Alan Wake – impressioni di orrore, buio e fumo

Questo post è di Wis, giocatore di una certa età ma molto hardcore. Alcuni di voi lo conosceranno per via di un certo forum. Oggi Wis ci racconta della sua esperienza con una versione in anteprima di Alan Wake.

Il tutto parte subito bene, con un guizzo straordinario di originalità sotto forma di flashback: Alan sta viaggiando in macchina con una bambina al fianco, cala la nebbia e decidono di fermarsi in una vicina cittadina. Nel mentre vengono sorpassati da un carabiniere in bicicletta. Un paio di curve dopo un fulmine globulare esplode davanti alla vettura, causandone il cappottamento e la perdita di conoscenza dei passeggeri.

Alan si sveglia, la figlia al suo fianco si è trasformata in un posacenere (il fumo da quanto si capisce giocherà un ruolo fondamentale nella storia). Alan urla e si sveglia di nuovo, questa volta nella totale oscurità dove alcuni mostri con un occhio solo lo stanno osservando intensamente. Alan urla e si sveglia di nuovo, è in un letto di ospedale e una specie di prestigiatore gli sta infilando una sigaretta in un orecchio, urla, si sveglia ed è di nuovo in una vettura, solo che non è quella che stava guidando ma una vecchia 500 con tettuccio apribile color nicotina. La figlia è sparita ma Alan non sembra preoccupato. Fade to black e titolo del gioco con musica orchestrale (brividi).

Dopo un incipit così riuscito viene naturale chiedersi se il gameplay di gioco potrà tenere testa ad una narrazione visiva così ricercata. Il giocatore ottiene il controllo di Alan su un pontile, dove pare egli stia ricordando i vecchi tempi con sguardo malinconico. La grafica colpisce subito in positivo: Alan è credibile e ben animato, i dettagli del viso sono stupefacenti, l’illuminazione è complessa e credibile, ed è possibile notare sul volto anche l’ombra di ogni singolo pelo della barba incolta (trico scattering di buon livello).

La prima locazione che si visiterà è la biglietteria di un luna park antistante il molo: una palazzina a tre piani decisamente tetra e inaspettatamente buia. Qui la vera rivoluzione ha inizio: il giocatore si trova immerso in un’oscurità fitta ma animata con grande mestiere e tecnica pittorica. In pratica, sebbene in effetti il gioco sia molto scuro, nell’oscurità è possibile ravvisare movimenti fugaci di figure indistinte (a quanto ho visto anche scene di procaci nudità). Grande cura da questo punto di vista è stata riposta nel settaggio della gamma del gioco, a cui è dedicato un intero capitolo.
Comunque si capisce subito che grandi protagoniste in questo gioco saranno le cose che non si vedono.

Certo potrei andare avanti per ore nel descrivere come piccoli dettagli rendono viva quest’opera: si pensi al fumo delle sigarette, finalmente dotato di una propria fisicità nello spazio, oppure all’abbigliamento del protagonista: dopo una fuga è stato galvanizzante notare come la cerniera della giacca si fosse leggermente aperta facendo apparire tutto lo straordinario tessuto texturato del gilet sottostante (prima invisibile grazie al jacket-occlusion), insomma, un mondo buio rappresentato credibilmente in tutta la sua cieca oscurità, e con tematiche adulte come la presenza di sigarette.

Sfumeggiante.

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12 Responses to Alan Wake – impressioni di orrore, buio e fumo

  1. defc0n says:

    Azz, se anche il marmoreo Wis ne parla così non ho più dubbi!

  2. semeyon says:

    L’incipt ricorda molto Silent Hill. Grande Wis, hai catalizzato il mio interesse su questo gioco, spero che oltre l’ottima resa degli effetti ci sia un sistema di gioco con i controcoglioni.

  3. ferruccio says:

    Ehm, mi sa che non tutti hanno capito che l’articolo non è serio.
    O davvero pensate che all’inizio del gioco ci sia un carabiniere in bici? -_____-

  4. defc0n says:

    mmmm sì, e non si era capito che, almeno io, ero ironico? ^^

  5. Dart says:

    “Alan si sveglia, la figlia al suo fianco si è trasformata in un posacenere” lo dovrebbero fare a chi butta sigarette dalla macchina. Cmq per rispondere alla tua domanda, no non si era capito.

  6. defc0n says:

    Eh beh, leggo Wis da svariati anni, so bene che delle texture della faccia e della cerniera giustamente non gliene frega, come delle procaci nudità nell’oscurità, oscurità alla quale è stato dedicato un intero capitolo, e dell’incipit “così riuscito”.
    Oltretutto non è uno che si lascia a commenti “affrettati” di questo genere.

    Ed infineavrebbe fugato i miei eventuali dubbi con il “si pensi al fumo delle sigarette, finalmente dotato di una propria fisicità nello spazio”? ^^

  7. Dart says:

    Non ti preoccupare ti credo però non si era capito nel primo post. Rispondevo solo alla domanda.Cmq speravo fosse un vero hands on, questo gioco mi incuriosisce, ma i video mi hanno fatto una bruttissima impressione(la torcia raggio fotonico non se può vedé)

  8. Neoyevon says:

    Solo per il fatto che a farlo siano stati gli stessi visionari geni che hanno dato vita a Max Payne (lunga vita a Remedy) gli darei una possibilità, malgrado io sia un Sonaro convinto…

  9. pierre says:

    Ad ogni modo l’hands-on tarocco di Wis su God Of War III a un mese dall’uscita rimane tutt’oggi insuperato ^_____^

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