Le dieci tendenze degli anni ’00 – parte 1

Si chiude il decennio ed è ora di fare un riassunto. Siccome gli altri blog fanno classifiche annuali, Single Player Coop non può che strafare e presentare la lista delle dieci tendenze, innovazioni o cambiamenti che hanno caratterizzato lo scorso decennio nei videogiochi:

10. CONSOLE ONLINE. È banale dirlo, ma l’online su console ha cambiato tutto. Certo, i giocatori su PC diranno che l’online esisteva già nel 1746 al lancio di Doom, che tutto quello che si vede su console si è visto prima, meglio, con più opzioni su PC, che il vero online è quello dei playerz con le superskillz. Eppure non si può sottovalutare la portata innovativa di servizi come Live Arcade e PSN. Le console sono effettivamente riuscite a portare la connettività fuori dal PC e nella TV in soggiorno. Certo, il costo da pagare è che adesso bisogna sganciare soldi veri per l’armatura del cavallo in Oblivion. A me, però, non dispiace troppo che ogni gioco abbia ormai un qualche tipo di funzione online.

9. WORLD OF FUCKING WARCRAFT. Una volta ho giocato a un MMORPG. Purtroppo non sono mai riuscito a dedicargli metà della mia vita come si pretende da un gioco di ruolo online, però sono affezionato al ricordo di Final Fantasy 11. Questo per dire che non ce l’ho coi MMORPG in generale. Semplicemente ho un’antipatia a pelle verso World of Warcraft. Ci ho giocato solo brevemente da PC di amici e, come tutti, nel corso degli ultimi cinque anni sono stato inondato anche senza volerlo da migliaia di articoli, commenti, post di forum e discussioni su podcast riguardo al gioco di Blizzard. Il fatto che World of Warcraft abbia dieci milioni di utenti paganti ogni mese, uno degli stili grafici più brutti della storia del videogioco e che abbia permesso a Blizzard di fatturare quanto il PIL di un paese africano rimarrà un mistero che non capirò mai. Alla fine, non posso che inchinarmi alla grandezza di Blizzard. Però non ci gioco manco morto.

8. LA SIMULAZIONE NON È PIÙ COOL. Negli anni ’90 ero dell’opinione che l’approccio simulativo fosse l’ingrediente principale per qualsiasi gioco di qualità. Come si migliora un gioco di corse? Con una fisica più realistica. Uno strategico? Più dettagli realistici che influenzino le partite: voglio che lo spessore dell’erba su cui camminano le mie truppe influenzi la loro capacità di attaccare. Super Mario? Il salti potrebbero essere più realistici. Nel 1997 Gran Turismo indicava austeramente la via. E per qualche tempo ci abbiamo creduto. Oggi sono i Burnout ad essere (giustamente?) al centro dell’attenzione. Durante gli anni duemila (a proposito: qualcuno sa come si definisce ufficialmente la decade appena trascorsa?) lo spirito arcade è tornato a regnare. Dai marines spaziali che prima sparano e poi pensano di Gears of War, fino all’elogio della cazzimma estrema che è God of War, fino ai playmobil scemi dei Mii che giocano a tennis, sembra che il videogioco abbia acquisito la maturità di non rincorrere il mito della simulazione estrema ad ogni costo.

7. I PORTATILI. Anche se tutti abbiamo giocato col Game Boy a scuola sotto il banco (io ero povero e giocavo coi Game Boy dei miei compagni), il videogioco portatile è stato, fino a questo decennio, il fratello scemo del videogioco “da TV”. Game Boy Advance, PSP e DS hanno bruscamente alzato il livello. Proprio quando il gioco su cellulare sembrava essere moribondo, poi, iPhone è arrivato pacifico come uno squalo e ha ribaltato la situazione. A parte dati di vendita e giro d’affari, però, la cosa migliore è stata la quantità non enorme ma rispettabile di idee interessanti nate su portatile. Nonostante qualche strana conversione di giochi da console da casa sbattuti su portatili, si sono visti spunti estremamente interessanti: videogiochi snelli, veloci e immediatamente divertenti. Yoshi Touch, Patapon, New Super Mario, Rhythm Tengoku, Brain Training, Professor Layton, Locoroco e qualche altra decina hanno dimostrato che il videogioco può essere davvero interessante anche su un vagone di metropolitana pieno zeppo di persone assonnate e puzzolenti.

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7 Responses to Le dieci tendenze degli anni ’00 – parte 1

  1. Ahahahah ottima la prima parte. Attendo con impazienza di sapere in che posizione finirà il vibratore Nintendo

  2. ferruccio says:

    Molto, molto in alto. Purtroppo.

  3. armandyno says:

    Il punto 8 dovrebbe farci riflettere tutti. Anche se però c’è da dire che alcuni generi rincorrono ancora disperatamente la simulazione verosimile della realtà (vedi giochi di calcio).

  4. Ferruccio says:

    Vero. Però riesci a ricordare un gioco di calcio non realistico che sia decente? A parte Sensible Soccer, intendo.
    Poi, a voler fare i filosofi, si potrebbe dire che i giochi di calcio non simulano il calcio, ma la rappresentazione televisiva del calcio.

  5. Daimon says:

    a me fa riflettere di piu’ il mondiale sconcio deleterio successo di wow, che e’ paragonabile all’ascesa di berlusconi, praticamente. (per quelli fissati con questo tema)
    nessuno e’ esaltato dall’immagine del ds collegato alla psp?

    No perche voglio dire che in realta si puo fare veramente con la psp go… cosi per precisare.

  6. ferruccio says:

    Oddio, io l’avevo preso come immagine di qualcosa di assurdo, dei portatili considerati come console da casa…

  7. Fleym says:

    Da qualche parte li chiamano “anni zero”.
    Concordo molto col punto 10: da utOnto console odio smanettare per ore su ogni parametro, vederne gli effetti prima di giocare. Colleghi e parti.

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