Ratchet & Clank – basta poco che ce vo’

Ratchet & Clank A Crack in TimeLa serie Ratchet & Clank è un po’ sfigata. Il primo episodio ha riaffermato, in era PS2, l’importanza di Insomniac dopo i promettenti Spyro su PSX. Il primo R&C era uno spettacolo grafico e riusciva a mischiare platform e sparatutto con una leggerezza e una cura per il dettaglio all’epoca notevoli. Con i successivi titoli il franchise si è un po’ offuscato. Tutti buoni o ottimi giochi, ma il mondo sembra essere andato avanti. Oggi R&C è una serie che non sa se rivolgersi ai preadolescenti o agli hardcore gamer e che sembra scontrarsi con l’indifferenza generale.

L’ultimo Ratchet & Clank: A Crack in Time è stato oscurato da Uncharted 2. Bollato come “un altro Ratchet” nelle recensioni fatte scorrendo velocemente il gioco a difficoltà normal, catalogato e dimenticato. Come mi è successo in passato giocando a Killzone 2 e Brutal Legend, mi chiedo se molte delle bordate contro R&C: A Crack in Time vengano proprio dalla questione della difficoltà. Tutti e tre i giochi citati, infatti, appaiono mosci se giocati a difficoltà standard e rivelano la profondità delle meccaniche solo se affrontati a livelli superiori. Prendiamo il sistema di combattimento di Killzone 2: senza avversari che costringano a cercare riparo, a muoversi esponendosi il meno possibile e ad usare il fuoco di copertura, le battaglie non hanno nulla di particolare. Allo stesso modo le fasi RTS di Brutal Legend non possono essere apprezzate se non si entra in quello stato da tre decisioni al secondo necessario per battere la CPU al livello Brutal.

Ratchet & Clank A Crack in Time

Questo lunghissimo preambolo serve a dire che R&C: A Crack in Time è il migliore Ratchet di sempre. È bastata la semplice inclusione di un livello di difficoltà maggiore per cancellare gran parte dei difetti storici della serie. I combattimenti adesso richiedono un uso intelligente delle armi e impediscono di usare sempre le stesse due: bisogna alternare e combinare diversi attacchi, visto che le munizioni sono limitate e gli avversari coriacei. Anche senza considerare la storia simpatica, la dose sostanziosa di ottime missioni secondarie e gli enigmi quasi degni di Braid (calma, ho detto quasi), il solo combattimento è una goduria continua. Certi giochi hanno solo bisogno di un po’ di peperoncino al culo in più.  Ci sono gli Assassin’s Creed 2 che con un livello di sfida più alto sarebbero solo più frustranti, e i Ratchet che finalmente trovano la loro dimensione in un livello hard. Per una serie che dava molti strumenti e pochi stimoli a sfruttarli si tratta del cambiamento decisivo. Il problema è che sembra nessuno se ne sia accorto.

E così la storia da sfigato di Ratchet si arricchisce di un nuovo capitolo: il suo episodio migliore è anche il più sottovalutato.

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About ferruccio

Ho scritto per riviste di videogiochi e siti. Ho lavorato brevemente come tester di localizzazione per Rockstar Games. Oggi vivo e lavoro a Stoccolma. Sono uno dei conduttori del podcast Ringcast. Mi piace la pasta con le sarde.
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One Response to Ratchet & Clank – basta poco che ce vo’

  1. Prop says:

    A me come serie non ha mai detto tantissimo…ammetto cmq che quest’ultimo capito è davvero ben fatto.

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