L’appassionante storia del pad PlayStation

Ci sono simboli che restano impressi nella mente collettiva dell’umanità: la croce, la falce e il martello, la mezzaluna, la stella di David e, naturalmente, x cerchio quadrato triangolo. I quattro iconici simboli del pad PlayStation sono stati i primi simboli geometrici ad apparire su un pad. Vi siete mai chiesti cosa significano?

Secondo un’interessante intervista a Teiyu Goto, designer di Dual Shock, Six Axis & co. a partire dal pad della primissima PlayStation, ciascuna delle quattro figure ha effettivamente un significato ben preciso:

“Altri produttori di hardware, ai tempi (della PSX, ndr.) assegnavano ai bottoni lettere dell’alfabeto o colori. Noi volevamo fare qualcosa di semplice da ricordare, e per questo abbiamo usato icone e simboli. Ho avuto l’idea della combinazione triangolo-cerchio-X-quadrato subito dopo questa decisione. Ho dato a ogni simbolo un significato e un colore. Il triangolo si riferisce a un punto di vista; rappresenta una testa, o una direzione, ed è verde. Il quadrato si riferisce a un foglio di carta; dovrebbe rappresentare menu o documenti, ed è rosa. Il cerchio e la X rappresentano ‘sì’ e ‘no’, e li ho fatti rispettivamente rossi e blu. La gente credeva che i colori fossero invertiti, e ho dovuto convincere la direzione che era ciò che volevo.”

Curiosamente, in Giappone il cerchio è un simbolo di conferma (mentre in Occidente è una X). Il motivo per cui nei giochi giapponesi il tasto cerchio è quello principale mentre in quelli occidentali è la X, infatti, ha origine proprio in questa differenza.

L’intervista è un piacevole racconto nelle problematiche dell’hardware design, con tanto di feroci controversie interne (parte della direzione Sony, ad esempio, voleva un controller piatto come quello SNES). A leggere tutto questo, però, mi torna in mente il dubbio su come sarebbe stato usare il pad-banana inizialmente previsto per PS3: nonostante le pernacchie dei fanboy coi paraocchi, a me sembrava un’idea interessante.

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About ferruccio

Ho scritto per riviste di videogiochi e siti. Ho lavorato brevemente come tester di localizzazione per Rockstar Games. Oggi vivo e lavoro a Stoccolma. Sono uno dei conduttori del podcast Ringcast. Mi piace la pasta con le sarde.
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8 Responses to L’appassionante storia del pad PlayStation

  1. chkdsk1991 says:

    Interessante non avevo idea che anche queste piccole cose avessero un significato.
    Il pad della psx è un pezzo di storia (soprattutto il dual shock rispetto all’originale)

    Comunque è molto meglio il design del pad playstation classico rispetto a quello “a banana”, semplicemente bruttissimo :D

  2. ferruccio says:

    Brutto sì, ma originale e, chissà, magari comodissimo. Non lo sapremo mai.

  3. Guido says:

    Bel post Ferruccio!

  4. 2DGenius says:

    Caspita, complimenti per il post, mica le sapevo ‘ste cose.

  5. Adriano says:

    Mitico il pad psx, ma resto ancora dell’opinione che, con l’esclusione dell’invadente vano batterie, il pad x360 sia il più ergonomico in assoluto.

  6. ferruccio says:

    Mmm… io non ho un’opinione precisa. Il pad 360 ha grilletti migliori e una migliore posizione degli stick, quello PS3 ha tasti frontali migliori, stick analogico più preciso (a mio parere) e un pad digitale nettamente migliore.

  7. Paolo R says:

    Questione sempre aperta: voi la X la chiamavate “ics” o “croce”? :) La “X” viene usata in inglese per abbreviare “cross”, ma in italiano non c’e’ questa immediatezza e quella divento’ una “ics”, ovvero la lettera dell’alfabeto. Un altro, piccolo, dettaglio ‘lost in translation’…

  8. chkdsk1991 says:

    Io la chiamavo ics, anche se nelle riviste spesso leggevo “la croce”.
    Certo che il design del dual shock 3 è praticamente uguale a quello della prima versione(1997), chissà se lo cambieranno nella prossima console

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