So che questo post suona come se vi dicessi “ehi, avete visto che figata quel film di James Cameron appena uscito, Avatar?”. In altre parole: so che non sto parlando di roba nuova. Ma Single Player Coop non ha paura dei commenti di gente che dice “Meh. Old! (lol)”. Quindi oggi parliamo di Bright Falls, il cortometraggio che fa da prequel a Alan Wake.
Innanzitutto diciamo chiaramente che anche se si tratta di un prequel, è un cortometraggio perfettamente apprezzabile anche da chi non sa cosa sia un Xbox 360 e tantomeno Alan Wake. I legami col gioco, insomma, sono ampiamente ignorabili. La storia è quella di un giornalista che va in un paesino nordamericano per intervistare uno psichiatra a proposito del suo ultimo libro. Il paesino ha però qualcosa di strano, e il giornalista sbrocca alla grande.
Prima che vi venga il dubbio: Bright Falls è su un altro pianeta rispetto ai “mini film” promozionali di Assassin’s Creed 2. Qui il prodotto finale è un cortometraggio di tutto rispetto, perfettamente coerente e autoconclusivo. Non si tratta di un esperimento: è una storia interessante raccontata abbastanza bene. C’è molto David Lynch in Bright Falls, ma non tanto da far pensare a un plagio. E c’è anche una regia sicura, una recitazione solida e almeno un paio di trovate registiche e di montaggio capaci di stupire.
A voler essere cattivi si potrebbe dire che questa serie è più interessante (e inquietante) di gran parte di Alan Wake. Anche perché in un’ambientazione come questa vorrei storie, dialoghi, interazione fra personaggi, non infinite scampagnate nei boschi passate a sparare schioppettate ai fantasmi. Ma di questo riparleremo in futuro.
Per il momento il consiglio è di dare un’occhiata a Bright Falls. Qui lo trovate coi sottotitoli in italiano. Buona visione.









Bellissima, è piaciuta molto anche a me. Ci sono delle scene davvero azzeccate, mi viene in mente quella dallo psicologo, proprio durante la prima puntata o la scena dell’arresto della donna impazzita. O anche il finale di stagione, spettacolare.
Davvero un ottimo lavoro. Vedere i personaggi del videogioco in carne e ossa, poi, è un valore aggiunto mica da ridere a tutta l’esperienza.
In effetti quelle scene erano proprio quelle a cui pensavo.