Quand’ero bambino per carnevale mia mamma mi vestiva da Pierrot, il clown triste francese. Sarò sempre grato a mia madre per non avermi vestito da tartaruga minchia o da caubbòi, però devo dire che mettermi un costume mi ha sempre messo a disagio. È più forte di me: alle feste in maschera, per dire, mi sento un cretino in mezzo a dei cretini. Forse è per questo che non capisco, non ho mai capito e non capirò mai i cosplayer.
Quello che posso fare è congratularmi con Luca Buzzi e
Giancarlo Di Pierro, i due italiani che hanno vinto il World Cosplay Summit a Nagoya, Giappone. Buzzi e Di Pierro, vestiti da Link e Ganondorf, hanno recitato una scena di tre minuti davanti a un pubblico di quindicimila persone. Per l’Italia si tratta della seconda vittoria consecutiva dall’inizio della competizione nel 2005, il che fa della penisola il paese con più vittorie in assoluto.
Quindi complimenti a Luca e Giancarlo. Da parte mia continuo ad essere leggermente a disagio di fronte all’intera cultura del cosplay. Ma suppongo sia un mio limite…
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Io invece apprezzo molto il cosplay perchè mi stupisce l’ingegno che hanno certe persone nel creare dei costumi bellissimi con pochi mezzi. E poi è sempre un bel momento alle fiere vedersi passare davanti agli occhi un tuo eroe virtuale.