Doom in browser – ritorno alle origini

doom shotgun

La soddisfazione che dà un fucile a pompa è la stessa, anche diciassette anni dopo.

Nel 2010 è difficile descrivere l’impatto devstante che ebbe Doom all’uscita, intorno al 1993. Avete presente le scene di isteria collettiva al lancio di un GTA o di un Call of Duty? Ecco, non siete neanche vicini a quello che Doom ha significato per milioni di giocatori, più di quindici anni fa. Alcune aziende dovettero cambiare le policy aziendali per vietare espressamente ai propri dipendenti di giocare a Doom durante le ore lavorative. Il concetto di mod nacque grazie a Doom. Il team di Windows 95 usò Doom come esempio delle capacità di quel sistema operativo. Fu un evento epocale: senza il capolavoro firmato id Software i videogiochi non sarebbero quelli che sono oggi.

Eppure io non ci ho mai giocato. O meglio: ho confusi ricordi di aver provato la versione shareware, e sono quasi sicuro di avere giocato a Doom 2. Ma per il sottoscritto fu Quake il primo vero FPS (o “clone di Doom“, come venivano definiti questi giochi all’epoca). E Quake è già qualcosa di diverso.

Quando ho saputo che esiste una versione in flash di Doom ho deciso che era giunto il momento di colmare la lacuna. La conversione è quasi perfetta, anche se purtroppo manca l’audio. È un grosse limite, visto che Doom è stato, fra le altre cose, uno dei primi giochi a usare l’audio stereo per creare un’atmosfera ben precisa. Ma ci si può accontentare.

Quindi: com’è Doom a diciassette anni dall’esordio? È strano. Per uno abituato ai FPS moderni, i controlli e il sistema di mira di Doom sembrano meccanismi alieni. Un FPS tutto giocato via tastiera, senza possibilità di guardare in alto e in basso, è qualcosa di totalmente assurdo, oggi. Eppure, in mezzo alla stranezza, ci sono elementi stranamente familiari: ci sono gli immancabili, adorabili, barili esplosivi, e c’è un parco armi che sinceramente non è troppo diverso da quello di un FPS odierno. È un gioco d’azione diversissimo da quelli che giochiamo oggi, ma è straordinariamente valido: ha un ritmo tutto suo, delle regole ferree e momenti di tensione fuori dal comune.

Paragonare Doom agli FPS moderni è come paragonare una bici a una motocicletta: si vede cosa lega le due categorie, ma i due oggetti si sono evoluti su linee differenti. Chi non ha vissuto quel periodo lì e gioca il papà degli FPS per la prima volta probabilmente farà fatica a vedere in quella manciata di pixel il precursore di Modern Warfare. Eppure tutto viene da lì.

Voi che ne pensate? Trovate che Doom sia ancora divertente? Siete il tipo di giocatore che si lamenta che la fisica del gioco fa schifo e le animazioni sono scattose?

Provate Doom in browser e ditemi che ne pensate nei commenti.

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About ferruccio

Ho scritto per riviste di videogiochi e siti. Ho lavorato brevemente come tester di localizzazione per Rockstar Games. Oggi vivo e lavoro a Stoccolma. Sono uno dei conduttori del podcast Ringcast. Mi piace la pasta con le sarde.
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2 Responses to Doom in browser – ritorno alle origini

  1. CeLoX says:

    Ai tempi ebbi gli incubi dopo la prima partita, ah… gli “omini marroni”
    Era dannatamente realistico

    Uno splendido gioco che finii solo grazie a IDDQD e IDKFA ( si ero un marmocchio disonesto)

    Ad oggi lo si gioca con un sorriso, ma non sfigura di certo. Ce l’avrei visto bene su NDS, magari in bundle con doom rpg (che in java su cellulare si diventa ciechi)

  2. giopep says:

    Io l’ho rigiocato quando è uscito su Live Arcade. L’avevo comunque giocato tutto all’epoca su PC, quindi cmq la mia esperienza è diversa, però le sensazioni sono molto simili: fatta la tara alle “scomodità” estetiche e d’interfaccia, rimane un gran gioco, con momenti molto d’atmosfera. E fra l’altro secondo me l’impianto grafico ha comunque un carisma pazzesco, che manca a tanti giochi odierni tutti figli di Unreal.

    Comunque a me colpì soprattutto quanto fosse assai più gioco rispetto all’FPS medio attuale. Oggi si struttura tutto a corridoio, vai dritto verso la meta, con al massimo due o tre svolte. Oppure si va all’estremo free roaming, ok. I livelli di Doom erano proprio tutt’altra roba, erano dei cazzo di labirinti in cui era un attimo perdersi.

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