Avevo già parlato di Scribblenauts coi toni pacati di un ultras che parla della propria squadra. Il fatto è che un puzzle game in cui è possibile scrivere il nome di un oggetto per farlo apparire ha un fascino facilmente comprensibile. Dopo aver giocato un paio d’ore a Scribblenauts posso dire che le speranze erano ben riposte.
La cosa più interessante è che per ottenere il massimo punteggio in un livello bisogna completarlo tre volte di fila senza evocare lo stesso oggetto più di una volta. Naturalmente questo vuol dire che in breve tempo l’idea di evocare un dinosauro per distruggere un albero vi sembrerà perfettamente sensata.
Andiamo al peggio: il sistema di controllo è decisamente “nervoso”. C’è quella sensazione che danno alcuni titoli in flash che incorporano simulazioni fisiche: a volte gli oggetti reagiscono in maniera inaspettata e a volte far muovere il personaggio è un po’ snervante.
Considerare questi difetti come compromettenti per la qualità del gioco, o pretendere da Scribblenauts le meccaniche pulite di un normale puzzle game, però, vuol dire non aver capito cosa è davvero Scribblenauts. Questo minuscolo gioco per DS è uno dei prodotti più innovativi che si siano mai visti, una mini rivoluzione che si potrebbe paragonare a quella portata da Little Big Planet. Come il titolo di Media Molecule, Scribblenauts è un bellissimo giocattolo, un gioco capace di far leva sulla fantasia e sull’immaginazione come pochi hanno fatto finora. Soprattutto, è un titolo che non ha paura di dare libertà, che non teme di essere imperfetto, se essere imperfetto è l’unico modo per fare qualcosa di veramente originale.
Al momento, un serissimo candidato al titolo di gioco dell’anno.






