Enslaved – La seconda chance dopo Heavenly Sword

Dopo il mezzo fallimento (più o meno, visto che ha venduto un milione di copie) che è stato Heavenly Sword, mi aspettavo da un giorno all’altro di leggere la notizia del fallimento degli sviluppatori Ninja Theory. Invece in questi giorni la software house di Cambridge ha annunciato Enslaved.

Il gioco, che dovrebbe essere un action/adventure è ambientato in un futuro apocalittico in cui i due protagonisti vengono rapiti e “arruolati” come schiavi. Per ottenere la libertà i due dovranno, naturalmente, smembrare tonnellate di cattivoni. L’originalità sta nel fatto che il giocatore sarà ai comandi dell’uomo, il non troppo sveglio Monkey, mentre Trip, la ragazza che vedete nelle immagini, sarà controllata dall’IA.

Detto così sembra una ciofeca. Ninja Theory però ha qualche freccia al proprio arco. Innanzitutto il ritorno di Andy “Gollum” Serkis, che oltre a dare buffe voci al cast, sarà anche direttore drammatico e regista delle cut-scenes. La colonna sarà firmata dall’ottimo Nitin Sawhney (già in Heavenly Sword). A scrivere la sceneggiatura, poi, Ninja Theory è riuscita ad arruolare Alex Garland, l’autore di The Beach e della sceneggiatura di 28 Giorni Dopo. Il design grafico è ancora un volta del superlativo Alessandro Taini: le immagini che vedete in questo post sono opera sua.


Heavenly Sword
è uscito carico di aspettative irrealistiche. A mio parere, rimane uno dei giochi più sottovalutati degli ultimi tempi. E sono in buona compagnia: consiglio a tutti di ascoltare il podcast dei tipi di Rebel FM su Heavenly Sword. HS è un ottimo action, con personaggi interessanti e una direzione artistica sontuosa. Non è un gioco perfetto, ma è molto più profondo di quanto si dica in giro. Per quanto mi riguarda, Enslaved parte col piede giusto.

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About ferruccio

Ho scritto per riviste di videogiochi e siti. Ho lavorato brevemente come tester di localizzazione per Rockstar Games. Oggi vivo e lavoro a Stoccolma. Sono uno dei conduttori del podcast Ringcast. Mi piace la pasta con le sarde.
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16 Responses to Enslaved – La seconda chance dopo Heavenly Sword

  1. giopep says:

    Ecco, io però vorrei capire perché Andy Serkis nel mondo del cinema può dirigere giusto il filmino delle vacanze, mentre nel mondo dei videogiochi gli viene messa in mano la regia delle cutscene e la direzione degli attori.
    Heavenly Sword era interessante sotto tanti punti di vista, ma livello cinematografico (aspetto non secondario, visto quanto ci hanno puntato) l'ho trovato sì spettacolarissimo, ma anche piatto, banale, coi soliti cattivoni sopra le righe, non un guizzo, non una nota interessante e una recitazione per lo più insopportabile. Ma poi vecchio, vecchissimo, roba da anni ottanta, proprio.

    Vediamo che combina Garland, che comunque mi piace molto più come romanziere che come sceneggiatore.

  2. aries says:

    Questa volta c'è il salto?

  3. ferruccio says:

    Salto: gli avranno trivellato le palle su 'sta cosa. Scommetto qualsiasi cosa che questo gioco sarà basato su due concetti: ci sarà il salto e sarà lungo almeno una decina d'ore :)

    Giopep: !!! Ammazza, abbiamo giocato lo stesso gioco? A parte la sceneggiatura di Rhianna Pratchett, che a me è piaciuta moltissimo, secondo me Serkis ha fatto un ottimo lavoro. Ha lavorato in sottrazione per i "buoni": per loro la recitazione è abbastanza austera e controllata. L'eccezione è Kai, che è caratterizzata benissimo visto che in fondo ha la mente di una bambina (quelli di Rebel FM sottolineavano il terrore genuino che Kai ha ogni volta che incontra Flying Fox).

