Left 4 Dead – la triste negazione della pausa sigaretta

Left4Dead Boomer

Pierre dopo un'ora senza paglie.

Fin dall’ uscita del primo episodio, una delle carattistiche maggiormente esaltate di Left 4 Dead è stata l’inclusione del famigerato AI Director, un brillante espediente ludico attraverso il quale il gameplay del gioco si sviluppa passo per passo sulla base della performance dei giocatori. Ora, al di là del fatto che nel mio dizionario “si sviluppa passo per passo” non è sinonimo di “cuneo anale spinato non lubrificato”, i picchi di difficoltà del gioco non rapprensenterebbero neppure un problema così grande, se l’intera struttura del titolo (ma visto il sequel diciamo pure della serie) poggiasse su soluzioni leggermente meno anacronistiche.

Nell’ anno domini 2009, quello del “videogioco per tutti” e dove i titoli sono così carini e ben educati da salvare i tuoi progressi ad ogni starnuto (toh, il primo che viene in mente: Assassin’s Creed 2) Valve obbliga il fruitore di L4D a sessioni continuate & serratissime da minimo un’ora senza alcuna possibilità di salvare i propri progressi. Scendendo più nel personale, aggiungete a questo l’immancabile nervosismo causato dall’assenza di sigarette (sembrerà strano, ma quando gioco mi piace da sempre fare seimila pause-paglia) unito al florilegio di horride bestemmie scaturito all’apparizione di un altro Tank dove “no tranquilli regà qui di special non ce ne sono” e capirete come la mia personale idea di divertimento inizi a prendere decisamente le distanze. Giuro su Sant’Anna: a tratti mi è sembrato di rivivere le frustrazioni di gioventù quando mia madre mi chiamava per il pranzo e io non potevo interrompere la partita a Street Fighter 2 CE perchè al pad standard del Megadrive avevano rimosso il tasto pausa. Oppure, se preferite esempi più recenti,  mi ha fatto capire ulteriormente (come se ce ne fosse bisogno) i veri motivi per i quali con i MMORPG non ho mai cominciato seriamente, al contrario di altre droghe più o meno legali.

Morale della favola è che L4D ed il suo ancora-più-bastardo sequel, acquistato giusto per la mia proverbiale incapacità di non spendere soldi, ammiccano tristi dallo scaffale*, in attesa che 1) io trovi il tempo necessario a giocarci 2) tre persone che conosco trovino il medesimo tempo (il primo L4D poteva anche essere giocato alla cazzo di cane con persone pescate a caso, nel secondo episodio visto l’innalzamento della difficoltà la cosa mi sembra quantomeno sconsigliabile) 3) io torni ad essere single e 4) io smetta di fumare. Seee.

*A margine, quello che dispiace davvero è che stiamo parlando di un (ottimo) gioco di zombie sviluppato da Valve. Cioè, detto in altre parole: potenzialmente il miglior gioco della storia. Per fare di L4D 2 un titolo da 10/10 sarebbero bastate campagne più corte unite (magari) alla possibilità di salvare alla fine di ogni capitolo .  Mica poi tanto, eh.

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One Response to Left 4 Dead – la triste negazione della pausa sigaretta

  1. ferruccio says:

    Un certo Teokrazia scrive su Facebook:

    “Non sono se ne hai parlato, perché l’impaginazione scazza e non sono riuscito a leggere tutto, ma mettersi in idle?

    Ah, io fumo mentre gioco.
    Anche quando sono al culmine di un rocket jump, a 10 metri sopra la preda e la sto per spatasciare con un missile.

    Ma io c’ho il gameplay.”

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