Secondo me qualche differenza c'è

Come forse alcuni di voi sapranno, il sistema di classificazione del software attualmente presente in Australia non prevede rating equivalenti all’ “Adults Only 18+” ammerigano (ESRB)  o se preferite al 18+ europeo (PEGI). Il triste risultato è che titoli come Left 4 Dead 2 oppure il recente Aliens Vs. Predator, giusto per fare due esempi, non sono/saranno distribuiti sul suolo canguroso. Leggi il resto »

Left4Dead Boomer

Pierre dopo un'ora senza paglie.

Fin dall’ uscita del primo episodio, una delle carattistiche maggiormente esaltate di Left 4 Dead è stata l’inclusione del famigerato AI Director, un brillante espediente ludico attraverso il quale il gameplay del gioco si sviluppa passo per passo sulla base della performance dei giocatori. Ora, al di là del fatto che nel mio dizionario “si sviluppa passo per passo” non è sinonimo di “cuneo anale spinato non lubrificato”, i picchi di difficoltà del gioco non rapprensenterebbero neppure un problema così grande, se l’intera struttura del titolo (ma visto il sequel diciamo pure della serie) poggiasse su soluzioni leggermente meno anacronistiche. Leggi il resto »

Se siete ormai stremati dal ventesimo tentativo consecutivo di completare una a caso tra le arcigne campagne di Left 4 Dead 2, cosa c’è di più rinvigorente di una bella sfornata di sani biscotti fatti in casa? Praticamente nulla, soprattutto se i biscotti in questione sono perfettamente “a tema“.

Non manca nessuno all’appello: dai nuovi Spitter e Charger, fino alle vecchie conoscenze Boomer e Smoker, ciascuno special ha trovato la sua corrispondenza glassata. Io prendo il Tank, grazie.

Date le giuste circostanze, un nerd sarà capace di creare un gioco di carte collezionabili su qualsiasi tema o ambientazione. Andre “Fengol” Odendaal, oltre ad avere un nome buffo, è anche il creatore del gioco di carte di Left 4 Dead. Se pensavate che un adrenalinico shooter cogli zombie non fosse il materiale più adatto allo scoppiettante ritmo delle partite di carte alla Magic, evidentemente non siete abbastanza nerd.


Dal sito di L4D: The Card Game potete scaricare le carte da stampare e le regole. Se volete una traduzione delle regole in italiano scrivete un commento e, se ci sarà interesse, aggiornerò il post con le informazioni. Il gioco sembra abbastanza curato graficamente e in sintonia col gioco originale. Si gioca in tre, quattro o cinque giocatori e le partite durano fra i 30 e i 45 minuti. L4D: The Card Game ha riscosso buon successo, vincendo il primo posto alla Game.Dev Competition 22.
Se qualcuno vuole sacrificare la cartuccia della propria stampante e ha a disposizione abbastanza amici nerdici per provarlo, ci faccia sapere se il gioco merita o meno.

Nel giorno d’esordio di Left 4 Dead 2 devo confessare di essere in piena ossessione per gli zombie. Sarà il solito tocco magico di Valve, ma Left 4 Dead mi sembra la più interessante trasposizione sotto forma di videogioco dell’apocalisse zombesca mai creata. Con tutto il rispetto per Resident Evil e relativi cloni, non mi sembra che i videogiochi, prima di Left 4 Dead, siano riusciti a descrivere davvero accuratamente la zombie apocalypse che, come sappiamo, prima o poi metterà fine all’umanità.

Nel descrivere l’avvento dell’era degli zombie è sempre importante essere realistici. In Left 4 Dead i quattro protagonisti stanno sempre uniti, nessuno cammina all’indietro in corridoi bui, gli zombie non si beccano venticinque proiettili a testa prima di morire (definitivamente) e le tattiche di controllo delle folle sono fondamentali.


L’equivalente cinematografico di Left 4 Dead è Zombieland. Concepito come una sorta di Shaun of the Dead in chiave americana, Zombieland vede il sempre superlativo Woody Harrelson e il nerd Jesse Eisenberg farsi largo a colpi di oggetti contundenti in una società distrutta dagli zombie. La trama è piacevole e non del tutto idiota, e il tono è scanzonato, esagerato e per nulla drammatico. Eppure Zombieland, con le liste di regole per la sopravvivenza che il protagonista segue durante il film, ha quella coerenza che dà un surplus di credibilità al film. Probabilmente perché il protagonista è un nerd ed ha già imparato da innumerevoli film quali errori non fare.

A giudicare dal demo di Left 4 Dead 2, in Valve hanno visto e apprezzato Zombieland. O forse è una di quelle coincidenze per cui due opere uscite più o meno nello stesso periodo appaiono simili senza che i creatori abbiano interagito fra loro. Fatto sta che il gioco appare più simile al caciarone Zombieland che alle opere seriose e politiche di Romero.


Quindi, quando giocherete a Left 4 Dead 2, ricordate le regole principali: restare uniti, non avere pietà, accertarsi che lo zombie non si rialzi e, soprattutto, attenzione ai bagni. Se volete saperne di più sulle regole per sopravvivere in caso di crollo della civiltà per mano degli zombie date un’occhiata a questo articolo (attenzione: l’articolo contiene spoiler su Zombieland).
E buona caccia.