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	<title>Single Player Co-op &#187; arcade</title>
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	<description>Blog di videogiochi, console e cultura nerd</description>
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		<title>C&#8217;era una volta &#8211; Quando videogiocare voleva dire uscire di casa.</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jul 2011 22:27:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yoshi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3356" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.singleplayercoop.com/wp-content/uploads/2011/07/goonies.jpg"><img class="size-medium wp-image-3356" src="http://www.singleplayercoop.com/wp-content/uploads/2011/07/goonies-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">C&#039;è qualcosa di più generazionale dei Goonies?</p></div>
<p>Stavo scrivendo un post sull&#8217;importanza del riscoprire il multiplayer locale nel videogiocare contemporaneo, quando nell&#8217;insolito fresco di una mattina d&#8217;estate mi è tornata istantanea nella memoria quella che era la mia vita di videogiocatore più di vent&#8217;anni fa e ho provato una di quelle fitte di nostalgia che abbiamo tutti quando pensiamo ai bei vecchi tempi andati. Era un mondo diverso allora, l&#8217;Italia doveva ancora perdere il mondiale in casa ai rigori con l&#8217;Argentina, i Nirvana dovevano ancora incidere <strong>Nevermind</strong>, le donne avevano i frisé e delle spalline ridicole mentre gli uomini non dovevano chiedere mai, o così diceva una pubblicità che non capivo bene cosa volesse dire.</p>
<p>Io vivevo in un paesino di montagna di cinquemila anime e la mia vita si divideva tra mattinate di noia scolastica e pomeriggi di gioioso vagabondaggio, libero di fare quello che volevo almeno fino alle 5 ché poi dovevo essere a casa a fare i compiti e alle 7 mangiare (come le galline, ma così si usava a casa mia). Ero un bambino fortunato, i miei genitori mi avevano regalato un Commodore 64 e, grazie alle compilation da dieci giochi per diecimila lire, avevo un buon numero di titoli tutti per me. Mille lire a gioco, neanche l&#8217;Apple Store può tanto.<span id="more-3290"></span></p>
<p>Il vero centro della vita da giocatore era però altrove, i capolavori dell&#8217;epoca stavano in sala giochi e nessun apparecchio da casa riusciva a riprodurre la magia di quello che si poteva giocare lì. Nel mio paesino una vera e propria sala giochi non esisteva, i cabinati però c&#8217;erano, distribuiti in una galassia di bar di cui avevo una chiara mappa mentale sempre aggiornata. C&#8217;era il Bar Ciao, posto tranquillo che ne aveva due, spesso di buona qualità. C&#8217;era il Bar 48 che era ugualmente tranquillo anche se con giochi mediamente più scarsi, ma era inspiegabilmente l&#8217;unico in paese che avesse ogni tanto <strong>New Zealand Story</strong> e il calcistico <strong>Euro League</strong>, da me molto amati. Il bar del locale Palazzetto dello sport aveva sempre una coppia di cabinati di qualità altalenante, ma aveva una discesa divertente da fare in bici per raggiungerlo e un parco giochi appena fuori in cui giocare a pallone se l&#8217;offerta videoludica non era soddisfacente.</p>
<div id="attachment_3357" class="wp-caption alignright" style="width: 266px"><a href="http://www.singleplayercoop.com/wp-content/uploads/2011/07/pocket-gal.png"><img class="size-full wp-image-3357" src="http://www.singleplayercoop.com/wp-content/uploads/2011/07/pocket-gal.png" alt="" width="256" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">Tette, su singleplayercoop.com</p></div>
<p>Al bar Centrale invece ci andava ogni tanto mio padre a giocare a carte per cui se ero fortunato recuperavo 5 pezzi da duecento lire, il lato negativo era che, di due cabinati, uno era <em><span style="text-decoration: underline">sempre</span></em> <strong>Pocket Gal</strong> (il gioco di biliardo in cui se si vinceva si spogliavano le donnine) e l&#8217;altro era quasi sempre peggio. Il giorno in cui finalmente sostituirono <strong>Pocket Gal</strong>, lo fecero con <strong>Gals Panic</strong> che era anche meno divertente nonostante le donne nude fossero a risoluzione più alta.</p>
