Ultimamente, per una serie di motivi noiosi da elencare, mi sono ritrovato con davvero poco tempo per giocare. In realtà ho poco tempo per fare qualsiasi cosa, ma è in ambito giocoso che la cosa si è fatta particolarmente perniciosa: qualche decina di minuti sparsi qua e là decisamente non bastano ne per delle sane, corpose scorribande a Liberty City ne per prendere i maledetti platini mancanti in Bayonetta. Per questo motivo, e non solo, After Burner Climax è giunto sul mio hard disk come la proverbiale manna dal cielo.
Conversione praticamente arcade-perfect (mi fido di quanto si legge in giro, dell’ esistenza della versione da sala sinceramente non ero nemmeno a conoscenza) dell’omonimo coin-op datato ormai 2006, After Burner Climax sta alla rigida simulazione aerea come la simpatia a Bobby Kotick. Avete presente Outrun 2 o il successivo Outrun 2006: Coast 2 Coast? Bene, allora sostituite le scintillanti Ferrari con dei jet supersonici truzzi e la bionda sul sedile del passeggiero con –beh- niente e avrete un’ottima approssimazione di quanto potrà offrirvi il titolo in questione.
After Burner Climax è Sega-Am2 fino al midollo: veloce, coloratissimo, scortese e fermamente convinto che la trama nei videogiochi, o qualsivoglia elemento che esuli dal crudo gameplay, sia per i deboli. In più, come ogni arcade purosangue/mostro succhiamonete che si rispetti, presenta la comodità di durare sacrosantamente poco: il gioco è infatti completabile agilmente in circa 10 minuti ergo sembra fatto apposta per essere elegantemente incastrato in qualsiasi momento della giornata.
Aggiungeteci l’impareggiabile cielo color blu-Sega, un’interessante modalità EX che permette di tweakare quasi ogni aspetto del gioco, achievement che con frivolezza si sbloccano praticamente da soli, un price-tag onesto (gli ormai sempre più rari 800 MP/9.99 €) e … devo dire altro?








Dio, che interfaccia!
P.S. Gustosa la citazione guzzantina.
Assolutamente involontaria, peraltro. Quale sarebbe? :arrossisce: