Negli ultimi giorni Single Player Coop si sta concentrando sempre più sulle notizie idiote. La perla di oggi riguarda Jimmy Peterford, un ragazzino che predisse l’uscita di Super Mario Galaxy in una lettera scritta nel 1991 alla rivista Nintendo Power. La profezia si sarebbe avverata più di quindici anni dopo! OMFG! Nella lettera viene anche descritto il futuristico hardware su cui Mario Galaxy girerà. La console dei sogni di Jimmy avrebbe avuto 512 bit, 28 milioni di colori, un pad con 27 bottoni, una band in miniatura dentro la console capace di suonare qualsiasi canzone (eh?), un chip esterno per creare i propri giochi, e sarebbe costata 259 dollari.

Dunque, vediamo quante di queste previsioni si sono avverate: Leggi il resto »


Lo stronzo è un essere complicato, con comportamenti spesso dettati da oscure ragioni, irrazionale e bizzoso. O, forse, lo stronzo è semplicemente stronzo. Mi sono imbattuto per caso nel video di questo ragazzetto americano. Credo, dopo aver visto il video un paio di volte, di poter affermare di aver trovato il videogiocatore più stronzo del mondo.

Se avete voglia, guardate il video qui di seguito e giudicate voi stessi. Altrimenti a dopo il video per una descrizione e commento del contenuto…

Ricapitoliamo: il biondino in questione (d’ora in poi identificato col nome Stronzo) sfida online un altro giocatore a Guitar Hero. All’inizio, Stronzo fa qualche amichevole domanda al suo sfidante, con una voce che già fa prudere le mani. Dopodiché Stronzo sceglie Through the Fire and Flames, la canzone notoriamente più tosta di Guitar Hero 3. L’altro giocatore, che sembra essere decisamente più giovane d’età, perde. Stronzo stravince. A quel punto Stronzo copre l’altro giocatore di insulti, dandogli del “fag”, “homo”, “gay” e tutti gli altri sinonimi di “omosessuale” che esistono nella lingua inglese. Quel tipo di insulti, insomma, che fa del mondo del gioco online un posto piacevole come la Siberia in inverno. Questo è il tipo di video che ti fa venire voglia di cambiare la faccia dello Stronzo protagonista a colpi di martello. Ancora di più leggendo i commenti di altri stronzi che si complimentano per quanto è esilarante il video.


Finché…

Colpo di scena. Stronzo non è stronzo. Con un certo tono didascalico, Stronzo spiega che il suo video era una parodia. Il suo intento – e qui si paragona a uno dei più grandi comici americani degli ultimi anni, Stephen Colbert – è di assumere un personaggio spregevole per dimostrare quanto persone di quel tipo siano odiose. Il biondino ha fatto una cosa ammirevole, richiamando l’attenzione su quanto siano insopportabili certi tipi (in)umani sui servizi online delle console. Che dire… fa piacere vedere YouTube usato in maniera creativa. C’è solo una cosa che mi dà da pensare: quelli che hanno commentato il primo video complimentandosi con l’autore per essersi comportato da stronzo, cosa direbbero vedendo questo video di spiegazioni? “Fag”, probabilmente.

In un discorso tenuto a New York un paio di settimane fa, Barack Obama ha citato i videogiochi. Naturalmente non in senso positivo. Il presidente americano ha infatti dichiarato:

“Perché i nostri figli raggiungano l’eccellenza, dobbiamo prenderci le nostre responsabilità. Questo significa metter via l’Xbox, mettere a letto i bambini a un’ora ragionevole (…) aiutarli a fare i compiti… Questo significa anche spingere i nostri bambini ad avere obiettivi più ampi. (…) I nostri figli non posso tutti aspirare a essere il prossimo LeBron o la prossima Lil Wayne. Voglio che aspirino a essere scienziati e ingegneri, dottori e insegnanti, non solo ballerini e rappers”


La citazione dell’Xbox (stranamente non il più popolare Wii, forse perché anche la famiglia Obama di Wii ne ha uno) ha impensierito l’ECA, un’associazione di consumatori di intrattenimento, la quale ha lanciato una campagna per informare il presidente delle potenzialità educative dei videogiochi, soprattutto quelli che promuovono l’attività fisica.

Ora, capisco che il giorno che il presidente degli Stati Uniti riconoscerà l’importanza dell’industria dei videogiochi si potrà dire che il videogioco ha davvero la stessa importanza mainstream del cinema, però l’iniziativa non mi convince. Soprattutto perché sono d’accordo con Obama. I videogiochi non saranno parte del problema in senso specifico, però credo che ci sia un problema più diffuso. C’è il problema dei bambini che giocano a GTA o Gears of War, che saranno anche divertenti ma che certo non stimolano in modo particolarmente intelligente la mente di un bambino. Esiste il problema dei ragazzini che ascoltano rap e guardano America’s Best Crew. Sembrerò fuori dal tempo, ma nella cultura mainstream, soprattutto americana, vedo una sorta di riconoscimento dell’essere stupidi, la premiazione della superficialità e dell’essere volontariamente ignoranti (vedi lo slang gangsta sgrammaticato diventato lingua ufficiale di MTV).

Naturalmente non vorrei censura o misure restrittive. Però secondo me è utile bilanciare intrattenimento leggero ad attività interessanti ma non necessariamente divertenti. Io sono felice che nella mia infanzia ci sia stato spazio per giochi all’aria aperta, videogiochi, palloni, libri, LEGO e Piccolo Chimico. Non sono sicuro che essere cool e voler fare il ballerino di breakdance passando le giornate a giocare a 50 Cent: Blood on the Sand sia una cosa molto positiva per la formazione di un bambino…


Attenzione: il seguente post potrebbe contenere un alto tasso di acidità, rabbia e odio verso i giovani.

Sophie “inzane” Regnér è una diciassettenne di Stoccolma. Di recente ha deciso di lasciare la scuola per dedicarsi professionalmente a Counterstrike. Per “professionalmente” si intende che vuole giocare professionalmente, non che voglia fare qualcosa di produttivo tipo un mod.

Adesso, quindi, Sophie gioca col clan Pink Zinic e, come secondo lavoro, fa la modella (“per un amico”, dice lei, il che suona abbastanza ambiguo).
Qui trovate un’intervista alla giovane giocatrice, che spiega come la sua famiglia supporti la sua scelta e come fra un paio d’anni vorrebbe fare un bambino e vivere in una grande casa in periferia (Facepalm! Facepalm!).

Premesso che è comunque meglio sognare una carriera in Counterstrike che voler fare la velina, ma… whaddafuck? Su quale pianeta non finire il liceo per giocare a Counterstrike è considerata una buona idea?
Di recente un altro idiota aveva lasciato la scuola per dedicarsi a Guitar Hero a tempo pieno. E per chiudere, non posso che citare il poeta: sui giovani d’oggi ci scatarro su.