
La ricercatezza estetica di Monkey Island 2 ha conosciuto negli anni ben pochi eguali
L’ottimo successo riscosso l’anno scorso dal remake di The Secret of Monkey Island ha ricordato al mondo dei videogiochi come le avventure punta e clicca siano tutt’altro che morte e sepolte, che il più celebre esponente di suddetto genere rimane, a 19 anni dall’uscita, un gioco da 11/10 e che tutto sommato il mondo può ancora essere un bel posto.
In virtù del riscontro ottenuto, non stupisce come negli ultimi mesi abbiano iniziato a circolare voci sempre più insistenti riguardo alla pubblicazione del remake del seguito di TSOMI, quel Le Chuck’s Revenge da molti (tra i quali chi scrive) ritenuto il climax qualitativo della serie e uno dei più bei Videogiochi di sempre. Leggi il resto »

La Svezia si conferma terra di sviluppatori dalle sfere d'acciaio
Ci sono giochi che stimolano la fantasia e altri che richiedono la flessibilità mentale di un leghista. Niente di male nel fare giochi lineari, per carità. Però c’è un senso di rivelazione divina quando si trova un gioco in cui anche le idee più bizzarre funzionano. Red Faction Guerrilla aveva parecchi di questi momenti, solo che sommergeva tutto in un marrone squallore grafico, in una difficoltà calibrata a membro canino e controlli zoppi.
Il demo di Just Cause 2 sembra tutto quello che Red Faction voleva, doveva e poteva essere. Solo realizzato meglio e più divertente. Immaginate il più classico action-sparacchino in terza persona, aggiungete un rampino che si può attaccare ovunque, un paracadute e un sistema di progresso basato sul grado di caos generato. Il risultato è il sogno di un bambino che ama rompere i propri giocattoli, il gioco ideale per chi passa ore a cazzeggiare su GTA, l’apoteosi del videogioco libero, scemo e creativo. Leggi il resto »

Sì, qualcuno ha creato a mano le bambole che si vedono nel gioco
Se c’è una cosa che il videogioco giapponese riesce ancora a fare meglio di quello occidentale è la profondità. Non nel senso di storie profonde (ahahah), ma nel senso di meccaniche complesse e stratificate. Street Fighter 4 è un esempio perfetto, con le sue tecniche avanzate, avanzatissime e autistiche. Bayonetta, di cui prima o poi smetterò di parlare, è un altro di quei giochi che dopo trenta ore continuano a svelare tecniche e sbloccare mosse che non sapevi esistessero. Ognuno di questi dettagli, fra l’altro, apre a nuovi modi di giocare.
Un esempio concreto di cosa significhi tutto ciò lo potete vedere nel video di presentazione della guida ufficiale di Bayonetta. Leggi il resto »
Il rapporto d’amore fra videogiochi e forze armate sta diventando abbastanza rivoltante. L’immagine che vedete in questo post, però, spinge l’incestuosità esercito-videogioco a livelli inediti. Recentemente l’esercito francese ha lanciato una campagna dallo slogan “devenez vous-même.com“, che si potrebbe tradurre “diventa te stesso” (eviterò di fare battute sull’esercito che fa il lavaggio del cervello). Come potete vedere dal sito, la campagna si basa su un’estetica molto videogiocosa, coi volti dei vari soldati che sembrano l’interfaccia di Rainbow Six.
Electronic Arts, per la campagna pubblicitaria di Battlefield: Bad Company 2, ha fatto una parodia dello slogan dell’esercito francese mettendo nei propri cartelloni la frase devenez plus que vous-même.com (“diventa più di te stesso.com”). È uno di quei corto circuiti culturali che se William Gibson lo viene a sapere ci scrive su un libro: l’esercito imita i videogiochi con frasi ad effetto e un videogioco di guerra imita la campagna pubblicitaria dell’esercito.
Il generale francese che gestisce la campagna, Philippe Pontiès, si è un po’ incazzato. Leggi il resto »
Ieri, l’apocalisse. L’orologio interno di molti modelli di PS3 fat, per qualche non meglio specificata ragione, decide che esiste un 29 Febbraio 2010. Siccome il collegamento a PSN e il sistema delle autorizzazione di giochi, trofei e DLC si basano anche sui dati temporali, il paradosso del 29 Febbraio 2010 manda in pappa il cervello di PS3. Come i robot dei film di fantascienza anni ‘50, ieri milioni di PS3 hanno esclamato all’unisono “Attention! Attention! Internal error!“. Dopodiché hanno tentato di uccidere i padroni umani (drammatizzazione).
Pensate cosa significa, per un nerd, non potere giocare con una console per un giorno intero. Leggi il resto »

