Oggi vi consiglio due dei più rinfrescanti “pezzi” di discussione sui videogiochi abbia sentito di recente. Si tratta in entrambi i casi di due podcast. Il primo è l’ultimo episodio di A Life Well Wasted, il podcast di Robert Ashley di cui ho già parlato in passato. In questo (splendido) episodio si parla:
- Del miliardario che ha i diritti di Tetris, di come Tetris sia arrivato su Game Boy anche grazie a Gorbachev e di come un attacco di cuore possa essere la spinta per cercare una soluzione ai problemi dell’umanità.
- Di come saranno i giochi del futuro. E di come in qualche modo tutto ciò riguardi Pac Man a New York.
- Di un videogiocatore blogger con un pisello enorme.
Il secondo podcast consigliato è l’episodio 29 di The Brainy Gamer Podcast, con un’intervista a Tom Bissell, autore di Extra Lives: Why Videogames Matter. Bissell sembra essere un personaggio molto, molto interessante. Nell’intervista parla di argomenti magari non originalissimi ma trattati con acume e intelligenza. E inoltre svela il legame fra Grand Theft Auto 4 e l’uso di cocaina.
Questi due podcast, che ho ascoltato nel giro di un giorno, mi hanno fatto pensare che forse sta emergendo un nuovo modo di parlare di videogiochi. Se la critica più “avanzata” negli anni scorsi era quella di noiosi accademici tutti formalismo, semiotica e Huizinga, oggi mi pare che si stia trovando il modo di raccontare storie riguardo giochi e giocatori con una voce nuova, più interessante e più intelligente. E questi due podcast ne sono la prova.
Ah, manco a dirlo: l’ascolto di questi podcast richiede una buona conoscenza dell’inglese.







Grazie Ferruccio,
Due ottime segnalazioni!
e via di corsetta ascoltando la gente che parla dei giochini!
Speriamo di capirci qualcosa 0_o
Brainy Gamer è sicuramente più comprensibile visto che è più simile a un normale programma radio.
A Life Well Wasted ha più effetti, musica e roba un pizzico più oscura. Però non mi sembra troppo difficile.
E allora fallo anche tu, apri un podcast parlando di peni enormi!!
Beh, Ringcast esiste già.
in effetti la deriva sulla mancata carriera da pornodivo sarebbe un traguardo non da poco per Ringcast. C’è da dire che è davvero inebriante ascoltare (oltre che leggere) approfondimenti sui vg senza quell’esigenza di “essere sul pezzo” tipica di, ad esempio, multigiuocatore.it
forse è per questo che qualcuno chiedeva il ritorno del Davide videoludico