Produci, consuma, crepa.

Qualche giorno fa abbiamo parlato del superlativo Every Day the Same Dream. Di seguito trovate una breve intervista all’autore, Paolo Pedercini di Molleindustria. Paolo insegna alla Carnegie Mellon University, fa giochi ad alto contenuto politico ed è uno di quelle persone di cui ricordarsi quando ci si lamenta della carenza di italiani nel mondo del game design.


Rispetto ad altri giochi di Molleindustria, il tono di Every Day the Same Dream è meno satirico e più riflessivo. Lo spirito “politico” del gioco passa attraverso il coinvolgimento emotivo piuttosto che per uno specifico elemento di critica. Si tratta di una scelta consapevole e quindi di una nuova direzione per il futuro o è semplicemente una caratteristica di questo specifico gioco?

È una caratteristica di questo gioco, in parte dovuta al tema assegnato per l’experimental gameplay project: “art game”. C’e’ questa idea bizzarra nella comunita’ videoludica che un gioco artistico debba essere in qualche modo emozionale. Non sono completamente d’accordo ma per questa volta ho deciso di stare al gioco.
Non è una nuova direzione, ci saranno probabilmente giochi per l’emisfero sinistro in futuro. Leggi il resto »

Gay Tony assomiglia a Stringer Bell. Sacrilegio!

Ok, di solito non scrivo post su questo genere di news perché le trovate in qualsiasi altro sito. Ho appena letto, però, una newsletter di Rockstar che annuncia l’uscita a fine marzo delle espansioni di GTA4 The Lost and the Damned e The Ballad of Gay Tony per PS3 e PC.  Questo è uno di quei momenti in cui gioisce chi aveva ricordato che il famoso accordo Microsoft-Rockstar non riguardava un regalo da parte di Microsoft di cinquanta milioni di dollari, ma era un prestito, e quindi l’esclusiva non era assoluta.  Infinite discussioni da forum che ora mi fanno dire “ve l’avevo detto”. Sarò infantile, ma sono belle sensazioni. Gnè gnè.

PS: E con questa esclusiva se ne va anche l’unica ragione che avevo trovato per l’acquisto di un 360. Il mio portafogli ringrazia Rockstar Games.

Ed ecco il cast di sfigati!

The Tester, il nuovo reality show prodotto appositamente per PlayStation Network, sembra una di quelle cose che si possono leggere sul sito umoristico di notizie false The Onion. L’idea è che un gruppo di appassionati videogiocatori si sfideranno in prove di abilità per riuscire ad ottenere l’agognato premio finale.

Si tratta della stessa formula di programmi come Project Runway, show di Bravo TV ad altissima concentrazione di omossessualità che mette in palio un posto come designer di moda. Io e la mia ragazza siamo spesso spettatori di questo tipo di programmi, vergognandoci e godendoceli allo stesso tempo. Questi show hanno solitamente il difetto di basare i drammi sulle stesse odiose idiozie e gli stessi trucchetti che suonavano vecchi già ai tempi dell’esordio di Grande Fratello o, ancora prima, di The Real World su MTV. Il pregio è che in Project Runway almeno si guardano persone che sanno fare qualcosa. Ora, il problema di The Tester è che il premio finale è un posto di lavoro come tester per Sony. Leggi il resto »

Fico, eh? Anche in Capcom probabilmente hanno commentato così l’idea, tanto semplice quanto brillante, di dare al giocatore la possibilità di assemblarsi da solo le armi con cui sterminare le orde di zombie che popoleranno il sequel di Dead Rising, previsto per un non meglio precisato tardo 2010. Leggi il resto »

Il titolo del post dice più o meno tutto ciò che bisogna sapere. Il gioco sarà disponibile a questo prezzo ridicolo fino a domani, giovedì 28. Per comprarlo cliccate qui.

Psychonauts è stato il primo gioco di Double Fine, autori di Brutal Legend, ed è un caso unico nel panorama dei giochi della passata generazione: in parte platform, in parte avventura, in parte simulatore di traumi psicologici. Quand’è l’ultima volta che avete giocato un gioco in cui ogni livello è ambientato nel subconscio di un personaggio diverso? Psychonauts ha anche storia e dialoghi superlativi, un paio di livelli con un level design da far paura ed è un gioco che fa bene giocare. Ha anche un bel po’ di dettagli zoppicanti e qualche elemento rozzo. Ma non comprarlo a due euro è da pazzi.

In verità vi dico... datemi i vostri soldi e sarete fighi.

Domani il Grande Santone Steve Sai Baba Jobs presenterà i nuovi prodotti Apple. Milioni di seguaci in maglioncino nero a collo alto e jeans seguiranno commossi l’avvento di qualche nuovo portatile sottile come la lama di un rasoio, qualche nuovo iPod con controlli a soffio e magari qualche miracoloso nuovo gadget che esiste già ma che essendo Apple sarà migliore di tutto il resto perché Apple è meglio di tutti sempre e non mettere in dubbio stivgiobbs.

In mezzo a questa disgustosa atmosfera di sacralità (cfr. l’ottimo editoriale di Punto Informatico), l’unica cosa interessante per un videogiocatore non necessariamente technofighetto è l’iSlate, o Apple Tablet, o iGivemysoultoApple, o come cacchio si chiamerà. Leggi il resto »

Oggi come oggi se non sei in Google Street View non sei nessuno. Certo, magari avrei preferito non essere immortalato durante una pausa sigaretta in ufficio, ma poco importa. Adesso posso aggiungere +5 alla voce Nerd.

L’incubo del titolo è da intendersi in senso buono. Closure è infatti uno di quei progetti fiketti-alternativi-indie di cui il sottoscritto va pazzo. In un’atmosfera inquietante e claustrofobica, il protagonista di questo giochino in Flash deve trovare l’uscita da ogni schermata portandosi appresso o piazzando nell’ambiente dei globi di luce. La particolarità di Closure è che ciò che non è illuminato non esiste. Leggi il resto »

Ratchet & Clank A Crack in TimeLa serie Ratchet & Clank è un po’ sfigata. Il primo episodio ha riaffermato, in era PS2, l’importanza di Insomniac dopo i promettenti Spyro su PSX. Il primo R&C era uno spettacolo grafico e riusciva a mischiare platform e sparatutto con una leggerezza e una cura per il dettaglio all’epoca notevoli. Con i successivi titoli il franchise si è un po’ offuscato. Tutti buoni o ottimi giochi, ma il mondo sembra essere andato avanti. Oggi R&C è una serie che non sa se rivolgersi ai preadolescenti o agli hardcore gamer e che sembra scontrarsi con l’indifferenza generale.

L’ultimo Ratchet & Clank: A Crack in Time è stato oscurato da Uncharted 2. Bollato come “un altro Ratchet” nelle recensioni fatte scorrendo velocemente il gioco a difficoltà normal, catalogato e dimenticato. Leggi il resto »

Di quanto faccia pietà la cover americana di Heavy Rain, l’attesissimo seguito spirituale di Fahrenheit ormai in dirittura d’arrivo su PS3, ne abbiamo già parlato poco tempo fa.

Tutt’altra musica per quanto invece riguarda la cover nipponica: semplice, evocativa e tremendamente d’effetto pur senza ricorrerre all’espediente giallistico/horror dell’ “oggetto innocuo che macchiato di sangue diventa spaventoso” che ormai è dal 1911 che non disturba più nessuno. E voi, quale preferite?