ma hanno reso più pratiche operazioni ugualmente fattibili. Nel frattempo, però, ti becchi il 3d scatolato e sei costretto a giocare con una mano sola perché con l’altra usi il pennino ogni 20 minuti. Yoshi Touch era il DS, Yoshi Touch è il DS ancora oggi. Diciamocelo in faccia senza giri di parole: sto cazzo di pennino mi graffia lo schermo, mortacci sua, e in cambio non ricevo niente che un GBA2 non mi avrebbe dato comunque. Muovere il pennino sullo schermo per spostare la sabbia non è una genialata, è un gratta e vinci. Fare cerchi a destra e sinistra per rubare un’auto non è scuola di ladri, è dinamica del cacciavite.

Ho finito le console Nintendo da insultare, non me ne dispiace. Sento già le scimmie urlatrici alla finestra, pensano che la mia sia prevenzione, non dentale pergiunta. Ma mi e vi guardo dall’esterno e non vedo lucidità. Il successo della nuova filosofia nintendara ci opprime, a volte ci inibisce, se la stessa carrellata di cazzate l’avesse fatta qualcun altro, non son troppo sicuro che staremmo ancora a bisbigliare. Perché è fisiologico chiedersi se la colpa sia tua più che loro, perché ogni fine mese guardi una classifica che ti sbugiarda e ti fa fare figuracce. Ti chiedi se non stai sottovalutando un gioco con il bambolotto o le lezioni di cheerleader, se la croce direzionale in New Super Mario sia l’evoluzione del controller del Nintendo 64 e non viceversa. A volte, quando sei più triste perché la tua squadra del cuore è la Juventus e la tua donna va dal parrucchiere durante il posticipo, speri di aver sbagliato tutto. Per tutto il resto del tempo, però, l’avresti proprio voluta vedere questa rivoluzione dei controlli.

L'autore del post, Vincenzo "Vitoiuvara" Aversa, è co-conduttore di Ringcast, autore del Corso per Videogiocatori Professionisti, nonché uno dei migliori critici di videogiochi in Italia. Sul serio.

1 commenti:

Shevil ha detto...

Ciò dimostra come Vito può far cambiare opinione su nintendo ad un nintendaro

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