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	<title>Single Player Co-op &#187; PSP</title>
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	<description>Blog di videogiochi, console e cultura nerd</description>
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		<title>Where is my heart? &#8211; Il platform decostruttivista</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 11:13:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ferruccio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una piccola perla indie viene lanciata nell'indifferenza generale su PSP e PS3. SPC ve ne parla. Perché non esiste solo Skyrim. <a href="http://www.singleplayercoop.com/recensioni/where-is-my-heart-il-platform-decostruttivista/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.singleplayercoop.com/wp-content/uploads/2011/12/monster_family.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3863" title="monster_family" src="http://www.singleplayercoop.com/wp-content/uploads/2011/12/monster_family.jpg" alt="" width="227" height="94" /></a>Se Sony avesse una minima idea di come promuovere i propri giochi, quest&#8217;anno avrebbe lanciato un&#8217;iniziativa tipo &#8220;Winter of platforming&#8221;. Nelle ultime settimane PSN ha ricevuto, in esclusiva console, tre platform <em>sui generis</em>, tutti e tre originali, e tutti e tre interessanti. Dei primi due, <a href="http://www.singleplayercoop.com/recensioni/rochard-working-class-hero/"><strong>Rochard</strong></a> e <a href="http://www.singleplayercoop.com/recensioni/sideway-new-york-piattaforme-tranky-funky/"><strong>Sideway New York</strong></a>, abbiamo parlato qualche tempo fa. Oggi, invece, si parla del più oscuro dei tre, del più indie, del più nonseloècacatonessuno: <strong>Where is my heart?</strong></p>
<p>Il gioco fa parte della sfigatissima famiglia dei PSP Minis, una serie di giochi a basso prezzo a metà fra titolo portatile e gioco per cellulare, compatibili sia con PSP sia con PS3. Come succede spesso con le iniziative targate Sony, si tratta di un&#8217;ottima idea che non è mai stata supportata in maniera seria. Succede quindi che a volte, fra i titoli Minis, spunti una piccola gemma. <strong>Where is my heart?</strong> è esattamente questo.</p>
<p>Il gioco è sviluppato da <strong><a href="http://gutefabrik.com/">Die Gute Fabrik</a></strong>, parte dell&#8217;ultra frikkettone <strong><a href="http://www.copenhagengamecollective.org/">Copenhagen Game Collective</a></strong> &#8211; gli ascoltatori più fedeli di <strong>Ringcast</strong> si ricorderanno l&#8217;intervista del sottoscritto e Tommaso De Stronzetti ai creatori del gioco di fare all&#8217;amore<strong> Sex Dark Room</strong> in occasione della <strong>Game Nordic Conference</strong> di un paio di anni fa.</p>
<p><span id="more-3855"></span><strong>Where is my heart?</strong> è, come prevedibile, un titolo profondamente indie, un puzzle platform con un&#8217;estetica che mischia Miyazaki e giochi 8-bit, con un sottotesto interessante e una meccanica che pare fatta apposta per rendere la vita difficile a chi tenterà di descriverla. Il gioco è un platform in cui si controllano i tre componenti di una famiglia di mostri, padre, madre e figlio. Il giocatore può passare da un personaggio all&#8217;altro in ogni momento e gli altri due rimangono inerti quando il giocatore non li comanda, rendendo di fatto i tre personaggi tre strumenti da usare in combinazione per risolvere gli enigmi. Gli ostacoli da superare richiedono salti e mosse congiunte come il salire sulle spalle di un altro personaggio. Ognuno dei tre personaggi può trasformarsi e acquisire una abilità speciale.</p>
<p><a href="http://www.singleplayercoop.com/wp-content/uploads/2011/12/image_3_waterfalls.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-3862" title="image_3_waterfalls" src="http://www.singleplayercoop.com/wp-content/uploads/2011/12/image_3_waterfalls.png" alt="" width="600" height="550" /></a>Il primo colpo di genio di<strong> Where is my Heart?</strong> sta proprio qui. Le trasformazioni dei personaggi non sono solo interessanti ludicamente, ma hanno anche significati simbolici. Il figlio, brutto, marrone e sciatto in forma normale, diventa una sorta di conigliocervo fulgente e maestoso, capace di fare doppi salti. La madre, unico personaggio apparentemente umano della famiglia, diventa una sorta di angelo capace di teletrasportarsi. Il padre, curiosamente, è l&#8217;unico che non cambia aspetto: è un demone in forma normale e resta demone dopo la trasformazione. Dopo essersi trasformato, però, emette un&#8217;aura che gli permette di vedere piattaforme ed elementi altrimenti inesistenti nei livelli.</p>
