
La mole di EPIC WIN contenuta in quest'oggetto è difficilmente quantificabile
Dal titolo del post e dall’ epica immagine riportata a fianco dovreste aver già capito tutto: un’ elegante e sobria cornice nera racchiude un display animato che mostra una partita al classicissimo Pong, il cui punteggio rappresenta l’ora. Semplice e awesome. Il pong-orologio è distibuito dalla statunitense Adafruit e viene venduto alla cifra, tutto sommato affrontabile, di 80 dollarozzi.
Se presi da un compresibile entusiasmo state già mettendo mano al portafogli, sappiate però che la maraviglia è venduta solo in kit, ergo c’è da sbattersi un pò con saldatori & affini prima di poterla esporre con fierezza in camera da letto. Il produttore dell’orologio, così come l’autore del post, non si assumono nessuna responsibilità per la crisi coniugale/divorzio/dramma familiare che farà verosimilmente seguito.
Negli ultimi giorni Single Player Coop si sta concentrando sempre più sulle notizie idiote. La perla di oggi riguarda Jimmy Peterford, un ragazzino che predisse l’uscita di Super Mario Galaxy in una lettera scritta nel 1991 alla rivista Nintendo Power. La profezia si sarebbe avverata più di quindici anni dopo! OMFG! Nella lettera viene anche descritto il futuristico hardware su cui Mario Galaxy girerà. La console dei sogni di Jimmy avrebbe avuto 512 bit, 28 milioni di colori, un pad con 27 bottoni, una band in miniatura dentro la console capace di suonare qualsiasi canzone (eh?), un chip esterno per creare i propri giochi, e sarebbe costata 259 dollari.
Dunque, vediamo quante di queste previsioni si sono avverate: Leggi il resto »

Non ho rapporti sessuali dal 1967
Thomas Yates Benyon, che già dal nome evoca immagini di parrucconi incipriati con la puzza sotto il naso, è un politico conservatore inglese. Oltre a questo onore, Benyon può anche fregiarsi di essere un rappresentante laico per la Chiesa Anglicana nella diocesi di Oxford. Infine, Benyon è uno che odia i videogiochi.
Ma il simpatico Thomas Yates non li odia coi modi di un Jack Thompson o di un qualche psicologo intervistato dal TG2. No. Qui siamo di fronte a un distillato di pura scandalizzata indignazione britannica vecchia scuola. Ed è anche una dichiarazione eccezionalmente delirante. Durante un’intervento al sinodo, due giorni fa, Benyon ha detto: Leggi il resto »

E voi che vi sentivate scemi a fare mossette con la chitarra di Rock Band...
Rhyme Player sembra essere la risposta di Konami a un problema fondamentale: come fare apparire ancora più idioti i giocatori di music games e di giochi per iPhone? Ecco a voi Rhyme Player, un gioco in cui toccare e sfregare lo schermo a ritmo delle parole che scorrono. Detto così sembra un karaoke per sordi, e probabilmente il gioco vero e proprio sarà ancora peggiore di questo riassunto. A fare da spina dorsale a questo concept geniale, che secondo Konami unirà testi e ritmo (eh?), saranno cinque brani inclusi nel gioco (in vendita sull’App Store a 1.99$): Poison di Bell Biv DeVoe; First Time di Lifehouse; ABC dei The Jackson 5; Show Me di The Cover Girls; e Just Dance di Lady Gaga.
C’è qualcosa di profondamente triste nella strada intrapresa dai giochi musicali. Sembra che tutti abbiano ormai rinunciato all’idea di un gioco musicale che provi ad essere creativo e che permetta davvero di giocare con la musica. Quei pochi che ci tentano (come Beaterator) vengono – giustamente? – accusati di essere troppo complessi. È pigrizia mentale degli sviluppatori o è davvero impossibile creare un gioco non troppo complicato e che sia capace di trasmettere anche solo parzialmente le sensazioni date dalla creazione musicale?
Ma soprattutto: Lady Gaga? LADY GAGA? WTF?
Oggi come oggi se non sei in Google Street View non sei nessuno. Certo, magari avrei preferito non essere immortalato durante una pausa sigaretta in ufficio, ma poco importa. Adesso posso aggiungere +5 alla voce Nerd.


Attenzione: dietro innocenti chiacchere potrebbe celarsi un molestatore sessuale!
Che Playstation Home sia un servizio ai limiti con la decenza è ormai un dato di fatto. In realtà, personalmente posso solo supporre un tale obbrobrio: da quanto ne ho sentito parlare male in giro non mi è nemmeno mai balenata per la testa l’idea di poterlo installare sulla mia cara PS3. Da oggi, però, gli utenti di Home dovranno stare attenti non solo a improvvisi e potenzialmente mortali attacchi di noia, ma anche a guardarsi le spalle da temibili molestatori sessuali. Si, avete letto bene. Leggi il resto »

Ehi, Luke, vieni a sederti sulle mie ginocchia!
Il professor Layton, diciamocelo, è insopportabile: è un uomo saccente, condiscendente e va in giro con un ragazzino di una decina d’anni di cui non è padre né parente. Ora, il fatto che nella mia mente la figura del professore si sovrapponga al personaggio di Humbert in Lolita è estremamente ributtante (e dimostra anche che sono un intellettuale wannabe da due soldi). Tuttavia lo stile grafico dei giochi del Professor Layton è geniale, un incontro fra Tin Tin e Miyazaki. Vorrei poter dire che non ho alcun interesse per l’action figure (ovvero “pupazzetto”) del professor Layton. Però guardate che accessori, guardate le diverse facce, guardate le posizioni che il buon prof può assumere (impagabile la “ho risolto l’indovinello, e non grazie a te, imbecille”). Il pupazzetto costa l’equivalente di 26 dollari ed è prodotto dall’azienda giapponese Revoltech, che dovrebbe poter contare su una buona rete distributiva in Occidente. Probabile, quindi, che possiate trovarlo nel vostro negozio da nerd – online o offline – preferito.
(via Kotaku)
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I caricabatterie (ben quattro) non sono mostrati per decenza
Come forse già sapete, di mestiere faccio il ricercatore e di conseguenza mi capita molto spesso di viaggiare per lavoro. Meno male, aggiungo, perchè se dovessi stare in ufficio cinque giorni su sette per otto ore al giorno sarei già diventato un piccolo emulo di Dexter Morgan. Nell’immagine riportata sopra, autentico incubo di ogni fidanzata (tranne la mia, tiè!) e sogno bagnato di psicologi e assistenti sociali, possiamo rimirare il mio personalissimo & irrinuciabile setup da viaggio: PSP e DS in teoria sarebbero intercambiabili, nella pratica accade che spesso li porto dietro entrambi. Non sia mai che mi venga voglia di una partita a Super Stardust Portable tra un’ udienza di Phoenix Wright ed una mappa ad Advance Wars. Leggi il resto »
Se siete ormai stremati dal ventesimo tentativo consecutivo di completare una a caso tra le arcigne campagne di Left 4 Dead 2, cosa c’è di più rinvigorente di una bella sfornata di sani biscotti fatti in casa? Praticamente nulla, soprattutto se i biscotti in questione sono perfettamente “a tema“.
Non manca nessuno all’appello: dai nuovi Spitter e Charger, fino alle vecchie conoscenze Boomer e Smoker, ciascuno special ha trovato la sua corrispondenza glassata. Io prendo il Tank, grazie.