Elements e il sentiero dei ricordi


Lo confesso: ero uno di quei ragazzini sfigati che giocava a Magic. Erano gli anni novanta, ed oltre all'onanismo più sfrenato, facevo parte di quella categoria che gravitava attorno a qualsiasi cosa fosse nerd. Magic: The Gathering, per un bel po', fu la versione nerd del poker, un fenomeno sociale che portava ragazzini senza una lira come il sottoscritto ad entrare in assurdi circoli di compravendita di carte come nemmeno un broker di Wall Street.

Più di dieci anni dopo mi trovo nel gorgo di Elements, gioco in flash gratuito basato su un sistema molto simile a
Magic. Per chi non sapesse di cosa parlo: innanzitutto, perché leggete questo blog? Ad ogni modo, perdono la vostra ignoranza: si gioca in due, ognuno ha un mazzo di carte e a turno mette in gioco le carte, che rappresentano energia magica, creature da evocare, incantesimi, oggetti etc. etc. Vince chi ammazza prima l'avversario.

Di emuli di
Magic se ne trovano a bizzeffe, ma uno di questa qualità è difficile da eguagliare. Non solo Elements è gratuito, ben bilanciato, profondo e veloce da giocare, ma è anche uno di quei giochi che, come i migliori RPG online e non, rende benissimo anche sulla lunga distanza. C'è lo stesso piacere sottile che dava Magic nel creare il proprio mazzo di carte, gestire le proprie finanze per comprare nuove carte, rifinire la proporzione fra mana e incantesimi, e, in genere, gettare al vento grosse quantità di tempo.

Oggi sono meno sfigato di tredici anni fa. Anzi, sono un ben integrato membro della società, con tanto di lavoro e mutuo sulle spalle. Non compro più tanti fumetti come allora e non sono più un così grande appassionato di fantasy. Ciò non toglie che adesso devo forzarmi per non giocare a
Elements mentre sono in ufficio...

8-bit trip


Probabilmente il più bel video che abbia mai visto su YouTube, nonché uno degli esempi più gloriosi di nerdaggine mai visto nell'universo. Un orgoglioso inno agli 8 bit fatto con LEGO e tecnica stop motion (a occhio senza i trucchetti usati in quel vecchio video dei White Stripes), che trasuda sangue, sudore, lacrime e 1500 ore di lavoro, secondo quanto dichiarato dagli autori Rymdreglage. Una lettera d'amore a Commodore 64, Tetris, IK+, joysticks, Pong, NES, Pac-Man e
un'altra mezza dozzina di icone.
Gli svedesi si confermano maestri di imprese geniali, creative e vagamente inquietanti.



Escono dalle fottute pareti!


Ancora un volta avvistati alieni di Space Invaders. Ormai questo blog sta diventando una raccolta fotografica di street art a tema videogiochi.



Ma soprattutto, è un blog per mettere in guardia la gente riguardo alla minaccia aliena. Pixellosi, malvagi e sicuramente con l'alito cattivo: questa volta gli alieni in questione sono stati avvistati per le strade di Parigi. Il baldo giovine Andrea Alfieri, fotoreporter freelance di giorno e supereroe di multinazionali dell'alcool di notte - proprio come Peter Parker-, ha catturato queste immagini nella capitale mondiale dello snobismo e della baguette.


A questo punto urge qualcuno che mi spieghi cosa cacchio vuol dire tutto ciò. Perché ci sono questi cazzilli dipinti sui muri delle strade di città così diverse e distanti fra loro? Quale setta si nasconde dietro gli innocui pixel di questi alieni? Cosa è quella cosa alle vostre spalle? ARGH!




EXTRA: Su segnalazione della mia ragazza, un altro esempio di creatività artistica muciacciesca urbana: pysselninja (puzzle ninja per i non svedesi). La ninja con una evidente passione per la pastasciutta e il burro ci insegna a prendere un po' di qualcosa, trasformarlo in qualcosa con l'aiuto di qualcos'altro per poi infine appiccicarlo su un muro. Singleplayercoop.com: la risorsa migliore per trovare cose che non cercavate e che neanche vi interessavano!



Wet o Inglorious Basterds?


In questi giorni esce il nuovo film di Quentin Tarantino, Inglorious Basterds. Ieri, invece, è stato rilasciato il demo di Wet, sparatutto/action di A2M con uno stile decisamente pulp. I creatori di Wet non hanno nascosto per nulla le proprie influenze, parlando in varie interviste di come Wet sia ispirato al cinema di serie B anni '70 e ai film di Quentin Tarantino, con un occhio di riguardo per Kill Bill.

Fra le due produzioni, Inglorious Basterds e Wet, quest'ultimo mi interessa più o meno duecento volte di più del superpolpettone con Brad Pitt. Anzi, a vedere i due progetti non esiterei un secondo a indicare quale è più fresco, più vivace e meno imbolsito. Il problema è che Quentin Tarantino è invecchiato, e la sua eredità comincia ad apparire più interessante di ciò che lui stesso produce.

Forse era una cosa che si poteva già vedere nei suoi primi film. Però ormai non riesco a vedere un film di Tarantino senza pensare che siano film disonesti. È come se Tarantino facesse appositamente film più stupidi di sé e del proprio pubblico per poi poter ammiccare e suggerire "figo, eh? Guarda che stronzata!". Insomma, un giochetto sterile. Pulp Fiction, Reservoir Dogs e anche Jackie Brown avevano parti volutamente ridicole, ma nel complesso erano film che osavano e per nulla banali. Adesso sembra che il buon Quentin - assieme al compagno di merende Rodriguez - si sia lasciato andare. E per quante arie da ribelle si dia, e per quanta cocaina sniffi, Tarantino rimane un intellettuale che ha visto tutti i film di Rohmer e che gioca a fare lo scoreggione anni '70. Per questo motivo non ho proprio alcuna voglia di vedere l'ennesimo interminabile circo di ultraviolenza e dialoghi infiniti, stavolta ambientato durante la seconda guerra mondiale.