<p>Anche fermandosi solo all&#8217;aspetto estetico si può cominciare a capire perché questo gioco è affascinante. Uno psicanalista avrebbe qualcosa da dire di fronte alla rappresentazione di una famiglia in cui il padre è un mostro demoniaco, la madre un angelo e il figlio un inetto che diventa una creatura mitologica. Ma <strong>Where is my Heart?</strong> ha qualcosa di più che atmosfera suggestiva e personaggi originali: ogni giocatore merita di scoprire da sé i piccoli tocchi di classe e la trama appena abbozzata ma straordinariamente sottile di questo gioco. In <strong>Where is my Heart? </strong>c&#8217;è un&#8217;ambiguità di fondo, un qualcosa di non spiegato, il suggerimento di una narrazione che non è mai esplicita. C&#8217;è, insomma, qualcosa di poetico<strong></strong>. In effetti esiste una parziale spiegazione della trama. Ma non ne parlerò qui: la poesia è per definizione qualcosa che vive solo finché ha una parte non spiegabile.</p>
<p>Già così il titolo di <strong>Die Gute Fabrik</strong> sarebbe interessante. Ma c&#8217;è anche un altro elemento che lo distanzia da un normale puzzle platform. Immaginate che da ogni livello di un platform a schermate vengano ritagliati dei pannelli quadrati o rettangolari e che questi pannelli vengano mischiati e riposizionati. Può succedere quindi che un personaggio che esce dal bordo destro di un pannello rientri dal bordo sinistro di un pannello non adiacente, ma posizionato dalla parte opposta dello schermo. In altre parole: la superficie dello schermo viene frammentata come in uno spaccaquindici non risolto. Per superare un livello, quindi, non bisogna soltanto interagire con l&#8217;ambiente e utilizzare le abilità dei personaggi ma, prima di tutto, ricostruire mentalmente la conformazione del livello partendo dai pannelli non allineati. E&#8217; un po&#8217; come tentare di giocare a ping pong al buio. Ma più divertente.</p>
<p><a href="http://www.singleplayercoop.com/wp-content/uploads/2011/12/hi_res_old_willow.png"><img class="aligncenter size-large wp-image-3864" title="hi_res_old_willow" src="http://www.singleplayercoop.com/wp-content/uploads/2011/12/hi_res_old_willow-1024x580.png" alt="" width="640" height="362" /></a>Alla fine <strong>Where is my heart?</strong> è tanto esperimento quanto gioco, visto che si sviluppa lungo &#8220;soltanto&#8221; venticinque livelli, non concede nulla al videogioco mainstream e chiaramente è stato sviluppato con un budget irrisorio. Ma è anche un gioco con un livello di cura, un&#8217;intelligenza nel design e un rispetto per l&#8217;utente da far invidia a molti blockbuster multimilionari: basti dire che il gioco non ha istruzioni né tutorial, ma porta il giocatore a imparare tutto semplicemente giocando. Questo, unito all&#8217;ingegnosità delle meccaniche, dà quella sensazione rinfrescante che si prova quando non ci si sente trattati da idioti; il che è una sensazione piuttosto rara per un videogiocatore.</p>
<p><strong>Where is my Heart?</strong> costa poco (6.99 euro, gratis per gli utenti di <strong>PlayStation Plus</strong>), è bello, intelligente, interessante, con una colonna sonora fichissima e funziona sia su PSP sia su PS3. Se non lo comprate siete persone male.</p>
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		<title>Monsters (Probably) Stole My Princess</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 09:38:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ferruccio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Innanzitutto un gioco che si chiama Monsters (Probably) Stole My Princess vince a prescindere. E, come il titolo lascia intendere, il gioco ha una certa cazzoneria e leggerezza di fondo. Il duca protagonista, prototipo del Dracula d&#8217;altri tempi con tanto &#8230; <a href="http://www.singleplayercoop.com/recensioni/monsters-probably-stole-my-princess/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://singleplayercoop.com/wp-content/uploads/2010/04/Monsters-Probably-Stole-My-Princess.