Se c’è una cosa che il videogioco giapponese riesce ancora a fare meglio di quello occidentale è la profondità. Non nel senso di storie profonde (ahahah), ma nel senso di meccaniche complesse e stratificate. Street Fighter 4 è un esempio perfetto, con le sue tecniche avanzate, avanzatissime e autistiche. Bayonetta, di cui prima o poi smetterò di parlare, è un altro di quei giochi che dopo trenta ore continuano a svelare tecniche e sbloccare mosse che non sapevi esistessero. Ognuno di questi dettagli, fra l’altro, apre a nuovi modi di giocare.
Un esempio concreto di cosa significhi tutto ciò lo potete vedere nel video di presentazione della guida ufficiale di Bayonetta. Ora, non so come possa apparire questo video agli occhi di chi non ha mai giocato a Bayonetta. Forse è un semplice ammasso di mazzate confusionarie. Per chi, come me, sta ancora imparando le minuzie del sistema di gioco, è roba da slogarsi la mascella. La varietà pazzesca di tecniche miscelate con sapienza in questi pochi secondi mi ha convinto a comprare la guida e ad aspettare trepidante il giorno della consegna (maledette poste!).
Se gli occidentali sono bravi a creare giochi accessibili, i giapponesi riescono ancora a creare prodotti così stratificati da poter diventare quasi degli sport. Per accorgesene bisogna avere pazienza, persistenza e tenacia. Ma non si può vivere di solo Wii Sport, giusto?
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