Wet, invece, è un gioco scemo. È rozzo, manca di rifinitura in moltissimi campi, tecnicamente è appena alla sufficienza. Eppure è anche divertentissimo, violento con stile e pieno di entusiasmo. In altre parole, un gioco genuinamente di serie B. Ora scusate, ma vado a preordinarlo.

Il ghigno di Grin e la crisi economica


Quando io e Tommaso "Gatsu" abbiamo partecipato alla manifestazione Nordic Games a Malmö, abbiamo trovato gente incredibilmente disponibile. Fra le varie intervista che abbiamo fatto (e che potete ascoltare nei due podcast Ringcast Extra 2 e 3 c'è stata una sola intervista, fra quelle che abbiamo fatto, ad averci lasciato l'amaro in bocca.

L'intervistato era il capo progetto responsabile di Bionic Commando Rearmed Simon Viklund, della software house svedese Grin. Oltre ad avere un tono abbastanza infastidito, Viklund aveva anche risposto a una mia domanda su come ci si sente in uno studio indipendente in tempi di crisi economica con un arrogante "Siamo artisti, non possiamo preoccuparci del lato economico". Ecco, lo studio di artisti di cui faceva parte Simon Viklund, Grin, ha chiuso per problemi finanziari.

Mi dispiace per uno studio che aveva dimostrato sprazzi di creatività e che comunque rimaneva fra i più vecchi ed attrezzati di tutta la Svezia. Si tratta di una grossa perdita per la scena nordica, e capisco che trovarsi senza lavoro in tempi come questi non è una cosa bella. Però, mi spiace, ma quando succedono cose come questa a chi si dà arie da spaccone, a chi fa l'arrogante, a chi ha uffici nella zona più costosa della città e produce giochi su licenza di pessima qualità... beh, un po' mi viene da ghignare.

Porno gratis su PS3, ma solo in Giappone


Un blog di videogiochi normale probabilmente avrebbe esordito dopo le vacanze parlando del fatto che dal primo settembre sarà in commercio a 299 euro la versione slim della PlayStation 3. Visto che singleplayercoop non è un blog normale, parliamo di PlayStation 3 e porno.

In Giappone (e te pareva) è stato lanciato gratuitamente un Blu-Ray che permette lo streaming di film porno dalla PS3. Il Blu-Ray si chiama DMM.TV ed è prodotto dall'azienda Digital Media Mart. Il sistema dovrebbe funzionare sfruttando la possibilità dei BRD di fornire contenuti aggiuntivi in streaming. Solo che, invece di essere un extra, in questo caso è il "piatto forte" del disco. Battuta d'obbligo: PS3 è perfetta per gli hardcore gamers.

Prima che lo chiediate: no, non è previsto un lancio in Occidente.

Si ringrazia il prode gallo177 per aver segnalato la notizia da Multiplayer.

Vogliamo davvero Facebook su console?


Ultimo post prima delle vacanze. Singleplayercoop va in standby per un paio di settimane, mentre il curatore del blog se ne starà ad arrostire al sole e a sguazzare nel cristallino mare siciliano. Ci si ribecca dopo metà agosto. Nel frattempo, fate conoscere singleplayercoop.com, linkate sui vostri blog o su facebook e fate i bravi :)



Quando all'E3 sia Microsoft sia Nintendo hanno annunciato l'integrazione con Twitter e Facebook, la mia prima sensazione è stata di esaltazione. Finalmente, pensavo, i produttori di console si stanno accorgendo che avere diversi network sociali non comunicanti è una cosa che non funziona nel 2009. Un servizio come Facebook, in fondo, fa più o meno le stesse cose della lista amici di una console, solo meglio.

Di recente, però, comincio ad avere qualche dubbio. Il punto non è tanto l'accesso in Facebook o Twitter dalla dashboard di una console, che rimane una buona idea. Il problema è nell'altro senso: cioé comincio a chiedermi se mi interessa sapere cosa i miei amici giocano, o che punteggi hanno fatto a Shatter, o se hanno raggiunto la 16.945esima posizione nella classifica mondiale di un FPS. Lo spunto per questa domanda me l'ha dato l'update dello status di un amico (ciao Zel) che stava usando un'applicazione che connette la Gamercard con l'account di Facebook. L'update diceva che questa persona "sta giocando Battlefield 1943™". Il problema è: e sticazzi?

In altre parole, la tendenza sembra essere quella di far sì che i servizi di social network diventino sempre più un accatastarsi di cose senza alcun importanza, un costante flusso di informazioni non interessanti. C'è già chi usa Twitter o gli status di Facebook per fare sapere ai propri amici quando va in bagno; non credo di aver bisogno di sapere quando i miei amici si fanno una partita a un videogioco. Quello che mi piacerebbe vedere, forse, sarebbe una sorta di meccanismo selettivo. Per alcuni giochi (come i twin stick shooters alla Geometry Wars) avere la possibilità di pubblicare il proprio record su Facebook, secondo me, sarebbe un ulteriore incentivo a quella competizione da sala giochi che mi fa amare questi titoli. Non una funzione utilissima, visto che comunque tutti i giochi hanno i filtri per vedere la classifica dei propri amici, ma sarebbe comunque una cosa carina.

Ma, in definitiva: abbiamo bisogno che tutto sia integrato con tutto?
 

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