ovvero: se non si fosse ancora capito, Little Big Planet ci piace di brutto.
Prosegue a ritmi sostenuti il rilascio di nuovo materiale per Little Big Planet: trascorso pochissimo tempo dal rilascio della superba edizione PSP, è prevista per settimana prossima (22 dicembre per la precisione) la release di nuovo materiale per la versione PS3. L’espansione sarà dedicata interamente alla celebre serie Disney “Pirates Of The Caribbean” e comprenderà 5 livelli nuovi di pacca, 11 trofei, tonnellate di adesivi/oggetti e, soprattutto, materiale per il level editor tra cui spicca la possibilità di aggiungere l’acqua ai livelli creati dall’utenza.
Inutile sottolineare come l’introduzione di una simile feature avrà un impatto significativo sulla qualità e varietà delle situazioni di gioco realizzabili. Ah, dimenticavo: nel caso vi stiate chiedendo se i Sackboy saranno in grado di respirare sott’acqua, la risposta è si, per un periodo limitato a 30 secondi.
Personalmente non ho mai apprezzato più di tanto la serie dei Pirati dei Caraibi: ho visto giusto il primo episodio ed al di là dell’aspetto visivo sicuramente di prim’ordine non ho notato particolari qualità tali da giustificarne il successo planetario. Nonostante questo, il materiale offerto dall’espansione sembra davvero succoso e, complice il prezzo decisamente popolare (a 5,99 € è praticamente regalato), penso proprio che lo acquisterò.
Le colonne sonore non originali sono considerate un po’ come un trucco. Usare canzoni preesistenti per un film o un gioco viene considerato da alcuni puristi come un elemento che potenzialmente può distrarre dall’opera. Visto che a noi i puristi fanno schifo, però, posso tranquillamente confessare che amo le colonne sonore non originali.
Creare compilation è un’arte. Che si tratti di una cassettina regalata alla ragazzina che ti piaceva alle medie (chi è sotto la fascia di età 25-30 non sa di cosa sto parlando), o di un CD, o di una playlist di MP3, scegliere una serie di canzoni richiede attenzione, gusto e fantasia. E una canzone presa da sola è diversa rispetto a una canzone messa vicino ad altre quindici. A volte una compilation è più della somma delle canzoni che la compongono.
La colonna sonora di Little Big Planet PSP è uno di questi piccoli gioielli di stile. È davvero un peccato che in pochi abbiano notato e apprezzato lo splendido mix di world music e indie del gioco di Studio Cambridge. Si tratta perlopiù di gruppi e artisti sconosciuti – con qualche eccezione -, ma i brani sono tutti notevolissimi, e hanno il raro pregio di funzionare sia nel contesto del gioco sia ad un ascolto dedicato. Se siete curiosi potete dare un’occhiata ai video di SheepLord su Youtube, che ha postato sia canzoni della colonna sonora originale composta da Jim Fowler sia brani della colonna sonora su licenza. Oppure, per chi può usare Spotify, ecco la playlist di LBP PSP compilata dal sottoscritto.
Di seguito la lista dei brani:
Kobana by Ali Hassan Kuban Pele by Arakatuba & Ballistic Brothers Bossa Na Praia (Beach Samba) by Astrud Gilberto Marcia Foi Pro Samba by Bazeado Space Journey by Coldcut Talkative Didge by David Hudson Toy and 61 Festival by Hedgehog In This City by Iglu and Hartly Feel Am by Lindstrøm & Prins Thomas Neopolitan Dreams by Lisa Mitchell The Planet Plan by United Future Organisation Kargashai by Mamer Shanghai Blues by Wu Man Peace Pipe by Nickodemus 2 Sips & Magic by Nickodemus (feat. the New York Gypsy Allstars) Isis Unveiled by Phil Thornton & Hossam Ramzy Hoy Tenemos (Boys from Brazil Remix) by Sidestepper Glockenpop by Spiderbait On Time by Stereo de Luxe Bouchez by Stereo de Luxe Bombora by The Atlantics Voodoo Juju by The Voodoo Trombone Quartet The Good Life by The Week That Was Satyam Shivam Sundaram by Thievery Corporation
Recentemente si è diffuso il rumor che vorrebbe il celebre produttore di periferiche Logitech alle prese con lo sviluppo di un curioso add-onper PSP Go, l’ultimo discusso portatile di casa Sony. Curioso perchè si dovrebbe trattare nientemeno che di un lettore UMD esterno da collegare alla Go, in modo da poter usufruire di tutti i titoli su supporto fisico onestamente acquistati nel tempo. Se ci pensate, è un pò come se uscisse un lettore CD da collegare all’iPod. Ehm.
Se messa accanto alle altre, tristi vicende che hanno già tartassato l’esistenza di PSP Go (boicottaggi da parte di grosse catene di elettronica, polemiche riguardo all’impossibilità di usufruire del proprio catalogo di UMD, polemiche riguardo al prezzo della console, polemiche riguardo al prezzo dei titoli scaricabili dal PSN, polemiche riguardo alla tonalità di blu utilizzata per la scatola, etc.) la notizia in questione comunque non sorprende e non fa altro che confermare il brutto stato di salute in cui già versa il nuovo portatile Sony.
