Quando io e Tommaso “Gatsu” abbiamo partecipato alla manifestazione Nordic Games a Malmö, abbiamo trovato gente incredibilmente disponibile. Fra le varie intervista che abbiamo fatto (e che potete ascoltare nei due podcast Ringcast Extra 2 e 3 c’è stata una sola intervista, fra quelle che abbiamo fatto, ad averci lasciato l’amaro in bocca.

L’intervistato era il capo progetto responsabile di Bionic Commando Rearmed Simon Viklund, della software house svedese Grin. Oltre ad avere un tono abbastanza infastidito, Viklund aveva anche risposto a una mia domanda su come ci si sente in uno studio indipendente in tempi di crisi economica con un arrogante “Siamo artisti, non possiamo preoccuparci del lato economico”. Ecco, lo studio di artisti di cui faceva parte Simon Viklund, Grin, ha chiuso per problemi finanziari.

Mi dispiace per uno studio che aveva dimostrato sprazzi di creatività e che comunque rimaneva fra i più vecchi ed attrezzati di tutta la Svezia. Si tratta di una grossa perdita per la scena nordica, e capisco che trovarsi senza lavoro in tempi come questi non è una cosa bella. Però, mi spiace, ma quando succedono cose come questa a chi si dà arie da spaccone, a chi fa l’arrogante, a chi ha uffici nella zona più costosa della città e produce giochi su licenza di pessima qualità… beh, un po’ mi viene da ghignare.


Sony aveva molto da dimostrare. Nonostante le voci (fondate) su una PS3 slim a 350 euro, il ribasso di prezzo è stato ancora una volta rimandato. Quella che si è vista è stata una conferenza meno spettacolare di quella Microsoft ma molto densa.


Dal punto di vista hardware, Sony ha presentato
PSP GO. Più piccola, più leggera, con schermo slide, senza UMD e con 16Giga di memoria integrata e a un salatissimo (per gli standard delle console portatili) prezzo di 250€, GO sembra andare in diretta competizione con iPod Touch più che con DSi, soprattutto visto che la vecchia PSP continuerà ad essere prodotta. Allora, so che mi dimostro uno schifoso nerd, ma la PSP GO mi fa sbavare. Da sostenitore accanito del digital delivery, l’idea di avere decine di giochi sempre disponibili mi esalta parecchio. Aggiungiamo che è stato mostrato Il Messia (Little Big Planet PSP), oltre a un’altra tonnellata di giochi, e direi che la seconda vita della PSP è confermata. Ancora più interessante: Sony ha dichiarato di aver abbassato il prezzo dei kit di sviluppo PSP dell’80%. Il che vuol dire che in futuro vedremo, con tutta probabilità, molti più giochi indipendenti e di piccoli produttori. Se Sony riesce a creare una comunità di sviluppatori vivace anche solo un decimo di quella iPhone, c’è da festeggiare.

Per quanto riguarda i giochi PS3, Sony ha sparato una quantità impressionante di titoli. Innanzitutto il game of the show Uncharted 2 (a proposito, sto giocando la beta in questi giorni e promette benissimo), la cui dimostrazione sul palco è un esempio di come mostrare un gioco al pubblico. Assassin’s Creed 2 sembra prendere di petto i problemi del primo amplificando quanto c’era di buono. Peccato per l’italiano claudicante, ma del resto è probabile che l’arabo nel primo AC fosse altrettanto maccheronico. Il pensiero di portare scompiglio fra Scandicci e San Gimignano con brevi puntate a Martellago non fa che aumentare l’hype.
MAG, lo sparatutto online a 256 giocatori, ancora deve mostrare perché dovrebbe essere interessante giocare in squadre da 128 giocatori. Visto che si tratta degli sviluppatori di SOCOM, almeno una cauta fiducia gliela si deve dare.
God of War 3, che provoca spasmi incontrollati di eccitazione a tutti tranne che a me, continua a sembrarmi uno dei quei giochi divertentissimi ma con zero appeal. Lo giocherò, ma niente capelli strappati. Per la cronaca: abbastanza disturbante il livello di violenza, a occhio fra i più estremi visti in un videogioco. Un paio di scene mostrate durante la conferenza erano davvero pesanti.

E, infine, i due miei personalissimi megaton dell’E3:

The Last Guardian (ex Trico). O mio dio. Un trailer strappacuore, un’atmosfera che si mangia in due minuti il 99% del resto dei videogiochi, un gattouccellodragogrifone bruttino e tenerissimo. Ancora meglio: una data di uscita vicina (si parla di dicembre). Non ricordo l’ultima volta che ho avuto una tale scimmia per un gioco. A occhio, TLG sembra essere un misto di ICO e Shadow of the Colossus. Il ragazzino sembra potersi arrampicare sul gattouccellodragogrifone come avveniva in SotC, e qualche breve immagine di salti e arrampicate ricorda i puzzle ambientali di ICO. Casualmente, due dei miei giochi preferiti in assoluto.