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-967" title="Monsters (Probably) Stole My Princess" src="http://singleplayercoop.com/wp-content/uploads/2010/04/Monsters-Probably-Stole-My-Princess.jpg" alt="" width="337" height="190" /></a>Innanzitutto un gioco che si chiama <strong>Monsters (Probably) Stole My Princess</strong> vince a prescindere. E, come il titolo lascia intendere, il gioco ha una certa cazzoneria e leggerezza di fondo. Il duca protagonista, prototipo del Dracula d&#8217;altri tempi con tanto di suonate d&#8217;organo e mantello viola, è un odioso cretino innamorato di se stesso. Convinto che dei mostri abbiano rapito la sua principessa (senza averne alcuna prova, naturalmente), decide di andare a salvarla riempiendo di mazzate le suddette creature.</p>
<p>Il gioco è della serie per PSP e PS3 <a href="http://www.singleplayercoop.com/tag/minis/" target="_self"><strong>Minis</strong></a>, ovvero è un giochino piccino piccino e costa 3.99 euro. È bene chiarirlo: <strong>Monsters (Probably) Stole My Princess</strong> è un gioco davvero minuscolo; così piccolo da essere quasi un minigioco. Lo scopo è scalare una serie di piattaforme inseguendo un mostro che va verso l&#8217;alto e colpirlo tre volte prima che raggiunga la cima del livello. La particolarità è che se si sale toccando una sola volta ogni piattaforma si possono costruire combo che aumentano il punteggio. Saltare due volte sulla stessa piattaforma azzera la combo. In pratica il gioco prende il meccanismo base dei platform e ci costruisce sopra una sorta di puzzle game.</p>
<p>I sei livelli di cui il gioco è composto sono brevi e si completano in una mezz&#8217;ora. Anche se la storia è davvero divertente, la meccanica principale basata sul saltare per aumentare il punteggio funziona quindi solo se si gioca per il punteggio. A rimpolpare un po&#8217;, ma solo un po&#8217;, la sostanza ci pensa una serie di trofei sbloccabili facendo particolari azioni. Giocato così, <strong>Monsters (Probably) Stole My Princess</strong> riesce ad essere un ottimo scacciapensieri. Siamo appena sopra il livello di quei giochini da iPhone che costano 99 centesimi, ma rimane comunque uno di quei giochi perfetti per una veloce partita in metropolitana.</p>
<p>Il gioco probabilmente varrebbe un euro di meno di quanto costa. Ma non stiamo a fare i pignoli.</p>
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		<title>Shadow of Memories – ritorno al passato</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 10:22:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ferruccio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nei giorni in cui l&#8217;attenzione è focalizzata su Heavy Rain, è giusto ricordare una delle avventure più sottovalutate degli ultimi dieci anni, nonché uno dei giochi più affascinanti e innovativi mai visti su PS2. Era il 2002, PS2 faticava ad &#8230; <a href="http://www.singleplayercoop.com/recensioni/shadow-of-memories-ritorno-al-passato/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://singleplayercoop.com/wp-content/uploads/2010/02/shadow-of-memories-art.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-665" title="shadow of memories art" src="http://singleplayercoop.com/wp-content/uploads/2010/02/shadow-of-memories-art-188x300.jpg" alt="" width="168" height="249" /></a>Nei giorni in cui l&#8217;attenzione è focalizzata su <strong><a href="http://www.singleplayercoop.com/tag/heavy-rain/" target="_self">Heavy Rain</a></strong>, è giusto ricordare una delle avventure più sottovalutate degli ultimi dieci anni, nonché uno dei giochi più affascinanti e innovativi mai visti su PS2. Era il 2002, PS2 faticava ad affermarsi e Konami pubblicava un titolo sviluppato da una parte del team di <strong>Silent Hill</strong> e diretto da Junko Kawano, già illustratrice di <strong>Suikoden</strong>.<strong> Shadow of Memories</strong> (conosciuto come <strong>Shadow of Destiny</strong> in America) appare già dalla premessa come un gioco diverso dal solito. L&#8217;ambientazione è Lebensbaum, un piccolo villaggio tedesco dei giorni nostri. Niente mostri, vampiri o robot: la Germania immaginata da Kawano è vagamente influenzata da un&#8217;ottica giapponese, ma resta un luogo ancorato alla realtà. Lebensbaum è una cittadina tranquilla, e la grazia con cui sono rappresentati i dettagli crea un&#8217;atmosfera sobria e unica. In altre parole: siamo lontanissimi dalla solita voglia di strafare dei videogiochi.</p>