    Per i cattivi, invece, Serkis è andato volutamente sopra le righe. Sono, a mio parere, fra i cattivi più inquietanti e repellenti mai visti: un gruppo di freak che non fai fatica a immaginare che passino il tempo a torturare persone per il piacere di farlo. Bohan, poi, è un cattivo radicalmente diverso dal solito: un vecchio porco ossessionato dal potere e dal sesso (mi ricorda qualcuno…). E' repellente, mentre di solito i cattivi dei videogiochi sono solo stronzi.

    A livello puramente recitativo, mi sembra che Heavenly Sword sia uno dei pochissimi giochi, assieme a GTA4, che ha trovato il modo perfetto di rendere le cut-scenes. E' a metà fra film e teatro, con una recitazione non realistica ma accentuata che funziona benissimo in quel contesto.

    Di Garland non ho letto nulla, ma The Beach e 28 Giorni Dopo mi sono sembrati ben scritti. Incrocio le dita per Enslaved.

  4. Fred says:

    ma nessuno ha notato che il protagonista è unguale a Jak di Jak&Dexter? anche le ambientazioni è il desing sono la stessa cosa.. O.O

  5. ferruccio says:

    Vero, sono simili. Jak nell'ultimo episodio era stato poochizzato, no? Cioè l'avevano fatto tutto gangsta e violento. Beh, questo in effetti sembra Jak senza orecchie a punta e con una donna invece di un furetto spaccapalle. Un passo avanti, direi.

  6. aries says:

    non mi sembra granché, francamente. Talento buttato.

  7. giopep says:

    Ferruccio, il problema è il termine di paragone.
    Siamo d'accordo che è "giusto" confrontare Heavenly Sword ai suoi pari, ai videogiochi, ed è ovvio che ne esce bene sotto tanti punti di vista.

    Ma se io mi ci metto davanti, "vedo" un film, o comunque una cosa che tenta disperatamente di essere un film, e tutto sommato per ampi tratti ci riesce anche. E dire questo, tutto sommato, penso sia anche un complimento.

    Il problema, però, è che è un film vecchio vent'anni almeno. Vecchio, vecchissimo, nell'umorismo, nelle caratterizzazioni, nell'evoluzione della storia. Mi fa piacere che l'abbia scritto Rhianna, ma questo non cambia di una virgola la mia opinione al riguardo. :D

    Ora, un film vecchio e visto mille volte, se lo "metti" a videogioco risulta nuovo e fuori dagli schemi? Posso anche darti ragione, ma io, quando mi ci metto davanti, da semplice "utente", non riesco a fare questo tipo di fredda distinzione.

    E ti dirò di più: il metro di paragone scomodo non lo scelgo io, ma lo sceglie Ninja Theory nel momento in cui dà al gioco un certo tipo d'impronta cinematografica nel taglio registico, nella direzione artistica, nel tipo di recitazione. Tanto quanto lo fa David Cage coi suoi giochi, per dire.

    La recitazione accentuata, lo ammetto, è soprattutto un problema mio: non l'ho mai amata, così come non amo molto la "recitazione" teatrale dei film d'animazione Disney. Però, ripeto, a me quel tipo di recitazione sopra le righe, quella per esempio proprio di Serkis nell'interpretare il cattivone, sa veramente di vecchio. Nuovo nel mondo dei videogiochi? Boh, può essere, ma a me risulta comunque vecchio e demodè.

    Per quanto riguarda Garland: The Beach, 28 giorni dopo e pure Sunshine hanno, secondo me, il problema di svaccare – e parecchio – nella seconda parte, dopo avvii strepitosi. Sarebbe da capire quanto c'entri Boyle, però, visto che il libro The Beach l'ho trovato ben superiore al film.

  8. ferruccio says:

    Non so, forse è una qualcosa che ha a che fare sia con le animazioni, sia con tutto il resto (modelli poligonali, voci etc.). Ovvero, siamo in un periodo in cui ancora nel videogioco non si è affermato UNO stile, e quindi si trovano diversi approcci nella "recitazione".

    Ricordo, ad esempio, che quando giocai per la prima volta il primo Metal Gear Solid pensai che tutto sembrava fighissimo e coerente, ma se fosse stato un film mi sarebbe sembrato ridicolo. Era una specie di equilibrio fra stile cinematografico, stile fumettistico e animazione giapponese. La cosa strana è che la serie ha continuato ad avere quello stile nelle cut-scenes. Solo che arrivati al quarto episodio, forse a causa dei modelli poligonali più realistici, l'equilibrio si è spezzato e le cut-scenes hanno cominciato ad apparire ridicole.

