Ci sono giochi che stimolano la fantasia e altri che richiedono la flessibilità mentale di un leghista. Niente di male nel fare giochi lineari, per carità. Però c’è un senso di rivelazione divina quando si trova un gioco in cui anche le idee più bizzarre funzionano. Red Faction Guerrilla aveva parecchi di questi momenti, solo che sommergeva tutto in un marrone squallore grafico, in una difficoltà calibrata a membro canino e controlli zoppi.
Il demo di Just Cause 2 sembra tutto quello che Red Faction voleva, doveva e poteva essere. Solo realizzato meglio e più divertente. Immaginate il più classico action-sparacchino in terza persona, aggiungete un rampino che si può attaccare ovunque, un paracadute e un sistema di progresso basato sul grado di caos generato. Il risultato è il sogno di un bambino che ama rompere i propri giocattoli, il gioco ideale per chi passa ore a cazzeggiare su GTA, l’apoteosi del videogioco libero, scemo e creativo.
Sì, si percepisce la solita mancanza di rifinitura di questo tipo di giochi, l’IA non ai livelli di un ricercatore di fisica nucleare e storia/recitazione/dialoghi invero brutti. Ma quando ci si può attaccare a un’auto in corsa, prendere controllo del veicolo, lanciarsi dalla macchina in un precipizio per poi atterrare incolumi grazie al paracadute… beh… DAY FUCKING ONE.








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