Il pixel painting è uno stile di pittura che ricrea l’aspetto grafico sgranato degli sprite del periodo 8 e 16 bit. Come tutto ciò che rimanda all’estetica a otto bit, come la serie di immagini di street art di cui abbiamo parlato in passato, il vero nerd non potrà che commuoversi di fronte a questi capolavori. Si tratta degli oggetti perfetti per tutti coloro che vogliano arredare casa ma senza rinunciare alla propria sfigataggine.

A parte l’appeal dato dalla nostalgia, in queste immagini è facile vedere il fascino dell’estetica 8-bit. Gli sprite di quel periodo dovevano per forza essere iconici. L’economia delle forme  costringeva a una sorta di creatività compressa e i grafici che lavoravano su quei giochi non potevano usare trucchi: niente character design basato su orpelli e infiniti dettagli (ciao Darksiders), niente donne scosciate o scimmioni ipermuscolari. Less is more, dicono gli architetti fighetti.

Le immagini che vedete in questo post sono state prese da: Leggi il resto »

Chiunque abbia mai praticato attivamente lo skateboard (che, è bene ricordarlo, è con differenza lo “sport” più bello del mondo) sa bene quanto sia semplice rompere una tavola: un atterraggio un pò sghembo dopo un gap, una macchina che passa proprio quando non deve oppure, più semplicemente, il risultato dell’usura dopo giorni e giorni di muretti e corrimano. Quando si sente il distintivo “crack” sotto ai propri piedi, si prova una sensazione difficile da descrivere. Ora, nonostante ogni skater elabori il lutto in modo diverso, quello che appare subito ovvio a chiunque è che non è solo legno quello che si è appena spezzato.

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Di quanto faccia pietà la cover americana di Heavy Rain, l’attesissimo seguito spirituale di Fahrenheit ormai in dirittura d’arrivo su PS3, ne abbiamo già parlato poco tempo fa.

Tutt’altra musica per quanto invece riguarda la cover nipponica: semplice, evocativa e tremendamente d’effetto pur senza ricorrerre all’espediente giallistico/horror dell’ “oggetto innocuo che macchiato di sangue diventa spaventoso” che ormai è dal 1911 che non disturba più nessuno. E voi, quale preferite?


Da quanto sono riuscito a capire, Adam Ford lavora per
Avalanche Software, ed è un illustratore/character designer. Sul suo blog si trova una lunga serie di illustrazioni. Il suo stile è molto particolare, e le sue riletture dei personaggi di Street Fighter e Mario sono fenomenali. Di seguito, alcune sue reinterpretazioni.

grazie a Top Dogg per la segnalazione

La commistione tra arte moderna e videogioco è cosa ormai piuttosto nota, ed ha saputo produrre nel tempo opere degne di considerazione così come immonde schifezze. Appartiene senza dubbio alla prima categoria l’interessante trittico (destinato ad estendersi) di dipinti denominati “Arcade expressionism” dell’autore americano Brock Davies.

Nell’immagine a destra, l’avrete certamente capito, potete ammirare la sua personale rivisitazione di Donkey Kong. Sulla pagina flickr del nerdoso artista sono poi disponibili le restanti due opere, dedicate rispettivamente ai seminali DigDug e Missile Command.


Bravò Mr. Davies, a quando qualcosina ispirato da Hyrule o City17?

lose/lose è un gioco che non vorrete giocare. Non è che sia brutto (o forse sì, visto che neanche io l’ho giocato né ci giocherò mai), è che è impossibile giocarci senza rischiare di distruggere il proprio PC. Più che un gioco indie, lose/lose è un esperimento. A prima vista è uno shoot ‘em up classico a scorrimento verticale: la navicella del giocatore può sparare, mentre gli alieni non rispondono al fuoco e fanno solo da ostacolo. La caratteristica peculiare di lose/lose è che per ogni alieno distrutto il gioco cancellerà un file a caso dall’hard disk in cui il gioco è installato. Nel caso in cui la propria navicella venga distrutta, il gioco si disinstallerà automaticamente. Symantec lo definisce come un virus, visto che far partire il gioco comporta il rischio che importanti file vengano distrutti.

In realtà lose/lose è una sorta di roulette russa con fini artistici. L’autore del gioco, Zach Gage, ha dichiarato che lo scopo del gioco è far riflettere sul valore enorme che le informazioni sui nostri PC hanno ormai raggiunto. Un altro livello di lettura più sottile è dato dal fatto che non è ben chiaro il contesto in cui si svolge il gioco: gli alieni non attaccano, quindi non è chiaro perché si dovrebbe distruggerli. In fondo l’unico modo per non causare danni permanenti al proprio PC è non distruggere gli alieni, quindi l’interpretazione “pacifista” potrebbe essere esatta. Tuttavia, il gioco ha un sistema di punteggio basato sul numero di nemici uccisi. Nella homepage dedicata a lose/lose potete trovare una classifica. Lo stesso Gage si è detto sorpreso che qualcuno abbia voluto provare il gioco, o che ci abbia giocato così tanto da scalare la classifica.

lose/lose from zach gage on Vimeo.