<p>Il protagonista, Eike, si trova in vacanza a Lebensbaum. All&#8217;uscita da un caffè, viene accoltellato e schiatta a due minuti dall&#8217;inizio del gioco. Subito dopo la morte si risveglia in un mondo onirico in cui Homunculus, uno strano essere androgino, gli dà un&#8217;altra chance portandolo indietro nel tempo e permettendogli di prevenire la propria morte. Da lì in poi si sviluppa un&#8217;avventura in cui i viaggi nel tempo sono utilizzati per indagare sugli attentati alla vita di Eike, sul passato di Lebensbaum e sui suoi abitanti.</p>
<p>La meccanica dei viaggi nel tempo dà una potente rinfrescata alla solita struttura delle avventure. <span id="more-663"></span>Non conta più solo parlare con i personaggi o raccogliere oggetti: molti enigmi vanno risolti trovandosi al posto giusto all&#8217;ora (e la data) giusta. La trama stessa, poi, è un capolavoro di narrativa combinatoria. Oltre ai numerosissimi dettagli che possono essere scoperti o ignorati grazie ai viaggi nel tempo, <strong>Shadow of Memories</strong> ha una storia che cambia radicalmente a seconda delle azioni intraprese. Non c&#8217;è, in genere, una sola linea narrativa. Piuttosto ci sono diverse conclusioni possibili e diverse nette diramazioni della trama.</p>
<p>Abbiamo sentito dire spesso, a difesa della rigidità della storia nei videogiochi, che non è possibile avere una buona trama se ci sono troppe diramazioni. <strong>Shadow of Memories</strong> è la dimostrazione che è possibile avere multipli finali e diverse soluzioni al mistero principale del gioco senza che la qualità della narrazione sia intaccata. La cosa più incredibile è che non ci sono buchi di sceneggiatura o soluzioni palesemente assurde. Anzi, dal punto di vista narrativo <strong>Shadow of Memories</strong> è un mezzo miracolo. La sua struttura è puro virtuosismo; eppure, qualsiasi scelta si faccia, la storia non cessa mai di essere significativa. Alcuni finali sono tristi, altri malinconici, altri drammatici. Tutti, però, hanno un senso.</p>
<p>Ma a parte la logica interna del sistema di gioco <strong>Shadow of Memories</strong> è un gioco da recuperare perché è un gioco con qualcosa da dire. Dietro gli avvenimenti si sente la mano di una persona con la volontà di raccontare una storia. La recente riedizione per <a href="http://www.singleplayercoop.com/tag/psp/" target="_self">PSP</a> (al momento solo in America e in Giappone) riaccende la speranza che un giorno si possa vedere un altro gioco simile creato dalla stessa autrice. Magari un eventuale successo di <strong>Heavy Rain</strong> potrebbe risvegliare l&#8217;interesse di produttori e pubblico. Nel frattempo, fatevi un favore e recuperate <strong>Shadow of Memories</strong>.</p>
<p><a href="http://singleplayercoop.com/wp-content/uploads/2010/02/shadow-of-memories1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-667" title="shadow-of-memories" src="http://singleplayercoop.com/wp-content/uploads/2010/02/shadow-of-memories1.jpg" alt="" width="502" height="376" /></a></p>
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		<title>LBP PSP &#8211; Soundtrack dell&#8217;anno?</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 10:45:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ferruccio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[musica]]></category>
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		<description><![CDATA[Le colonne sonore non originali sono considerate un po&#8217; come un trucco. Usare canzoni preesistenti per un film o un gioco viene considerato da alcuni puristi come un elemento che potenzialmente può distrarre dall&#8217;opera. Visto che a noi i puristi &#8230; <a href="http://www.singleplayercoop.com/approfondimenti/lbp-psp-soundtrack-dellanno/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"></div>
<p><span style="font-family: georgia;font-size:100%;" >Le colonne sonore non originali sono considerate un po&#8217; come un trucco. Usare canzoni preesistenti per un film o un gioco viene considerato da alcuni puristi come un elemento che potenzialmente può distrarre dall&#8217;opera. Visto che a noi i puristi fanno schifo, però, posso tranquillamente confessare che amo le colonne sonore non originali.</p>
