Intervista a Paolo Pedercini

Produci, consuma, crepa.

Qualche giorno fa abbiamo parlato del superlativo Every Day the Same Dream. Di seguito trovate una breve intervista all’autore, Paolo Pedercini di Molleindustria. Paolo insegna alla Carnegie Mellon University, fa giochi ad alto contenuto politico ed è uno di quelle persone di cui ricordarsi quando ci si lamenta della carenza di italiani nel mondo del game design.


Rispetto ad altri giochi di Molleindustria, il tono di Every Day the Same Dream è meno satirico e più riflessivo. Lo spirito “politico” del gioco passa attraverso il coinvolgimento emotivo piuttosto che per uno specifico elemento di critica. Si tratta di una scelta consapevole e quindi di una nuova direzione per il futuro o è semplicemente una caratteristica di questo specifico gioco?

È una caratteristica di questo gioco, in parte dovuta al tema assegnato per l’experimental gameplay project: “art game”. C’e’ questa idea bizzarra nella comunita’ videoludica che un gioco artistico debba essere in qualche modo emozionale. Non sono completamente d’accordo ma per questa volta ho deciso di stare al gioco.
Non è una nuova direzione, ci saranno probabilmente giochi per l’emisfero sinistro in futuro.

Con l’arrivo di console e piattaforme dai processi di sviluppo più economici come Wii, iPhone o Facebook, molti avevano sperato di vedere su queste piattaforme progetti sperimentali della comunità indie accanto ai casual games più classici. Al momento sembra però che queste piattaforme siano piene di progetti a basso budget non particolarmente fantasiosi degli stessi colossi che producono blockbusters. Il videogioco indipendente è chiuso nel proprio ambiente o è il pubblico a volere solo Farmville e Bejeweled?

Concordo, il wiimote è un gioiello che non è stato sfruttato per nulla a parte i vari hack e homebrew non ufficiali. Sull’iPhone ci sono una manciata di titoli interessanti come Eliss che hanno aperto uno spiraglio ma mi sembra che la struttura stessa dell’apple store tenda a massimizzare i successi ignorando nicchie e long tails (ovvero il segreto del successo di youtube). Inoltre penso che il processo completamente arbitrario di approvazione delle apps scoraggi gli sviluppatori piu’ sperimentali. Riguardo a Facebook non so cosa dire, Farmville è l’equivalente delle parole crociate o del sudoku, i casual gamers sono reazionari quando gli hardcore gamers ossessionati dagli sparatutto e dal numero di poligoni su schermo. Gli indie stanno da qualche parte in mezzo e a lato.
In ogni caso se non c’è un impulso verso l’innovazione linguistica le nuove interfacce contano poco, se dai l’iPad in mano ad una Major ti troverai inevitabilmente con RTS e conversioni multitouch di giochi da tavolo.

Qual è il prossimo passo? Every Day the Same Dream ha avuto un ottimo successo e attirato molte attenzioni. Quali sono i tuoi prossimi progetti? Ci sono idee specifiche o piattaforme che vorresti esplorare?

Cambio idea molto spesso. C’è un piccolo one-button game appena finito e non ancora pubblicato. Al momento il progetto più impegnativo è la mia classe di game design sperimentale qui alla Carnegie Mellon University (http://gamedesign.molleindustria.org/).

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About ferruccio

Ho scritto per riviste di videogiochi e siti. Ho lavorato brevemente come tester di localizzazione per Rockstar Games. Oggi vivo e lavoro a Stoccolma. Sono uno dei conduttori del podcast Ringcast. Mi piace la pasta con le sarde.
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