Allora, c’è Peach che ha le labbra come Paris Hilton e la voce ancora più scema di Paris Hilton, anche se dice solo “Mario” (quindi ha la stessa proprietà di linguaggio di Paris Hilton). Peach vuole invitare Mario al suo castello a mangiare torte e guardare le stelle cadenti. Spero per Mario che sia un eufemismo. In ogni caso, sia io sia Mario sia Peach sappiamo che fra meno di cinque minuti Bowser l’avrà rapita.
Inizia il gioco. Mario è in 2D. Esce da un tubo e si procede in una specie di cutscene interattiva (nel senso che si cammina e si leggono i fumetti sulle teste dei Toad). Strizzatina d’occhio a New Mario.
Non è una cutscene. È un vero e proprio tutorial che espone poteri e mosse a chi non avesse giocato al primo Mario Galaxy (vergogna!). Elegante e semplice. Il fatto che questa parte sia in 2D, poi, è un colpo di genio: suppongo che questo sarà apprezzato dai meno avvezzi a muoversi in spazi tridimensionali (zie, mamme, papà, fidanzate che da bambine giocavano con le bambole invece che coi videogiochi).
Passaggio al 3D sottile e intelligente e… ecco, Bowser rapisce Peach. Bowser scappa. Mario rincorre. Prima missione.
E che prima missione. Non ricordo quand’è stata l’ultima volta che mi sono divertito in un tutorial/prima missione. Per ottenere la prima stella si comincia balzando fra diversi piccoli pianeti, si passa a un livello cilindrico e si finisce in bellezza con un boss. Nè troppo facile, nè troppo difficile. Ma soprattutto, divertente.
Se il primo livello è un segno di ciò che verrà più avanti nel gioco, credo che Super Mario Galaxy 2 potrebbe essere davvero uno di quei giochi che restano nella storia.
Ora scusate ma devo giocare. Mica posso perder tempo con un blog.
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aspetto un giudizio più approfondito, comunque l’attesa è altissima.
E’ Mario…serve altro? (si per me si)