<p>Creare compilation è un&#8217;arte. Che si tratti di una cassettina regalata alla ragazzina che ti piaceva alle medie (chi è sotto la fascia di età 25-30 non sa di cosa sto parlando), o di un CD, o di una playlist di MP3, scegliere una serie di canzoni richiede attenzione, gusto e fantasia. E una canzone presa da sola è diversa rispetto a una canzone messa vicino ad altre quindici. A volte una compilation è più della somma delle canzoni che la compongono.</p>
<p>La colonna sonora di <span style="font-weight: bold;">Little Big Planet PSP</span> è uno di questi piccoli gioielli di stile. È davvero un peccato che in pochi abbiano notato e apprezzato lo splendido mix di world music e indie del gioco di <span style="font-weight: bold;">Studio Cambridge</span>. Si tratta perlopiù di gruppi e artisti sconosciuti &#8211; con qualche eccezione -, ma i brani sono tutti notevolissimi, e hanno il raro pregio di funzionare sia nel contesto del gioco sia ad un ascolto dedicato. Se siete curiosi potete dare un&#8217;occhiata ai <a style="color: rgb(0, 0, 153);" href="http://www.youtube.com/user/SheepLordMusic" target="_blank">video di SheepLord su Youtube</a>, che ha postato sia canzoni della colonna sonora originale composta da <span style="font-weight: bold;">Jim Fowler</span> sia brani della colonna sonora su licenza. Oppure, per chi può usare <span style="font-weight: bold;">Spotify</span>, ecco la <a style="color: rgb(0, 0, 153);" href="http://www.yourspotify.com/all-playlist/little-big-planet-psp-licensed-soundtrack" target="_blank">playlist di <span style="font-weight: bold;">LBP PSP</span></a> compilata dal sottoscritto.</p>
<p><object width="437" height="265"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Ca4DiXCXgmI&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><embed src="http://www.youtube.com/v/Ca4DiXCXgmI&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="437" height="265"></embed></object></p>
<p>Di seguito la lista dei brani:</p>
<p><span style="font-style: italic;">Kobana </span>by Ali Hassan Kuban<br /><span style="font-style: italic;">Pele </span>by Arakatuba &amp; Ballistic Brothers<br /><span style="font-style: italic;">Bossa Na Praia (Beach Samba) </span>by Astrud Gilberto<br /><span style="font-style: italic;">Marcia Foi Pro Samba</span> by Bazeado<br /><span style="font-style: italic;">Space Journey</span> by Coldcut<br /><span style="font-style: italic;">Talkative Didge</span> by David Hudson<br /><span style="font-style: italic;">Toy and 61 Festival</span> by Hedgehog<br /><span style="font-style: italic;">In This City</span> by Iglu and Hartly<br /><span style="font-style: italic;">Feel Am</span> by Lindstrøm &amp; Prins Thomas<br /><span style="font-style: italic;">Neopolitan Dreams</span> by Lisa Mitchell<br /><span style="font-style: italic;">The Planet Plan</span> by United Future Organisation<br /><span style="font-style: italic;">Kargashai</span> by Mamer<br /><span style="font-style: italic;">Shanghai Blues</span> by Wu Man<br /><span style="font-style: italic;">Peace Pipe</span> by Nickodemus<br /><span style="font-style: italic;">2 Sips &amp; Magic</span> by Nickodemus (feat. the New York Gypsy Allstars)<br /><span style="font-style: italic;">Isis Unveiled</span> by Phil Thornton &amp; Hossam Ramzy<br /><span style="font-style: italic;">Hoy Tenemos (Boys from Brazil Remix)</span> by Sidestepper<br /><span style="font-style: italic;">Glockenpop</span> by Spiderbait<br /><span style="font-style: italic;">On Time</span> by Stereo de Luxe<br /><span style="font-style: italic;">Bouchez</span> by Stereo de Luxe<br /><span style="font-style: italic;">Bombora</span> by The Atlantics<br /><span style="font-style: italic;">Voodoo Juju</span> by The Voodoo Trombone Quartet<br /><span style="font-style: italic;">The Good Life</span> by The Week That Was<br /><span style="font-style: italic;">Satyam Shivam Sundaram</span> by Thievery Corporation<br /></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;add-on che non ti aspetti</title>
		<link>http://www.singleplayercoop.com/news/ladd-on-che-non-ti-aspetti/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 13:42:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ferruccio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sony]]></category>