Final Fantasy XIV Online. Ammetto che la sorpresa positiva di questo titolo, per me, è più personale che oggettiva. Il precedente gioco di ruolo online Square Enix, Final Fantasy XI, è stato il mio primo e unico MMORPG. Ancora oggi, credo che FF11 sia stato sottovalutato: nonostante la spigolosità, è uno dei giochi di ruolo online che più costringe alla socializzazione. E suppongo che il punto di un MMORPG dovrebbe essere quello. Ad ogni modo, il seguito sembra ancora più interessante, con la direzione artistica dello stesso designer di Final Fantasy Tactics e la promessa di un lancio non troppo lontano (entro un anno).

Ci sarebbe anche da parlare del “sonymote”, ovvero il sistema di rilevamento di Sony. Molto simile a Wii Motion Plus, sembra però più versatile ed esatto. Interessante, ma a dire la verità questi metodi di controllo alternativi cominciano a infastidirmi più che interessarmi.
In conclusione: se oggettivamente la conferenza Sony è stato più o meno allo stesso livello di quella Microsoft, dal punto di vista personale Sony ha una visione del videogioco molto più innovativa e ampia di MS.

Meno Tom Clancy e più Sackboy!


Boom. Inizio della conferenza con Rock Band: Beatles. Il filmato introduttivo è uno degli omaggi ai Beatles più belli che si possano immaginare.

Il gioco sembra splendido e si candida seriamente a gioco musicale del millennio. La presentazione alla conferenza Microsoft, invece, è abbastanza strana. Fa un po’ l’effetto “guardate quanti soldi possiamo spendere”. In tre minuti si alternano sul palco Yoko Ono, il figlio di George Harrison, Paul Mc Cartney e Ringo Starr. In pratica mancava solo la salma di Lennon. La cosa sarebbe stata anche carina, se ognuno degli ex-beatles o relativi vedove e orfani non fosse apparso sul palco per una media di cinque secondi. E vabbè.

Per il resto Microsoft mitraglia una bella serie di giochi: Modern Warfare 2, Splinter Cell Conviction, Halo ODST, Alan Wake. Ok, tutti più o meno shooters, tutti più o meno non interessanti per me. Forza 3 pare davvero bello. Di Mass Effect 2 non ne parlo perché ho notato che appena dico che non mi interessa vengo sempre immediatamente lapidato dai fan del gioco. Mi sembra che sia una cosa comune ai fan di Bioware: hanno l’atteggiamento distaccato di uno studente del corano afgano.

A un certo punto arriva la seconda cannonata: Natal. Il sistema di riconoscimento del movimento Microsoft è, a tutti gli effetti, roba da fantascienza. Sembra che questa periferica con doppia telecamera rilevi il movimento in 3D, che riconosca i corpi umani, che possa scansionare oggetti da usare nel gioco. Dei demo più o meno interessanti mostrano le possibili applicazioni, dal disegnare elefanti a una sorta di breakout in vero 3D. Natal è in assoluto la più grande sorpresa dell’E3. Se funzionerà potrà davvero cambiare il mondo dei videogiochi, oscurando anche Wii. Io continuo a essere più scettico: la sola idea di muvermi per forza in un gioco (che non sia EA Sports Active, ma di quello ne parlerò un’altra volta) mi dà i brividi.

Conclude Molineaux con un inquietante demo di Milo, un incrocio fra un Tamagochi e il sogno del vecchietto di Family Guy.



Giudizio finale: Microsoft appare solida e capace di coccolare i suoi fan. 360 continua a non essere la console per me (un altro gioco di Tom Clancy e vado in berserk), ma Natal è decisamente promettente.


Il blog inizia con la fine dell’E3.
Vediamo, allora, come riassumere la fiera di quest’anno senza troppe lungaggini. Iniziamo con Nintendo.

Conferenza: non esilarante come l’anno scorso. Per esilarante intendo che non ci sono state scene al limite dell’orrore. Nintendo sembra essersela presa per le gif sul batterista tarantolato e sull’esaltata con gli occhi spalancati Cammy Dunaway. La quale, infatti, è riuscita a parlare per tutta la conferenza con un misto fra il suo solito tono “parlo a un ritardato” e il nuovissimo “vi odio, brutti sfigati, quest’anno non sorriderò neanche una volta. “



Giochi: Wii Sport Resort continua a sembrare interessante quanto un gioco in flash. Wii Motion Plus ha ancora da dimostrare come effettivamente renderà migliori i giochi che lo sfrutteranno. Mario Galaxy 2 è, per la prima volta nella storia della serie, un seguito normale. Stesso stile grafico, stessa ambientazione. Un po’ dispiace, ma alla fine è pur sempre Mario.

New Super Mario Wii, strombazzato come l’avvento del 4D (sigh) sembra Little Big Planet senza la creazione e la condivisione dei livelli e senza multiplayer online. Ancora peggio, graficamente sembra essere meno ispirato di Mario World e Yoshi’s Island, nonostante i quindici anni di evoluzione tecnologica. Metroid: Other M parte da un’idea tanto bizzarra (un Metroid in terza persona sviluppato dal Team Ninja) che potrebbe pure essere interessante.



Premio facepalm 2009: il misuratore di pulsazioni Wii Vitality Sensor. Sto provando a pensare a una battuta, ma è veramente troppo facile. Come schiaffeggiare un bambino. Non voglio sentire possibili idee su come sfruttarlo. Non voglio che venga lanciato in occidente. E’ una idea così cretina che preferirei che Nintendo accantonasse l’idea e non ne parlasse mai più.