Ci sono giochi mediocri, giochi pessimi e giochi la cui intera storia di sviluppo è un disastro di proporzioni immani. Un brutto gioco è roba che si dimentica; Limbo of the Lost è un concentrato di orrori come se ne vedono raramente. Raccontare la storia di questo gioco vuol dire ricostruire uno dei più spettacolari fallimenti della storia dei videogiochi. Altro che Duke Nukem Forever.
Nel 1993, Steve Bovis, Tim Croucher e Laurence Francis, tre amici appassionati di avventure grafiche, decidono di sviluppare un videogioco. Nasce l’idea di Limbo of the Lost. Il gioco è ambientato nel diciannovesimo secolo e si basa sulla storia di Benjamin Briggs, il capitano che, assieme all’intera ciurma, sparì misteriosamente dalla nave Mary Celeste. Inizialmente dovrebbe trattarsi di un’avventura testuale per Atari ST con un aspetto grafico ridotto a qualche schermata statica. In breve, però, il progetto diventa una più ambiziosa avventura grafica punta e clicca per Amiga 500. Nel 1995 i tre riescono a presentare un demo in occasione dell’ECTS.
Il tempo passa, l’Amiga muore, e di Limbo of the Lost si perdono le tracce. Il gioco riemerge come avventura per PC nel 2003 e vede finalmente la luce nel 2008, quindici anni dopo l’inizio ufficiale dello sviluppo. Un gioco con quindici anni di sviluppo alle spalle dovrebbe essere per forza di cose un capolavoro. Nel caso di Limbo of the Lost, non è esattamente così. Il gioco fa potentemente cacare.
Limbo of the Lost è stato accolto con la freddezza riservata alle peggiori avventure. Fra i difetti sono stati citati: pixel hunting sfrenato, grafica orrenda, enigmi illogici, storia noiosa, cut-scenes infinite e recitazione scadente (parlo avendo letto delle recensioni: non toccherei quel gioco neanche con un bastone). Se credete che siano giudizi troppo severi: avete mai visto animazioni del genere in un gioco uscito dopo il 1997?
E taciamo dell’enigma che richiede di creare un liquido verde mischiando acqua e zafferano (l’acqua è blu e lo zafferano è giallo, quindi acqua + zafferano = verde. Giusto?). Ma forse fin qui non ci sarebbe nulla di fuori dal comune, a parte la bassissima qualità di un gioco sviluppato per un periodo sufficiente a trasformare un poppante in una persona con la patente. Il vero colpo di scena di questa storia avviene quando sempre più giocatori cominciano ad accorgersi che la gran parte degli sfondi utilizzati nel gioco sono screenshot di altri giochi. Anche oggetti di arredamento e immagini nei menu sono presi da altri giochi o da siti internet. Per non parlare degli artwork. Una lista (probabilmente non completa) dei titoli saccheggiati comprende: Diablo II, Morrowind, Oblivion, Enclave, Painkiller, Return to Castle Wolfenstein, Thief, Unreal Tournament, Vampire the Masquerade. A volte gli screenshot sono usati così come sono, altre volte viene sovraimposto goffamente qualche oggetto per coprire il plagio. Esempio? Ecco uno screenshot di Limbo of the Lost:
Ed ecco uno screenshot di Oblivion:
Notate la vaghissima somiglianza? Addirittura si scopre che anche la versione Amiga utilizzava immagini di altri giochi (cliccate sull’immagine per averne la prova):
Come se non bastasse anche i filmati presenti nel gioco e nel DVD bonus sono presi da altri giochi e film.
Una volta scoperta la truffa (qui una lista completa dei plagi), il distributore ritira il gioco dagli scaffali, stroncando definitivamente la vita di una delle peggiori avventure mai create. La scarsa reperibilità, per inciso, ha fatto di Limbo of the Lost un oggetto relativamente costoso nei siti di aste online: il destino dei migliori e dei peggiori giochi della storia.
L’ultimo tocco di patetico epic fail della faccenda sta nella difesa di Steve Bovis, sviluppatore e probabile responsabile dei plagi. Bovis non si è risparmiato: dall’argomentazione “è come farsi una foto di fronte a un monumento: si tratta di giochi che amo” a “la grafica è stata affidata in outsourcing a un artista esterno, noi non c’entriamo nulla”, fino al fondo del barile, ovvero lo scrivere false recensioni entusiastiche su Amazon e simili. La storia di Limbo of the Lost si conclude così nel peggiore dei modi, fra vendite infime, recensioni scoraggianti e azioni legali.
Chiudiamo con un video della sequenza finale di Limbo of the Lost, perché i soli screenshot non possono bastare per rendere il senso di WTF che permea il gioco.










che amarezza questi sviluppatori, e hanno pure il coraggio di dire di non aver plagiato niente e nessuno … -.-
Ahahah dai quello non è il vero finale…non può essere, basta con gli scherzi.
Ahahahah mio dio, sto “gioco” è sicuramente nella top ten dei peggiori titoli mai creati.
BWAHAHAHAHAHAHA
chiamarlo epic fail è un complimento!!!!!!!
muahahahah Duke Nukem Forever gli fa un baffo…..
qui si gratta il fonde del barile e oltre xDDDD
Mai giocato al grandissimo giocato chiamato The Final Cut?
E’ un capaolavoro del trash videoludico!
Ti riferisci a Alfred Hitchcock The Final Cut? Da quello che ho visto se ne parla bene. Certo, ho trovato solo recensioni da parte di siti di videogiochi decisamente non affidabili, ma non so nulla del gioco. Peggio di Limbo of the Lost, però, mi pare difficile
Esattamente quello.
L’aspetto divertente del gioco era il tentativo di dare un’aria “seriosa” a quello che accadeva, ottenendo solo il contrario.
Oltretutto i richiami ad Hitchcock erano becerissimi o_o’
Ho visto la prima parte di un walktrought su youtube. Due parole: che cacata XD
Questo e Big Rigs si giocano la palma del peggior vg della storia (insieme a Far Cry 2 imho)
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