Activision non ama le donne

feminist girlAvete notato che i giochi di Activision non hanno mai protagoniste donne? Probabilmente non è una cosa facile da notare, perché di personaggi femminili nel ruolo principale non se ne vedono molti nei videogiochi, a prescindere da chi li produce. Secondo quanto riportato da Gamasutra, però, sembra che Activision vieti apertamente ai suoi sviluppatori di avere personaggi femminili nel ruolo di protagonista.

Addirittura, nel 2007, Activision ha costretto Treyarch a rimuovere la protagonista del gioco conosciuto internamente come Black Lotus e mettere un uomo al suo posto. Il gioco sarebbe successivamente diventato True Crime: Hong Kong, action che scimmiotta GTA e sembra il solito blando polpettone pieno di machismo e pistole. Il problema, secondo Activision, è che i giochi con protagonisti femminili non vendono abbastanza. E sembra che non ci sia molto da discutere su questo punto: una delle fonti di Gamasutra ha detto di aver ricevuto l’ordine da uno dei boss in maniera abbastanza sintetica: “lose the chick“.

Costringere gli sviluppatori a cambiare caratteristiche dei giochi in sviluppo sembra essere un vizio diffuso in Activision. Sempre secondo le fonti di Gamasutra, nell’azienda americana esisterebbe una cultura che basa tutte le decisioni sui focus test e su analisi di mercato. In pratica si fanno delle prove con un campione di videogiocatori, si dà un’occhiata a cosa ha venduto di più nell’anno precedente, e si costringono gli sviluppatori a inserire features e meccaniche basate su questi due input.

Se a prima vista tutto ciò sembra una decisione di marketing sensata, a pensarci bene è proprio così che Activision ha affossato sia Tony Hawk sia Guitar Hero – e molti giurano che anche Call of Duty sia destinato a un progressivo declino. Nessuno si ricorda che se GTA vende milioni è perché è stato il primo gioco a proporre certe meccaniche e certe ambientazioni. Non è che se crei una città moderna, un sacco di pistole e qualche auto la gente comprerà il tuo gioco: fare un clone malriuscito di un gioco di successo non è un decisione aziendale furba, anche se ad ascoltare i focus group potrebbe sembrarlo.

Activision è riuscita quindi ancora una volta nell’intento di sembrare l’impero del male del videogioco, dimostrandosi nel frattempo anche sessista. Double-hit combo!

Ah, a proposito: il presidente di Activision Bobby Kotick è stato condannato per molestie nei confronti di una dipendente. Oh, Activision… mi chiedo di cosa parlerei su questo blog se tu non esistessi…

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5 Responses to Activision non ama le donne

  1. chkdsk1991 says:

    Probabilmente la protagonista femminile sarebbe stata nella media, forse è stato meglio così.

    La pratica non è molto simpatica ma è tutto sommato prevedibile considerato che Activision pubblica in maggior parte titoli di studi che possiede.
    Dubito che siano i soli ad attuare una politica simile.

  2. ferruccio says:

    No, solo che se si sviluppano giochi così a tavolino non si trova mai l’idea originale e si producono seguiti su seguiti, fino a sfinire e disaffezionare il pubblico.
    Anche Valve analizza costantemente i giocatori, e fa tantissimo playtesting. Solo che loro sanno bilanciare creatività e analisi dei dati.
    Nel caso di Activision sembra solo che manchino di coraggio.
    Infine, io mi sono strarotto dei soliti marines e dei soliti deficienti armati fino ai denti. Qualsiasi protagonista che non sia un soldato (o simile) è bene accetto.

  3. chkdsk1991 says:

    Anche io mi sono un pò rotto dei marines(spaziali e non).
    Il problema è che Activision vuole stare tranquilla pubblicando solo shooter(e giochi musicali), alla faccia dell’originalità.
    Probabilmente non sono i più indicati per produrre giochi originali e dovremo accontentarci di vedere seguiti su seguiti considerano quanto vendono tutti giochi che non sono Cod, Gta & co.

    La cosa triste è il fatto che proprio chi vende di più potrebbe osare maggiormente invece sembra che le genialate siano ormai esclusiva di sviluppatori indie e pochi prescelti tra cui Valve(che piglia degli studenti per fare Portal e “osa” di regalarti un gioco come Alien Swarm).

    Di certo c’è che Activision è parecchio più restrittiva rispetto ad altri publisher è questo episodio ne è la riprova.
    Poi i titoli a budget milionario che si discostano dall’equazione proiettili+distruzione=soldi sono pochi e, guardando nei titoli annunciati per l’anno prossimo, dubito che le cose cambino nel breve periodo.
    Però prima o poi qualcuno avrà il coraggio di fare qualcosa di nuovo, no? E magari vedremo un protagonista principale femminile che sia sensato e non iper-sessualizzato: purtroppo possiamo solo sperare:)

  4. Max says:

    http://www.guardian.co.uk/technology/gamesblog/2010/aug/06/activision-women-in-games

    Anche questo intervento è interessante (ma quello di ferruccio è meglio, anche perché non deve lisciare al pelo ad Activision). Fondamentalmente dice: se Activision fa giochi d’azione per maschi bianchi, e il pubblico di quei titoli non vuole le donne nei giochi, si può davvero biasimarli? Non è che gli stronzi siamo noi, o che semplicemente, in certi generi, le donne non funzionano?
    In effetti, i PG femminili hanno funzionato quando la loro sessualità è stata poco enfatizzata (Metroid/Portal – io per dire nemmeno ricordavo che la protagonista di Portal fosse una donna ^^), nei giochi casual e nei giochi che ti permettono una maggiore caratterizzazione dei protagonisti, come Heavy Rain. Lara aveva le tette grosse, per cui il suo successo è stato falsato.

  5. giopep says:

    È il solito serpente che si morde la coda in relazione a quanto sia “educabile” il pubblico.

    La TV italiana è la roba indegna che è perché il pubblico italiano vuole quello, o il pubblico italiano vuole quello perché la TV italiana l’ha “educato” a volerlo?

    Fra l’altro, nel settore dei videogiochi, quante volte è accaduto che qualcuno provasse a fare qualcosa che si vedeva poco, avesse successo e improvvisamente quella “cosa” diventasse la norma voluta e copiata da tutti?

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