<p>Il mio preferito era il Bar Angolo, duecento metri da casa mia, con ben quattro cabinati e un gestore che di giochi ne capiva e ne aveva sempre di ottimi. Purtroppo il bar aveva una fama terribile, fu chiuso per droga in più di un&#8217;occasione e i miei genitori mi vietarono a più riprese di entrarci. Questo non mi impediva di andarci ogni sabato a spendere la mia ricchissima paghetta settimanale di duemila lire, ma comportava di dover prima nascondere la bici per non segnalare la mia presenza all&#8217;esterno, entrare rapido senza farmi vedere e di vivere nell&#8217;ansia di venire prelevato a metà di un doppio a <strong>Golden Axe</strong> e essere ricondotto a casa a forza di scapaccioni. Cosa che un paio di volte, drammaticamente, accadde. Droga comunque lì dentro non ne ho mai vista, ho imparato a conoscerla più tardi, a scuola.</p>
<p>In questo sottomondo spezzettato di bar si muoveva tutta una giovanissima popolazione che gravitava intorno ai giochi. C&#8217;era Mauro, che mi aveva in simpatia e alle volte mi riforniva di monetine finché non finivamo insieme <strong>Double Dragon</strong>, ché se nel combattimento finale poi lo battevo mi sentivo anche un po&#8217; in colpa. C&#8217;era Arianna ragazza che mi pareva bellissima, che era una macchina a <strong>Wonderboy </strong>e che mi piaceva guardare giocare mentre parlava con le sue amiche.</p>
<div id="attachment_3358" class="wp-caption alignright" style="width: 270px"><a href="http://www.singleplayercoop.com/wp-content/uploads/2011/07/Double-Dragon.jpg"><img class="size-full wp-image-3358" src="http://www.singleplayercoop.com/wp-content/uploads/2011/07/Double-Dragon.jpg" alt="" width="260" height="194" /></a><p class="wp-caption-text">Double Dragon è uno di quei giochi da non riprovare oggi. I suoi controlli di legno possono rovinarne la magia del ricordo</p></div>
<p>C&#8217;erano i bulletti del paesello, che mi rubavano la bici mentre ero distratto dai giochi e se la tenevano tutto il pomeriggio, facendomi sentire debole e inutile. C&#8217;era Puri, tizio bruttissimo e con la nomea del portarogna, che appena entrava nel bar tutti lo insultavano per farlo andare via, ma di cui ammiravo la tecnica dell&#8217;accendino per fare i record a <strong>Track&#8217;n'Field</strong>. C&#8217;era il tizio della società che gestiva i cabinati che quando arrivava era una festa: portava i giochi nuovi e per verificare che funzionassero ci buttava dentro qualche credito che poi lasciava in omaggio a noi bambinetti. C&#8217;erano i ragazzi grandi che avevano sempre un&#8217;aria aggressiva e un po&#8217; inquietante, ma se li lasciavi in pace loro lasciavano in pace te. C&#8217;erano le file per giocare, in cui ti confrontavi con gli altri bambini tuoi coetanei sul gioco che stavi aspettando di giocare ma anche sulle vostre piccole vite che crescevano senza che neanche ve ne rendeste conto.</p>
<p>La verità è che, al di là dei ricordi personali addolciti dal tempo, questo genere di situazioni si ripetevano in qualsiasi società giovane dell&#8217;epoca.</p>
<div id="attachment_3359" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.singleplayercoop.com/wp-content/uploads/2011/07/WinnersDONT.jpg"><img class="size-medium wp-image-3359" src="http://www.singleplayercoop.com/wp-content/uploads/2011/07/WinnersDONT-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Mi raccomando eh.</p></div>
<p>Era un tempo in cui, nonostante fosse meno accettato a livello generale, il videogioco era più centrale nella vita sociale pubblica delle giovani generazioni, le sale giochi erano un po&#8217; le piazze di quei tempi. Ora invece i videogiocatori occidentali stanno molto di più a casa, commentano su internet, giocano multiplayer online e se da un lato c&#8217;è da essere entusiasti dei progressi che ci sono stati, questi luoghi di intrattenimento condiviso sono spariti. Non sarebbe migliore un mondo in cui, stanchi dopo l&#8217;ufficio, ci si potesse infilare in un locale tranquillo in cui incontrare degli amici con cui condividere una birra, quattro chiacchere e un doppio a <strong>Ikaruga</strong>?</p>
