
La Svezia si conferma terra di sviluppatori dalle sfere d'acciaio
Ci sono giochi che stimolano la fantasia e altri che richiedono la flessibilità mentale di un leghista. Niente di male nel fare giochi lineari, per carità. Però c’è un senso di rivelazione divina quando si trova un gioco in cui anche le idee più bizzarre funzionano. Red Faction Guerrilla aveva parecchi di questi momenti, solo che sommergeva tutto in un marrone squallore grafico, in una difficoltà calibrata a membro canino e controlli zoppi.
Il demo di Just Cause 2 sembra tutto quello che Red Faction voleva, doveva e poteva essere. Solo realizzato meglio e più divertente. Immaginate il più classico action-sparacchino in terza persona, aggiungete un rampino che si può attaccare ovunque, un paracadute e un sistema di progresso basato sul grado di caos generato. Il risultato è il sogno di un bambino che ama rompere i propri giocattoli, il gioco ideale per chi passa ore a cazzeggiare su GTA, l’apoteosi del videogioco libero, scemo e creativo. Leggi il resto »

Sì, qualcuno ha creato a mano le bambole che si vedono nel gioco
Se c’è una cosa che il videogioco giapponese riesce ancora a fare meglio di quello occidentale è la profondità. Non nel senso di storie profonde (ahahah), ma nel senso di meccaniche complesse e stratificate. Street Fighter 4 è un esempio perfetto, con le sue tecniche avanzate, avanzatissime e autistiche. Bayonetta, di cui prima o poi smetterò di parlare, è un altro di quei giochi che dopo trenta ore continuano a svelare tecniche e sbloccare mosse che non sapevi esistessero. Ognuno di questi dettagli, fra l’altro, apre a nuovi modi di giocare.
Un esempio concreto di cosa significhi tutto ciò lo potete vedere nel video di presentazione della guida ufficiale di Bayonetta. Leggi il resto »
Il rapporto d’amore fra videogiochi e forze armate sta diventando abbastanza rivoltante. L’immagine che vedete in questo post, però, spinge l’incestuosità esercito-videogioco a livelli inediti. Recentemente l’esercito francese ha lanciato una campagna dallo slogan “devenez vous-même.com“, che si potrebbe tradurre “diventa te stesso” (eviterò di fare battute sull’esercito che fa il lavaggio del cervello). Come potete vedere dal sito, la campagna si basa su un’estetica molto videogiocosa, coi volti dei vari soldati che sembrano l’interfaccia di Rainbow Six.
Electronic Arts, per la campagna pubblicitaria di Battlefield: Bad Company 2, ha fatto una parodia dello slogan dell’esercito francese mettendo nei propri cartelloni la frase devenez plus que vous-même.com (“diventa più di te stesso.com”). È uno di quei corto circuiti culturali che se William Gibson lo viene a sapere ci scrive su un libro: l’esercito imita i videogiochi con frasi ad effetto e un videogioco di guerra imita la campagna pubblicitaria dell’esercito.
Il generale francese che gestisce la campagna, Philippe Pontiès, si è un po’ incazzato. Leggi il resto »
Ci sarebbero molte cosa da dire su Bayonetta. Pierre ne ha dette già parecchie nella recensione. Riguardo al gioco in sé, la mia opinione non è così netta. In altre parole: non ho ancora capito del tutto se questo gioco mi piace o no. In questo post, però, vorrei parlare del personaggio Bayonetta. Prima che vi strappiate capelli magici: no, non parlerò di Bayonetta come donna, di sessismo, di lecca lecca e di proporzioni corporee impossibili. Voglio parlare di Bayonetta come antieroe.
Degli antieroi si è parlato fino allo sfinimento. Cinema e videogiochi sono pieni di cattivi-buoni. Wikipedia c’ha pure una lista. Niko Bellic, Agent 47, Kirby… (magari Kirby non è un anti-eroe, però secondo me ha qualcosa da nascondere). Comunque, di finti cattivi ne sono piene le console. Ma se c’è una cosa che, in quella matassa ridicola della trama di Bayonetta, è capace di accendere un minimo interesse in me è proprio la protagonista. Bayonetta va oltre l’essere una anti-eroina: è semplicemente dalla parte del male.
Insomma, non solo Bayonetta è una strega. Leggi il resto »
Giocare a un MMORPG facendo role-playing è un po’ da sfigati, è vero. Se vi state chiedendo “cioè, ‘nchesenzo?”, sappiate che c’è gente che si mette a giocare a World of Warcraft senza uscire dal personaggio. Ovvero, invece di dire alla propria sfigata gilda “uè, stronzi, stasera non posso giocare perché devo lavare i piedi a mia nonna”, quelli che fanno role playing dicono “messeri, il qui presente Gurlund figlio di Gurland non potrà partecipare alla prossima riunione della Compagnia”. O qualcosa del genere.
Insomma, c’è gente che gioca impersonando fino in fondo il proprio pupazzetto. Benissimo: noi ridiamo di quella gente come è giusto che sia. Però l’abitudine ad avere raccontate le storie ci ha un po’ fatto perdere di vista il senso di giocare a un videogioco invece di leggere un libro. Seguitemi, ché giuro che il ragionamento fila. Leggi il resto »
Fico, eh? Anche in Capcom probabilmente hanno commentato così l’idea, tanto semplice quanto brillante, di dare al giocatore la possibilità di assemblarsi da solo le armi con cui sterminare le orde di zombie che popoleranno il sequel di Dead Rising, previsto per un non meglio precisato tardo 2010. Leggi il resto »
Bayonetta è il sogno umidiccio di qualsiasi videogiocatore. E no, non sto parlando necessariamente della strega-pinup da cui il gioco prende il nome, nonostante parlare di Bayonetta – il gioco, senza parlare di Bayonetta – la protagonista sia un impresa tanto improba quanto inutile. Il problema però è che, soffermandosi principalmente sull’estetica decisamente sopra le righe dell’ultima fatica targata Platinum Games, brand sorto dalle ceneri del talentuoso quanto poco fortunato Clover Studio, il rischio è quello di perdere di vista i motivi per cui Bayonetta è un videogioco, o meglio un action, praticamente perfetto. Leggi il resto »

