La morte di un servizio online è un po’ la morte delle esperienze fatte in quel mondo lì, la fine di reti sociali e amicizie. Quando un gioco di ruolo online viene “chiuso” ci sono feste, lacrime, addii e nostalgie. Quello che sta succedendo per ora in Halo 2, però, va oltre. È fottuto eroismo.
Dodici giorni fa Microsoft ha sospeso il supporto al multiplayer online per i titoli del primo Xbox. Il che, realisticamente, vuol dire la morte dell’unico gioco su cui ancora c’erano giocatori, ovvero Halo 2. La chiusura, però, non avviene immediatamente: i server continuano a funzionare finché c’è qualcuno collegato. Ora, visto che da dodici giorni nessuno può collegarsi, questo vuol dire che il multiplayer online di Halo 2 è definitivamente morto, giusto? Sbagliato.
Quattordici eroi stanno resistendo, e continuano a stare collegati, con la console accesa, sfidando da dodici giorni la morte del loro gioco online preferito. Uno dei resistenti, Joe Campbell, spiega così sul forum di Bungie le ragioni di questa difesa ad oltranza:
“Continueremo a giocare finché non ci butteranno fuori. Potrebbe essere Microsoft, Bungie, il sovrariscaldamento dei nostri Xbox o solo la caduta della connessione. Non per la competizione, non per un premio, ma per l’amore e il ricordo di Halo 2.
Voglio ringraziare tutti coloro con cui ho giocato negli ultimi giorni. Questo è di gran lunga il mio ricordo preferito di tutta la mia storia di giocatore.”
A Joe, e agli altri tredici resistenti, va il nostro saluto e la nostra ammirazione.
Che la lotta continui.
via Kotaku







Eroi, eroi indiscussi.
Da grande voglio essere come loro.
Ma anche no.
Però c’è qualcosa di poetico in questa storia.
Ottima segnalazione