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		<title>Retrogamer Coop &#8211; Ikaruga</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Sep 2010 19:35:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ferruccio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi inauguriamo una non-rubrica, Retrogamer Coop, e parliamo di vecchi videogiochi. E quando dico vecchi non intendo &#8220;roba che all&#8217;uscita era figa ma adesso annoierebbe anche un bambino di sei anni&#8221;. Parliamo di videogiochi dalle sfere d&#8217;acciaio, che continuano a &#8230; <a href="http://www.singleplayercoop.com/recensioni/retrogamer-coop-ikaruga/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.singleplayercoop.com/wp-content/uploads/2010/09/ikaruga-screenshot.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2088" title="ikaruga-screenshot" src="http://www.singleplayercoop.com/wp-content/uploads/2010/09/ikaruga-screenshot-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>Oggi inauguriamo una non-rubrica, <strong>Retrogamer Coop</strong>, e parliamo di vecchi videogiochi. E quando dico vecchi non intendo &#8220;roba che all&#8217;uscita era figa ma adesso annoierebbe anche un bambino di sei anni&#8221;. Parliamo di videogiochi dalle sfere d&#8217;acciaio, che continuano a proiettare la loro maestosa ombra e a elargire divertimento puro e distillato.</p>
<p>E quindi parliamo di <strong>Ikaruga</strong>. <strong>Ikaruga </strong>è uno sparatutto a scorrimento verticale con le navicelle che a nove anni dall&#8217;esordio è ancora il più schietto, il più elegante, il più profondo degli shooters. <strong>Ikaruga </strong>è un gioco bello di una bellezza impossibile, che intidimidisce. <strong>Ikaruga </strong>non si gioca con leggerezza: o ci si applica come ci si applicherebbe allo studio di una materia oscura e affascinante oppure tanto vale lasciar perdere.</p>
<p>Il dio degli sparatutto, dicevamo, ha esordito in sala giochi nel 2001, per poi essere convertito nella versione arcade perfect per <strong>Dreamcast</strong>, e successivamente su <strong>Gamecube</strong> e <strong>Xbox 360</strong> &#8211; per soli 800 Microsoft Points: compratelo subito. Creato da appena cinque membri della software house <strong>Treasure </strong>(Hiroshi Iuchi, Atsutomo Nakagawa, Yasushi Suzuki, Satoshi Murata e Masato Maegawa: ricordate questi nomi, e venerateli), <strong>Ikaruga </strong>è costato due anni di sviluppo. E quei due anni non sono andati perduti.<span id="more-2087"></span></p>
<div id="attachment_2089" class="wp-caption aligncenter" style="width: 265px"><a href="http://www.singleplayercoop.com/wp-content/uploads/2010/09/ikaruga_characters.jpg"><img class="size-medium wp-image-2089" title="ikaruga_characters" src="http://www.singleplayercoop.com/wp-content/uploads/2010/09/ikaruga_characters-255x300.jpg" alt="" width="255" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Per qualche misteriosa ragione, Ikaruga ha una trama a base di personaggi emo.</p></div>
<p>Come tutte le cose sublimi, <strong>Ikaruga </strong>si basa su una premessa semplice. La navicella del giocatore può alternare fra due colori: bianco o nero. Anche i nemici sono bianchi o neri: i nemici bianchi sparano proiettili bianchi, e i nemici neri proiettili neri. La nave del giocatore è vulnerabile solo ai proiettili di colore opposto, mentre quelli dello stesso colore caricano la barra di un colpo speciale. Cambiare colore al momento giusto, quindi, diventa più importante del solo schivare il fuoco nemico. Ma non finisce qui.</p>
<p>La vera genialità di <strong>Ikaruga </strong>sta nel suo sistema di combo. Eliminando nemici dello stesso colore a tre a tre, infatti, si attivano combo che gonfiano il punteggio. Teoricamente è possibile distruggere tutti i nemici a triplette dello stesso colore, ed è qui che entra in gioco la genialità dei designer <strong>Treasure</strong>. I pattern dei nemici, infatti, sono fra i più fantasiosi della storia degli shoot &#8216;em up. La maggior parte del divertimento dato dal giocare a <strong>Ikaruga </strong>sta nel trovare le strategie giuste per non rompere la catena di triplette. Con una buona dose di allenamento, <strong>Ikaruga </strong>diventa una pratica zen fatta di movimenti precisi e improvvisazione istintiva.</p>
<p><strong>Ikaruga </strong>è videogioco giapponese della miglior specie, un capolavoro senza tempo che è difficile paragonare a qualsiasi altro sparatutto, un&#8217;esperienza che dura una trentina di minuti dall&#8217;inizio alla fine ma di cui difficilmente vedrete la fine prima di qualche mese di gioco (e non barate: <strong>Ikaruga </strong>va giocato un credito alla volta).</p>
<p>Se c&#8217;è un dramma nella decadenza del videogioco giapponese sta nel fatto che in futuro sarà sempre più difficile vedere giochi come <strong>Ikaruga</strong>. Il capolavoro <strong>Treasure</strong>, però, resta una colonna del videogioco moderno. Ha dieci anni sul groppone, e li porta benissimo.</p>