Per quanto mi riguarda, PSP Go è un ottimo prodotto ed al tempo stesso una sfida interessante, un portatile avveniristico lanciato forse nel momento sbagliato: per quanto ci sembri sempre più la norma, il DLC è ancora agli albori e ci vorrà del tempo prima che si possa diffondere a livello di massa trovando la complicità del pubblico e soprattutto della grossa distribuzione. Il primo passo, obbligatorio a dir poco, dovrebbe risiedere nella drastica diminuzione del prezzo dei titoli scaricati dal PSN (e magari il completamento del catalogo stesso, visto che molti titoli non sono al momento nemmeno presenti sullo store). E’ infatti paradossale come un qualsiasi titolo, prendiamo per esempio lo splendido Little Big Planet PSP, costi significativamente di più sul PSN rispetto a determinati canali tradizionali (negozi online in primis) quando si ha in meno l’assenza di un supporto fisico e l’impossibilità di rivendere eventualmente il gioco acquistato.
L’impressione è che, per il momento, il discorso DLC su PSP sia indirizzato perlopiù ad un pubblico fin troppo settario e smaliziato: esteti del download contenti di spendere qualche euro in più pur di non trovarsi il salotto/camera pieno di scatole ormai anacronistiche e per supportare, non senza una punta di romanticismo, il mercato del futuro. Un pò poco però, se l’obiettivo di Sony è il mercato di oggi.
Al contrario di quanto insinuato da alcuni in precedenza, Barack Obama non odia i videogiochi. Anzi. Nonostante in passato avesse invitato i ragazzini a “spegnere l’Xbox“, Obama è il primo presidente ad aver approvato un’iniziativa per l’uso dei videogiochi in senso educativo.
L’occasione è stata data dal programma STEM, che ha lo scopo di migliorare la qualità dell’educazione nelle materie scientifiche e matematiche. Obama sta tentando di rilanciare l’interesse per la scienza nelle fasce di popolazione più giovani e, assieme ad altre iniziative (una collaborazione con i Muppets, un programma scientifico senza pubblicità su Discovery Channel etc.), il governo americano supporterà anche un programma che spiegherà concetti matematici e di logica utilizzando Little Big Planet.
L’iniziativa, chiamata Game Changers, è sponsorizzata dalla MacArthur Foundation e da Sony. L’azienda giapponese donerà 1000 PS3 e altrettante copie di Little Big Planet a biblioteche e associazioni di quartiere. I partecipanti al programma saranno in competizione in un concorso per creare livelli ispirati a concetti o teorie scientifiche e matematiche. I vincitori della competizione verranno annunciati in primavera e i loro livelli verranno resi disponibili al pubblico.
L’ESA (Entertainment Software Association) ha dichiarato il giorno della presentazione di questa iniziativa “un grande, grande giorno per l’industria dei videogiochi” e anche il presidente di Sony Computer Entertainment America, il sempre sudato Jack Tretton, si è detto felice e ha blaterato di “momento storico” e blablabla. Adesso aspettiamo tutti con trepidazione il costume di Barack Obama, con tanto di orecchie a sventola, su Little Big Planet.
Diciamoci la verità: la PSP è una console con dei problemi. Se all’inizio il suo status di PlayStation 2 portatile poteva anche andare bene, adesso PSP si trova a dover convincere chi vuole i grossi progetti su una console portatile e chi vuole i minigiochi alla iPhone. Rispetto al DS, che per qualche ragione gode di rispetto illimitato nonostante sia il regno di remake di noiosi JRPG, l’impressione è che PSP debba giustificare la sua stessa esistenza.Little Big Planet PSP è abbastanza per giustificare l’acquisto di una console. Sapete come la penso su Little Big Planet (probabilmente il mio gioco preferito in assoluto). Ma questa versione portatile mi sembra comunque una delle riedizioni portatili di un gioco per console da casa più ambiziose e convincenti che abbia mai visto. Oltre ad avere una cinquantina di nuovi livelli, Little Big Planet ha lo stesso sistema di simulazione della fisica, lo stesso editor e la stessa possibilità di giocare i livelli degli utenti.Certo, manca il multiplayer. Ma, sinceramente, io non ho mai usato il multiplayer in una console portatile e non credo di essere il solo. La cosa importante è che il level design di questo episodio per PSP di Studio Cambridge è allo stesso livello stellare di quello di Media Molecule su PS3. I livelli sono complessi, ingegnosi e variegati. Muovere sackboy è un piacere e l’interazione con l’ambiente è tattile come sempre. Ogni livello giocato è una costante raffica di idee: ogni possibilità data dall’editor viene sfruttata in decine di maniere, tanto che ci si chiede cosa potranno fare di nuovo i livelli degli utenti. Little Big Planet è, alla base, un platform con elementi puzzle e d’avventura e, a parte l’editor e i livelli degli utenti, il più grande successo della serie rimane l’aver proposto le più interessanti innovazioni al platform 2D dai tempi di Yoshi’s Island. Anche più di Locoroco e Patapon, Little Big Planet è la killer application di PSP. Troppo tardi?
A me l’idea stessa del motion control non convince molto. Non che sia contro il concetto in sé, è che non ne sento il bisogno. Almeno finché non ho visto il video qui di seguito. Manco a dirlo, si tratta di Little Big Planet. Il video, mostrato al Tokyo Game Show, mostra come verrà supportato il PS3 Wand (o come diavolo si chiamerà) in Little Big Planet. Ed è geniale. L’introduzione di un materiale manipolabile con il Wand è una di quelle idee semplici e ficcanti tipiche di Media Molecule. E per la prima volta, il motion control mi sembra un’ottima idea…
Giovedì escono costumi e sticker per Little Big Planet (ancora una volta niente livelli di Media Molecule, maledizione) ispirati a ICO e Shadow of the Colossus. Queste sono le tipiche situazioni che dimostrano quanto sono subdoli i contenuti scaricabili a pagamento. Quello che intendo è che anche se ogni costume costasse dieci euro, io quelli di ICO e SotC li comprerei lo stesso. Sono il sogno di un reparto marketing…