Vanquish – l’arte di sparare veloce

Le enormi potenzialità di Vanquish, third person shooter sviluppato da Platinum Games (esatto, gli stessi di Bayonetta nonché beniamini miei e di Ferruccio), si erano già ampiamente intraviste nella demo, di cui Single Player Coop vi ha già parlato in toni decisamente entusiastici. Trovarsi però davanti alla piena, esplosiva espressione di tutto questo potenziale sottoforma di prodotto finito è stato qualcosa di realmente sconvolgente. Ma andiamo con ordine.

Seppur concepito, secondo precise dichiarazioni degli autori, con in testa principalmente il mercato occidentale, Vanquish si fa irriverentemente beffa di tutti i canoni settati dai moderni shooter in terza persona . Al di là della differenza abissale in termini di velocità d’azione è il concetto stesso di copertura, perno attorno al quale ruota il gameplay dei moderni TPS, ad essere stravolto. Coprirsi non è più un bisogno il cui abuso da parte del giocatore viene incoraggiato e premiato, ma uno scomodo ripiego da utilizzarsi quasi esclusivamente in situazioni critiche. E non senza un filo di vergogna.

D’altronde, perché limitarsi a sparare a un robottone standosene rintanati dietro ad un muretto quando si può far partire una turbo-scivolata, ripararsi per un millisecondo dietro ad una copertura, saltarla in slow-motion, cecchinare i suoi tre scagnozzi ancor prima di aver toccato terra, far partire una seconda scivolatona, aggirarlo, colpirlo con un calcio rovesciato e poi terminare l’opera con un colpo di shotgun piazzato in fronte? Credetemi, se vi dico che c’è (molto) più gameplay, varietà, frenesia e genuina esaltazione in trenta secondi di Vanquish che in tutta la trilogia di Gears of War (si, ci metto dentro pure il terzo episodio che ancora deve uscire, toh) e affini.

Sulle prime, la velocità mista all’oggettiva confusione a schermo obbligherà l’intimorito giocatore a ripiegare su tattiche poco rischiose, nel tentativo di capire da che parte chi sta sparando quale missile al suo indirizzo. Poi, a poco a poco, la nebbia di proiettili inizierà a diradarsi, tutto sarà più chiaro e si prenderà confidenza con l’infinità di elementi –e conseguentemente di approcci- messi a disposizione dagli sviluppatori. E il bello è che tutto questo succede senza che il gioco cambi di una virgola.

L’enorme punto di forza di Vanquish risiede proprio in questo, nel suo negare con forza ogni sviluppo in corso d’opera. Vanquish offre tutto e subito: la difficoltà, il gameplay, il cuore del gioco è tutto lì, nei primi venti minuti di gioco; l’unica cosa che subirà un upgrade sostanziale saranno le capacità percettive del giocatore, che lentamente imparerà a districarsi nella selva di piombo sparata al suo indirizzo e progetterà, nello spazio di pochi frame, percorsi sempre nuovi e fantasiosi per annichilire il fronte nemico. In poche parole, Vanquish è pura e semplice ingegneria del proiettile.

Sulla durata del gioco c’è poco da dire: se da un lato la breve durata dell’esperienza (intorno alle cinque ore) farà storcere il naso ai manovali del videogioco, i giocatori più smaliziati potranno sfruttare questo aspetto a loro vantaggio come promotore di molteplici tornate.

Chiudo la recensione con una nota di tristezza: Vanquish a poco più di un mese dall’uscita ha venduto, tra PS3 e XBox 360, qualcosa come 280.000 copie. Una miseria, soprattutto se si considera che questo dato difficilmente è destinato a crescere. Questo vuol dire semplicemente che, considerando una base installata delle due console vicina alle 90 milioni di unità,  circa 89,7 milioni di giocatori si stanno perdendo non solo uno dei migliori giochi della presente generazione, ma di sempre: al pari di Bayonetta, Vanquish è contemporaneamente Capolavoro e nuovo paradigma per il suo genere di appartenenza.

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8 Responses to Vanquish – l’arte di sparare veloce

  1. Pingback: Vanquish - nuovi screenshots di sparare

  2. Pingback: Vanquish – demo disponibile dal 2 settembre

  3. dg1974 says:

    mmm… la demo non mi aveva convinto poi molto, ma ho visto che su play è sceso parecchio (25€) quindi l’ho ordinato.
    sperem!

  4. Johnny Hammond says:

    Non so, senza la frase su Gears of War magari il dubbio di provarlo poteva anche venirmi, ma poi ho letto che ne pensa Apreda (cioè quello che pensa il 99% di chi ci ha giocato) e penso che lo eviterò tranquillamente.
    http://docmanhattan.blogspot.com/2010/12/vanquish-fidati-del-robot-e-la-macchia.html#more

  5. ferruccio says:

    A volte le cose belle piacciono a pochi. Vanquish è un gioco per giocatori non superficiali.

  6. Johnny Hammond says:

    Uhm.

  7. Pingback: I cinque giochi del 2010 secondo Pierre

  8. Pingback: La guida ufficiale di Vanquish e la gioia di sparare veloce

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