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		<title>After Burner Climax – l’arcade perfetto?</title>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 11:57:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pierre</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ultimamente, per una serie di motivi noiosi da elencare, mi sono ritrovato con davvero poco tempo per giocare. In realtà ho poco tempo per fare qualsiasi cosa, ma è in ambito giocoso che la cosa si è fatta particolarmente perniciosa: &#8230; <a href="http://www.singleplayercoop.com/recensioni/after-burner-climax-l%e2%80%99arcade-perfetto/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1001" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://singleplayercoop.com/wp-content/uploads/2010/05/soaafterburnerclimax71.jpg"><img class="size-medium wp-image-1001" title="soaafterburnerclimax7" src="http://singleplayercoop.com/wp-content/uploads/2010/05/soaafterburnerclimax71-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">Fidatevi, che di giochi di volare così non se ne vedono molti in giro</p></div>
<p style="text-align: justify;">Ultimamente, per una serie di motivi noiosi da elencare, mi sono ritrovato con davvero poco tempo per giocare. In realtà ho poco tempo per fare qualsiasi cosa, ma è in ambito giocoso che la cosa si è fatta particolarmente perniciosa: qualche decina di minuti sparsi qua e là decisamente non bastano ne per delle sane, corpose scorribande a Liberty City ne per prendere i maledetti platini mancanti in <strong>Bayonetta</strong>. Per questo motivo, e non solo, <strong>After Burner Climax</strong> è giunto sul mio hard disk come la proverbiale manna dal cielo.<span id="more-995"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Conversione praticamente <em>arcade-perfect</em> (mi fido di quanto si legge in giro, dell’ esistenza della versione da sala sinceramente non ero nemmeno a conoscenza) dell’omonimo <em>coin-op</em> datato ormai 2006, <strong>After Burner Climax</strong> sta alla rigida simulazione aerea come la simpatia a Bobby Kotick. Avete presente <strong>Outrun 2</strong> o il successivo <strong>Outrun 2006:</strong> <strong>Coast 2 Coast</strong>? Bene, allora sostituite le scintillanti Ferrari con dei jet supersonici truzzi e la bionda sul sedile del passeggiero con –beh- niente e avrete un’ottima approssimazione di quanto potrà offrirvi il titolo in questione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>After Burner Climax</strong> è Sega-Am2 fino al midollo: veloce, coloratissimo, scortese e fermamente convinto che la trama nei videogiochi, o qualsivoglia elemento che esuli dal crudo <em>gameplay</em>, sia per i deboli. In più, come ogni <em>arcade</em> purosangue/mostro succhiamonete che si rispetti, presenta la comodità di durare sacrosantamente poco: il gioco è infatti completabile agilmente in circa 10 minuti ergo sembra fatto apposta per essere elegantemente incastrato in qualsiasi momento della giornata.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://singleplayercoop.com/wp-content/uploads/2010/05/After_burner_climax_2.jpg"><img class="size-medium wp-image-999  aligncenter" title="After_burner_climax_2" src="http://singleplayercoop.com/wp-content/uploads/2010/05/After_burner_climax_2-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Aggiungeteci l’impareggiabile cielo color blu-Sega, un’interessante modalità EX che permette di tweakare quasi ogni aspetto del gioco, <em>achievement</em> che con frivolezza si sbloccano praticamente da soli, un <em>price-tag</em> onesto (gli ormai sempre più rari 800 MP/9.99 €) e … devo dire altro?</p>
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		<title>Massima nerditudine</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 21:06:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ferruccio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non credo ci sia bisogno di alcun commento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
<div  style="text-align: justify;font-family:georgia;"><span style="font-size:100%;">Non credo ci sia bisogno di alcun commento.<br /></span></div>
<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_F0M5pXnCBp8/SwRh_LIjsrI/AAAAAAAAAXg/Mu3XiYkopkI/s1600/IMG_1317.JPG"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_F0M5pXnCBp8/SwRh_LIjsrI/AAAAAAAAAXg/Mu3XiYkopkI/s400/IMG_1317.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5405553190699774642" border="0" /></a></p>
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