Mass Effect 2 – un giudizio a scatola (quasi) chiusa

Riassunto del post: il gioco pare bello tanto quanto è brutta la cover-art

Con chi scrive, Mass Effect 2 ha vinto ben prima dei titoli di coda, se non altro perchè ancora non ci sono arrivato. Anzi, a dirla tutta, praticamente non ci ho giocato: ho giusto speso un paio d’ore (abbondanti) tra prologo, cazzeggi vari  sulla rediviva Normandy e prima missione vera e propria. Nonostante l’oggettiva scarsità di tempo dedicatogli, posso già ritenermi per buona parte soddisfatto dell’ultimo titolo Bioware. Il motivo è semplice: è un sequel che letteralmente trasuda fiumi di buona volontà da ogni pixel.

Mi ricordo come al primo Mass Effect mi avvicinai con un certo scetticismo, dovuto principalmente al fatto che, presi singolarmente, fantascienza e gioco di ruolo stanno al sottoscritto come la torta Sacher al diabetico. Figuriamoci insieme, quindi. E invece no: dialoghi ottimi, trama gustosa e sistema di gioco a conti fatti più che soddisfacente. Nonostante questo, una serie piuttosto corposa di difetti macroscopici lo allontanavano ai miei occhi dallo status di gioco leggendario. Tra questi è facile citare un engine grafico che definire traballante è un gentile eufemismo, IA dei compagni votata anima & corpo al suicidio, sezioni a bordo del Mako piacevoli come uno stupro, quest secondarie ai confini del ridicolo e un inventario totalmente ridondante colmo di armi e oggetti sostanzialmente tutti uguali e quindi accumunati dalla medesima sorte: la triste conversione in omni-gel.

Detto questo, bastano davvero pochi minuti di Mass Effect 2 per rendersi conto di come, nel corso dei due anni di sviluppo del sequel, Bioware abbia prestato un’attenzione a dir poco enorme a queste voci critiche e abbia fatto i salti mortali per limare i numerosi spigoli della propria pietra grezza. Il risultato è sorprendentemente buono e mentre tutte le cose fighe di Mass Effect sono nella peggiore delle ipotesi rimaste uguali e nella migliore elevate al quadrato,  il reduce del primo episodio si trova davanti un engine grafico bello cazzuto, combattimenti che finalmente “funzionano”, IA dignitosa e soprattutto niente Mako. Sulla bontà o meno delle sidequest non posso ancora esprimermi, ma se tanto mi dà tanto non vedo motivi per essere scettici. Proverbiale ciliegina sulla torta, la pesante revisione del concetto stesso di inventario unita alla possibilità di distribuire punti squadra solo a giochi fatti (leggi: a scontri conclusi) dona al tutto un senso di smaccata leggerezza mista a dinamiche decisamente poco conosciute al genere. Dai puristi del GdR si sono già levate alcune voci critiche, ma dal poco che ho visto non mi sembra proprio che il sopraffino equilibrio tra parti shooter e ruolistiche proprio del primo episodio sia stato compromesso, anzi.

Insomma, visto come oggigiorno già un sequel che non rovini completamente la nomea di un gioco sia da considerarsi raro (mi viene giusto in mente Uncharted 2 come altro esempio, anche se in quel caso già il primo episodio era praticamente inappuntabile) è bello vedere in uno sviluppatore, per quanto blasonato, l’umiltà di prestare ascolto alle critiche e la buona volontà di migliorare il proprio lavoro rivedendone sezioni più che sostanziali. Bravò Bioware, io torno a giocare.

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2 risposte a Mass Effect 2 – un giudizio a scatola (quasi) chiusa

  1. aries scrive:

    Mi esprimerò più approfonditamente a breve, comunque, limitandomi a questo post, la buona volontà c’è (nei limiti di quanto possano capirci gli yankee, poi), ma rimpiangerai il mako alla seconda scansione di un pianeta ricco.

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