    La stessa cosa avviene con altri esempi di giochi con ottime cut-scenes. Per dire GTA4 funziona in quel contesto, ma non ha esattamente uno stile cinematografico… è qualcosa di diverso. Lo stesso per Uncharted: apparirebbe vecchio e blando al cinema, ma nel contesto di un videogioco funziona alla grande.

    Secondo me quel tipo di recitazione teatrale che ha Heavenly Sword funziona bene in un videogioco. Ma io in genere ADORO quel tipo di recitazione, e sono un grandissimo fan della Disney esagerata ed elastica dei tempi di Don Bluth (il mio film d'animazione preferito è La Spada nella Roccia).

    Riguardo Garland: ora che mi ci fai pensare, forse è un problema di Boyle. A parte 28 Giorni Dopo, che a me è piaciuto anche nell'ultima parte. Boyle ha la tendenza a chiudere i film in maniera un po' squaquarellosa. The Beach, Millions, Slumdog Millionaire crollano più o meno tutti al terzo atto.

  9. Gio says:

    su che piattaforma esce?

  10. ferruccio says:

    360 e PS3.

  11. giopep says:

    Un po' in ritardo, alcune cose a caso, tanto per non lasciare la cosa buttata lì:

    1. Non so che caspita stessi tentando di dire quando parlavo di recitazione teatrale che non mi è mai piaciuta, perché a me nei film Disney quella recitazione piace. :D Ma forse il problema è quello, nei film Disney mi piace, in altri contesti meno. Ma secondo me non è questo il punto, per quel che riguarda Heavenly Sword: non è la recitazione teatrale in sé a non essermi piaciuta, è proprio la recitazione di Heavenly Sword, il tipo di caratterizzazione che hanno i personaggi in *quel* contesto di gioco, in *quella* storia, con *quella* grafica, con *quella* ambientazione. Non so se mi sto spiegando: il punto è anche il contesto.

    Per dire, lo stile straesagerato di Brutal Legend mi è piaciuto molto, l'ho trovato molto azzeccato.

    2. Il problema dell'ultimo MGS è che è scritto da cani. È per quello che non funzionano le cutscene. :)

    3. Beh, però, dai, i primi due film di Boyle non crollavano in quel modo.

  12. giopep says:

    Per la cronaca, ho intervistato Tameem Antoniades di Team Ninja, che mi ha detto che lo stile di recitazione esagerato usato in Heavenly Sword era pensato nello specifico per quel gioco, in modo da aderire a quel tipo di recitazione così tipico dei Wuxia.

    In Enslaved la recitazione dovrebbe essere più “realistica”.

    Bello, stavamo qua a spararci le pippe chiedendoci se quello fosse lo stile di recitazione più adatto ai videogiochi tutti, e invece era solo per quel videogioco. :D
    Però, in effetti, meglio così: sono abbastanza dell’idea che sia giusto variare a seconda del tono e dell’effetto che si ricerca, esattamente come avviene in tutti gli ambiti nei quali c’è recitazione.

  13. ferruccio says:

    No, aspetta. Secondo me quello che ti ha detto il tizio di Team Ninja non fa che confermare che avevo ragione. Ou yeah. 8)

  14. giopep says:

    Tu sostenevi che quello stile funzionasse bene in un videogioco, e io su questo ti ho pure dato ragione, in senso assoluto.

    Ma mi sembrava – magari sbaglio – che a un certo punto avessi sostenuto che lo stile esagerato e sopra le righe fosse il migliore per i videogiochi in generale (parlando di recitazione ma anche di dialoghi/sceneggiatura). Che non è quello che dice il tizio di Team Ninja: serviva per quel gioco perché si rifacevano a un certo tipo di cinema, ma nel prossimo gioco faranno tutt’altro.

    Al di là di questo, quello che ha detto il tizio di Team Ninja conferma che l’han fatto apposta. Questo non significa necessariamente che funzioni bene. :*

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