Ho ancora la faccia come il culo.

Secondo Business Week, Electronic Arts ha messo in pratica da qualche mese una strategia chiamata “Project Ten Dollar“. Questo progetto fa parte di una serie di iniziative con lo scopo di combattere il mercato dell’usato e dare un po’ di sollievo finanziario ad EA. Project Ten Dollar, approvato dal superboss di EA John Riccitiello lo scorso autunno, consiste nel fornire gratuitamente a chi acquista un gioco nuovo vari DLC e pezzi di gioco opzionali gratuitamente. Chi compra il gioco usato, invece, può acquistare questi DLC a un prezzo di circa dieci dollari.

La strategia sembra sia stata già messa in pratica con alcuni DLC per Dragon Age: Origins, Mass Effect 2 e The Saboteur. Nel primo caso si trattava della mini espansione The Stone Prisoner, che dava un nuovo membro del party e oggetti e quest opzionali. In Mass Effect 2 è il Cerberus Network, una sorta di portale in-game che comunica informazioni e messaggi. In The Saboteur, invece, vengono fornite gratuitamente le tette delle spogliarelliste.

A parte che il nome Project Ten Dollar sembra figo ed è invece una strategia di marketing in fondo abbastanza semplice, l’idea sembra interessante. Dopo un periodo, qualche anno fa, in cui le grandi software house si ingegnavano per trovare il modo di attaccare a colpi di cause legali le catene dell’usato, sembra che finalmente ci sia una tattica che dà un incentivo, invece che sguinzagliare avvocati. Si tratta anche dell’ennesimo tentativo di imporre la logica del “non stai comprando un film-album-gioco; stai comprando la licenza di usare il film-album-gioco”. Ovvero: “non sei padrone di ciò che stai comprando”. Ma del resto le software house sono lì per fare soldi, e il mercato dell’usato non porta una lira a chi i giochi li fa.

Riassunto del post: il gioco pare bello tanto quanto è brutta la cover-art

Con chi scrive, Mass Effect 2 ha vinto ben prima dei titoli di coda, se non altro perchè ancora non ci sono arrivato. Anzi, a dirla tutta, praticamente non ci ho giocato: ho giusto speso un paio d’ore (abbondanti) tra prologo, cazzeggi vari  sulla rediviva Normandy e prima missione vera e propria. Nonostante l’oggettiva scarsità di tempo dedicatogli, posso già ritenermi per buona parte soddisfatto dell’ultimo titolo Bioware. Il motivo è semplice: è un sequel che letteralmente trasuda fiumi di buona volontà da ogni pixel. Leggi il resto »