Per arrivare a questa scena ci sono voluti circa 40 minuti
Ultimamente su Single Player Co-op ci piace spoilerare. Se non avete ancora giocato la prima oretta di Heavy Rain, saltate senza pietà l’ultimo capoverso del post.
Heavy Rain è forse il primo gioco della storia che è riuscito a spazientirmi ben prima di cominciarlo. Ieri sera torno a casa con il mio bel sacchetto contenente il copioso esborso, scarto la (stupenda) confezione e già parte la prima bestemmia: della colonna sonora descritta sulla confezione non vi è traccia. Un manualetto stampato in cartoncino (bah), il foglio con cui costruirsi il proprio origami insanguinato e un codice per scaricare materiale dal PSN (un tema per XMB e il primo episodio-prequel). Della (presumo ottima) colonna sonora, peraltro rimaneggiata in versione orchestrale, nessuna traccia. Leggi il resto »
Disclaimer: il post che segue contiene leggeri spoiler sull’espansione di Resident Evil 5 “Lost in nightmares”. Vi abbiamo avvertiti.

Personalmente reputo Resident Evil 5 un prodotto più che buono: vecchio e goffo quanto si vuole, ma altrettanto ben confezionato e ludicamente piacevole. Nonostante questi aspetti positivi, l’annuncio della pubblicazione di due episodi scaricabili mi ha lasciato piuttosto freddino. Nel senso: anche la pasta alla carbonara è molto buona, ma dopo un piatto di solito ne hai decisamente abbastanza. Il giorno della pubblicazione del primo DLC, chiamato “Lost in nightmares”, scopro però che a) l’espansione è ambientata in una villa costruita sulla falsariga della mansion del primissimo RE, b) il tutto dura giusto un’oretta e c) il biglietto della giostra costa 400 MP, poco più di un pacchetto di sigarette. Aggiungeteci un paio di autorevoli commenti sul positivo andante et voilà: Lost in nightmares si è infilato con prepotenza nello spazio tra il mio ritorno a casa dal lavoro e la cena. Leggi il resto »
Avete presente quando al tg vedete la presentazione di un nuovo robot umanoide creato da qualche università giapponese? Con tutta probabilità guardando il volto di questi robot – che, per qualche strano motivo, hanno sempre le fattezze di giovani donne – avete provato un certo disagio. La ragione è l’effetto chiamato “uncanny valley“. Ora, non sto qui ad approfondire l’argomento, ché nel mondo dei videogiochi se ne è già parlato tantissimo e Final Fantasy: the Spirit Within ha fallito miseramente su questo problema.

Piuttosto, guardando le foto e il video della cerimonia per il lancio di Heavy Rain a Parigi ho provato una strana sensazione. Leggi il resto »
Ci sarebbero molte cosa da dire su Bayonetta. Pierre ne ha dette già parecchie nella recensione. Riguardo al gioco in sé, la mia opinione non è così netta. In altre parole: non ho ancora capito del tutto se questo gioco mi piace o no. In questo post, però, vorrei parlare del personaggio Bayonetta. Prima che vi strappiate capelli magici: no, non parlerò di Bayonetta come donna, di sessismo, di lecca lecca e di proporzioni corporee impossibili. Voglio parlare di Bayonetta come antieroe.
Degli antieroi si è parlato fino allo sfinimento. Cinema e videogiochi sono pieni di cattivi-buoni. Wikipedia c’ha pure una lista. Niko Bellic, Agent 47, Kirby… (magari Kirby non è un anti-eroe, però secondo me ha qualcosa da nascondere). Comunque, di finti cattivi ne sono piene le console. Ma se c’è una cosa che, in quella matassa ridicola della trama di Bayonetta, è capace di accendere un minimo interesse in me è proprio la protagonista. Bayonetta va oltre l’essere una anti-eroina: è semplicemente dalla parte del male.
Insomma, non solo Bayonetta è una strega. Leggi il resto »
Oggi Sony ha annunciato che God of War 3 uscirà in un’edizione speciale oscenamente ricca. Lo scatolone che vedete in foto, oltre a sfoggiare la consueta veste grafica raffinata e matura tipica della serie, conterrà i seguenti oggetti:
- God of War 3 (e vabbè)
- Varia roba scaricabile da PSN: God of War Collection, cioè i primi due episodi rimasterizzati in HD, God of War Combat Arena, ovvero una sorta di mini-modalità aggiuntiva e, per finire, quattro skin per il protagonista
- God of War Trilogy Soundtrack, 3 CD con la colonna sonora dei tre episodi della serie
- God of War: Blood and Metal EP, un EP heavy metal ispirato a God of War (premio WTF 2010)
- Artbook
- Cartoline
Il prezzo è di appena 110 sterline. Per carità, sono sicuro che God of War 3 sarà un bel gioco. Certo che a spendere più di cento euro per farsi spedire a casa quello scatolone ci si dovrebbe sentire un pizzico sfigati.