Maialedizione!
Avevamo perso le speranze quando qualche tempo fa Ubisoft aveva annunciato la sospensione dello sviluppo di Beyond Good & Evil 2. La notizia fu ancora più dolorosa perché seguiva di poche settimane uno spettacolare trailer trapelato e mai ufficialmente riconosciuto da Ubisoft (lo trovate in fondo a questo post). Leggi il resto »

Oh, naughty bear!
Naughty Bear è un gioco che parla di un orsetto di pezza emarginato dagli altri orsetti di pezza nell’isola degli orsetti di pezza che un bel giorno si rompe di essere il più scemo di tutti quanti e si scatena in una furia omicida. Il post potrebbe finire qua, visto che con questa premessa il preordine è d’obbligo. Ma il nuovo gioco di A2M (quelli di Wet) non ha solo una premessa malata: è uno di quei progetti in cui ogni elemento ti fa sentire vagamente a disagio. Il trailer, che trovate qui di seguito, con l’accento inglese e l’atmosfera da show per bambini andato a male, mi ha dato un brivido. Gli screenshot, che mostrano il protagonista uccidere altri orsetti in maniere molto creative, hanno qualcosa di disturbato. Infine, il fatto che i personaggi abbiano le movenze di persone dentro costumi da orsi è profondamente inquietante. Leggi il resto »
Quanto abbiamo preso per il culo Sony e Home? Una delle poche ottime idee di quel bizzarro esperimento era e resta la presenza di minigiochi arcade. Sembra che Microsoft la pensi allo stesso modo: stanotte, durante la conferenza al CES 2010, è stato presentato Xbox Game Room. Si tratterà di una specie di mini-Home tutto dedicato a vecchi giochi arcade, e quando dico “vecchi” intendo “veramente vecchi”. Leggi il resto »