Prendete David Lynch. Fatelo ubriacare di vino rosso leggermente inacidito. Fategli mangiare settecento grammi di peperonata. Dategli della mescalina. Fatelo dormire. Registrate i suoi incubi e create un demo per PS3 basato su quegli incubi. Complimenti: avete appena creato .detuned.


Come Linger in Shadow prima di lui, .detuned è un esperimento, un progetto artistico, un demo nel senso vecchio della parola, cioé un filmato interattivo creato per fini artistici o per dimostrare le capacità di un hardware. Tutto ma non un gioco. Non c’è uno scopo e non ci si sono nemici: .detuned è una sorta di installazione artistica digitale interattiva multimediale (e virtuale, così abbiamo usato tutte le parole fighe degli anni ‘90).



Un uomo in giacca e cravatta sta seduto in un ambiente lisergico e astratto. Smanettando coi comandi si possono fare compiere brevi cicli di animazione al personaggio, si possono applicare filtri all’immagine, distorcere la musica di accompagnamento, scegliere una traccia dal proprio hard disk (il che rende .detuned anche un visualizer), trasformare la testa del personaggio in un palloncino… No, davvero...



.detuned mi è sembrato più interessante di Linger in Shadow. Per qualche strana ragione – prima che qualcuno chieda: ero sobrio – sono stato tre o quattro minuti a muovere avanti e indietro il personaggio per fargli battere le mani a tempo di musica. Inoltre, .detuned potrebbe essere una delle cose più genuinamente spaventose che abbia visto su console dai tempi di Siren. È inquietante, bizzaro e inutile. Lo si può vedere come qualche trofeo a basso prezzo (2,99€) o come un interessante esperimento artistico.

Probabilmente il più bel video che abbia mai visto su YouTube, nonché uno degli esempi più gloriosi di nerdaggine mai visto nell’universo. Un orgoglioso inno agli 8 bit fatto con LEGO e tecnica stop motion (a occhio senza i trucchetti usati in quel vecchio video dei White Stripes), che trasuda sangue, sudore, lacrime e 1500 ore di lavoro, secondo quanto dichiarato dagli autori Rymdreglage. Una lettera d’amore a Commodore 64, Tetris, IK+, joysticks, Pong, NES, Pac-Man e
un’altra mezza dozzina di icone.
Gli svedesi si confermano maestri di imprese geniali, creative e vagamente inquietanti.

Ancora un volta avvistati alieni di Space Invaders. Ormai questo blog sta diventando una raccolta fotografica di street art a tema videogiochi.


Ma soprattutto, è un blog per mettere in guardia la gente riguardo alla minaccia aliena. Pixellosi, malvagi e sicuramente con l’alito cattivo: questa volta gli alieni in questione sono stati avvistati per le strade di Parigi. Il baldo giovine Andrea Alfieri, fotoreporter freelance di giorno e supereroe di multinazionali dell’alcool di notte – proprio come Peter Parker-, ha catturato queste immagini nella capitale mondiale dello snobismo e della baguette.



A questo punto urge qualcuno che mi spieghi cosa cacchio vuol dire tutto ciò. Perché ci sono questi cazzilli dipinti sui muri delle strade di città così diverse e distanti fra loro? Quale setta si nasconde dietro gli innocui pixel di questi alieni? Cosa è quella cosa alle vostre spalle? ARGH!



EXTRA: Su segnalazione della mia ragazza, un altro esempio di creatività artistica muciacciesca urbana: pysselninja (puzzle ninja per i non svedesi). La ninja con una evidente passione per la pastasciutta e il burro ci insegna a prendere un po’ di qualcosa, trasformarlo in qualcosa con l’aiuto di qualcos’altro per poi infine appiccicarlo su un muro. Singleplayercoop.com: la risorsa migliore per trovare cose che non cercavate e che neanche vi interessavano!



Ok, è ufficiale. La terra è sotto attacco. Un altro alieno di Space Invaders è stato avvistato per le strade di Nizza. Dopo i passati avvistamenti appare chiaro che non si può più parlare di semplice coincidenza o di un normale movimento di street art. Siamo di fronte ad un inequivocabile tentativo di destabilizzare l’ordine mondiale. Di una cospirazione che coinvolge Illuminati, cerchi nel grano, scie chimiche, l’assassinio di JFK, i templari e i fruttivendoli del Vaticano. Se vedete altri alieni pixellosi in giro per il mondo, fatemelo sapere. Insieme troveremo la verità (che è là fuori).


Un ringraziamento a Ettore del blog fotografico Digital Wideye per aver fornito la foto