In tutta sincerità, il calderone della cosiddetta “arte contemporanea” non mi ha mai interessato più di tanto. A conti fatti, mi sembra che l’ossessione nei riguardi del fare qualcosa di nuovo a tutti i costi finisca un po’ troppo spesso per incancrenire la nobiltà del processo di creazione, generando più materiale per discussioni di dubbio spessore che opere in senso lato. Vabbè, tutta sta manfrina per dire che toh, esistono anche persone che non la pensano evidentemente allo stesso modo.
Come Giulia Brivio, mia carissima amica e appassionata d’arte più che di cavalli, come il nome lascerebbe truffaldinamente ad intendere. Insieme ad un’altra ragazza è ideatrice/curatrice di Boîte, una rivista/scatola trimestrale di arte & affini disponibile (aggratis, come tutte le cose belle della vita) online in pdf e fisicamente in alcuni punti di distribuzione a Milano.
Cosa c’entra il tutto con Single Player Coop e con i videogiochi? Beh poco e nulla, se non che Boîte, come il vostro blog di giocare preferito, è un progetto mosso esclusivamente dalla voglia di scrivere del proprio interesse. Ah, e anche che nel numero appena uscito troverete una piccola chiacchierata con il sottoscritto nella (in)solita veste di chimico.
Buona lettura.






Supporto all’amica.
La campagna di sdoganamento della Lorenghezzi mi vede totalmente concorde, nonché partecipe.