Il rapporto d’amore fra videogiochi e forze armate sta diventando abbastanza rivoltante. L’immagine che vedete in questo post, però, spinge l’incestuosità esercito-videogioco a livelli inediti. Recentemente l’esercito francese ha lanciato una campagna dallo slogan “devenez vous-même.com“, che si potrebbe tradurre “diventa te stesso” (eviterò di fare battute sull’esercito che fa il lavaggio del cervello). Come potete vedere dal sito, la campagna si basa su un’estetica molto videogiocosa, coi volti dei vari soldati che sembrano l’interfaccia di Rainbow Six.
Electronic Arts, per la campagna pubblicitaria di Battlefield: Bad Company 2, ha fatto una parodia dello slogan dell’esercito francese mettendo nei propri cartelloni la frase devenez plus que vous-même.com (“diventa più di te stesso.com”). È uno di quei corto circuiti culturali che se William Gibson lo viene a sapere ci scrive su un libro: l’esercito imita i videogiochi con frasi ad effetto e un videogioco di guerra imita la campagna pubblicitaria dell’esercito.
Il generale francese che gestisce la campagna, Philippe Pontiès, si è un po’ incazzato. Non perché si tratti di un videogioco, sia chiaro: la campagna devenez vous-même.com era già apparsa nei cartelloni in-game di alcuni giochi. No, il motivo per cui il generale non ha apprezzato sta nel fatto che gli hanno copiato lo slogan: “Finora, la nostra campagna sta funzionando molto bene, abbiamo rendimenti molto buoni. [Electronic Arts] ha voluto approfittare di questo successo“. Dopo le proteste, Electronic Arts ha rimosso lo slogan dai cartelloni.
Non che in questa storia ci sia da stupirsi: gli eserciti occidentali hanno scoperto il marketing già da qualche anno. Facendo 1+1 si sono resi conto che le persone a cui una campagna di arruolamento si rivolge sono proprio i maschi fra i 18 e i 24 anni, ovvero lo zoccolo duro dei videogiocatori. Se vi chiedete perché le pubblicità degli eserciti abbiano computer grafica, montaggio mitragliante ed effetti speciali pensate a quale videogioco uscito negli scorsi mesi è diventato uno dei più venduti di tutti i tempi.
fonte: Giornalettismo (grazie ad Antonio per la segnalazione)
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