Ed ecco un’altra puntata di Ringcast. Con ospite il chiacchierone Paolo Ceccotti, si trattano le più spinose questioni morali del videogioco odierno, dall’affaire No Russian, passando per l’ipotesi di un PSN a pagamento, fino alle implicazioni del rapporto fra Barbie e i cavalli.

Esordisce anche il degno sostituto dell’armonica di Gatsu, infinitamente più fastidioso della stessa armonica. Come sempre, non può mancare una panoramica sulla caterva di giochi che abbiamo provato: Assassin’s Creed 2, Brutal Legend, New Super Mario Wii, Little Big Planet PSP (per legge non può esistere una puntata di Ringcast in cui non si parla di Little Big Planet) e tanti, tanti, tanti altri.

Questo episodio di Ringcast è anche il primo ad essere rilasciato su Parliamo di Videogiochi. Ma di questo parleremo meglio in futuro.

Potete scaricare il podcast da iTunes o in MP3

Ringcast è il podcast sui videogiochi condotto da Tommaso “Gatsu” De Benetti, dal sottoscritto Ferruccio Cinquemani e dal Dr. Vitoiuvara. Per chi non lo sapesse: un podcast è un programma radio in forma di mp3.



È online la nuova puntata di A Life Well Wasted, il podcast (o, come lo chiama l’autore, l’Internet radio show) di Robert Ashley. A Life Well Wasted è diverso da tutti gli altri podcast sui videogiochi. Innanzitutto, non riguarda l’attualità del mondo dei videogiochi, ma racconta storie che in qualche modo hanno a che fare coi videogiochi.

Il tema di questo episodio è “Help“. Nella prima storia si parla del gioco più noioso di sempre, Desert Bus, e del modo in cui è stato utilizzato per una maratona di beneficienza. Spaventoso ma interessante. La seconda storia riguarda un videogiocatore che ha deciso di smettere totalmente di giocare per un anno e di documentare l’impresa. L’ultima parte è un’intervista al più grande creatore di flipper della storia.

Come sempre, A Life Well Wasted è un concentrato di qualità. Editato e rifinito come nessun altro podcast, profondo e interessante. Peccato ne esca un episodio ogni era geologica, ma ogni volta l’attesa viene ripagata. Potete scaricare l’episodio dal sito ufficiale di A Life Well Wasted. Avvertenza: è richiesto un buon livello di comprensione dell’inglese per capire il podcast. L’immagine che vedete all’inizio del post è l’immagine promozionale per questo episodio che, volendo, potete comprare come poster sul sito.


Dopo una lunga attesa e quarantasei Extra, arriva online il nuovo episodio di Ringcast. In questa puntata del glorioso rocktober 2009 si affrontano temi scottanti, fra cui i seri problemi dell’alcoolismo (di Gatsu e dei tedeschi all’Oktober Fest)
, il dilemma dell’aggiornamento della Finanza (non nel senso dei soldi ma degli omini in divisa), ma soprattutto si dicono tantissime minchiate sui videogiochi. Una cornucopia, un florilegio, un turbinìo di videogiochi. Non manca nessuno: Batman, i Beatles, Mario e Luigi… E ancora Borderlands, Uncharted 2, Wet, Forza Motorsport 3, Halo ODST, Scribblenauts, Dirt 2 e tanti, troppi altri. Non possono infine mancare le simpatiche rubriche fisse fra cui Giochi Assai Deprecabili e la magnifica posta degli ascoltatori.

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È online il nuovo episodio di Ringcast. In questa puntata i prodi Ferruccio, Gatsu e Vitoiuvara festeggiano il trentesimo episodio commentando ribassi di prezzo, console dimagrite e console che fanno le preziose, giochi che si fanno pagare quanto volete voi per arrivare infine a discutere su quanto sia sensato boicottare Orson Scott Card e i mormoni.

In più: discussioni su più giochi di quanto possiate sopportare (da Wii Sport Resort, a Fat Princess passando per Shadow Complex e per un’altra mezza dozzina di titoli), un quintale di lettere dei lettori, canzoni cantate male e un’abbuffata di Giulia Passione.

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Segnalazione in leggero ritardo. Ad ogni modo: è disponibile in download
Ringcast Extra 4, spin-off di Ringcast (il miglior podcast di videogiochi disponibile nei mari dell’interwebs). Questa puntata speciale è nata dall’idea di Gatsu: “cosa succederebbe se invitassimo tre ascoltatori e li insultassimo per un’ora e mezza?”. Da questa intuizione geniale nasce un episodio soprendentemente sotto le sei ore, in cui i bulli diventano bullati, i bullati rimangono nerd, e i nerd come al solito parlano male del Wii.

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Prima del ritiro estivo, ecco pronto l’episodio 29 di RingCast. Perfetto per far colpo sulle donne in spiaggia, perfetto come abbronzante e perfetto per smerdare Micheal Bay.

Un minutaggio esagerato, ben due competition, l’esordio di una nuova rubrica (Giochi Assai Deprecabili) e un ospite speciale, Cego aka Mr. Pecora. In questa puntata parliamo di Monkey Island (entrambi), Battlefield (entrambi), Peter Moore e le recensioni, la fatica dei giochi motion sensor e di Bioware sulla strada della non violenza.

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A un anno dall’esordio della formula
a trois arriva il ventottesimo episodio di Ringcast. Un episodio tutto basato sui giochi, da Infamous a Prototype, da Ghostbusters a Red Faction, fino ai soliti inutili giochi per iPhone che tanto piacciono a Gatsu. Più di due ore di frizzi lazzi e sollazzi videogiocosi senza sosta.

Una puntata tutta sesso, droga e rock’n'roll (a parte il sesso), con una memorabile esibizione voce e chitarra del sottoscritto, l’insopportabile armonica di Gatsu e un Dr. Vitoiuvara in piena esaltazione laziale.

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La quantità di podcast che ascolto è preoccupante. Non solo ascolto un’infinità di podcast su vari argomenti, ma soltanto di videogiochi ne seguo regolarmente almeno quattro (e ne faccio uno). Di solito i podcast di videogiochi si assomigliano un po’ tutti: sono delle riviste in forma audio. Non che non ci sia una differenza enorme fra Listen Up e Giant Bombcast, ma il formato è più o meno lo stesso.


Di A Life Well Wasted avevo sentito parlare moltissimo. Un paio di giorni fa, quindi, ho scaricato le cinque puntate disponibili e le ho messe nel lettore MP3. Ho finito per ascoltarle tutte di fila. ALWW è un podcast prodotto e montato con una tale cura da non sfigurare se confrontato col podcast migliore mai prodotto, This American Life.


I temi sono ampi come “Perchè giochiamo” o specifici come “La chiusura di EGM”, ma riescono in ogni caso ad essere significativi. Forse per il fatto che non si parla in senso “commerciale”, sembra che ogni singola frase pronunciata nel podcast sia lì per una ragione, quasi nel senso letterario dell’espressione. Robert Ashley è riuscito a fare un podcast sui videogiochi che non tratta di videogiochi appena usciti, non tratta di videogiochi specifici, ma riesce ad essere uno show umano e allo stesso tempo rappresentativo di quella che si potrebbe chiamare “cultura nerd” :)


Proprio come avviene in This American Life, Ashley riesce a tirar fuori delle storie interessanti da ciascuna persona che intervista, e a mostrare il lato più umano di queste persone. Per quanto siano interessanti gli ospiti che parlano del videogioco che hanno appena prodotto o le discussioni su “che gioco sto giocando”, di programmi come A Life Well Wasted non ce n’è mai abbastanza.