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		<description><![CDATA[Recentemente si è diffuso il rumor che vorrebbe il celebre produttore di periferiche Logitech alle prese con lo sviluppo di un curioso add-on per PSP Go, l&#8217;ultimo discusso portatile di casa Sony. Curioso perchè si dovrebbe trattare nientemeno che di &#8230; <a href="http://www.singleplayercoop.com/news/ladd-on-che-non-ti-aspetti/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.games.it/pictures/20090531/psp-go.jpeg"></a>
<div align="justify"><span style="font-family:georgia;">Recentemente si è diffuso il rumor che vorrebbe il celebre produttore di periferiche <strong>Logitech</strong> alle prese con lo sviluppo di un </span><a href="http://www.destructoid.com/logitech-working-on-a-umd-add-on-for-pspgo--156605.phtml"><span style="font-family:georgia;"><span style="color: rgb(0, 0, 153);">curioso add-on</span> </span></a><span style="font-family:georgia;">per <strong>PSP Go</strong>, l&#8217;ultimo discusso portatile di casa Sony. Curioso perchè si dovrebbe trattare nientemeno che di un lettore UMD esterno da collegare alla Go, in modo da poter usufruire di tutti i titoli su supporto fisico onestamente acquistati nel tempo. Se ci pensate, è un pò come se uscisse un lettore CD da collegare all&#8217;iPod. Ehm.</p>
<p></span></div>
<p><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5411393817482524754" style="margin: 0px auto 10px; display: block; width: 200px; height: 162px; text-align: center;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_4mOdSPUaLkc/SxkiAZbKeFI/AAAAAAAAAEQ/RepxNsSLnfY/s200/psp-go-open.jpg" border="0" />
<div align="justify"><span style="font-family:georgia;">Se messa accanto alle altre, tristi vicende che hanno già tartassato l&#8217;esistenza di <strong>PSP Go</strong> (boicottaggi da parte di grosse catene di elettronica, polemiche riguardo all&#8217;impossibilità di usufruire del proprio catalogo di UMD, polemiche riguardo al prezzo della console, polemiche riguardo al prezzo dei titoli scaricabili dal PSN, polemiche riguardo alla tonalità di blu utilizzata per la scatola, etc.) la notizia in questione comunque non sorprende e non fa altro che confermare il brutto stato di salute in cui già versa il nuovo portatile Sony. </span></div>
<p>
<div align="justify"><span style="font-family:georgia;">Per quanto mi riguarda, <strong>PSP Go</strong> è un ottimo prodotto ed al tempo stesso una sfida interessante, un portatile avveniristico lanciato forse nel momento sbagliato: per quanto ci sembri sempre più la norma, il DLC è ancora agli albori e ci vorrà del tempo prima che si possa diffondere a livello di massa trovando la complicità del pubblico e soprattutto della grossa distribuzione. Il primo passo, obbligatorio a dir poco, dovrebbe risiedere nella drastica diminuzione del prezzo dei titoli scaricati dal PSN (e magari il completamento del catalogo stesso, visto che molti titoli non sono al momento nemmeno presenti sullo <em>store</em>). E&#8217; infatti paradossale come un qualsiasi titolo, prendiamo per esempio lo splendido <strong>Little Big Planet PSP</strong>, costi <em>significativamente di più</em> sul PSN rispetto a determinati canali tradizionali (negozi online in primis) quando si ha <em>in meno</em> l&#8217;assenza di un supporto fisico e l&#8217;impossibilità di rivendere eventualmente il gioco acquistato. </span></div>
<p>
<div align="justify"><span style="font-family:georgia;">L&#8217;impressione è che, per il momento, il discorso DLC su <strong>PSP</strong> sia indirizzato perlopiù ad un pubblico fin troppo settario e smaliziato: esteti del download contenti di spendere qualche euro in più pur di non trovarsi il salotto/camera pieno di scatole ormai anacronistiche e per supportare, non senza una punta di romanticismo, il mercato del futuro. Un pò poco però, se l&#8217;obiettivo di Sony è il mercato di oggi.</span></div>
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		<title>Little Big Planet PSP</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 09:20:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ferruccio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Diciamoci la verità: la PSP è una console con dei problemi. Se all&#8217;inizio il suo status di PlayStation 2 portatile poteva anche andare bene, adesso PSP si trova a dover convincere chi vuole i grossi progetti su una console portatile &#8230; <a href="http://www.singleplayercoop.com/recensioni/little-big-planet-psp/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_F0M5pXnCBp8/Swpb01SpKjI/AAAAAAAAAXw/tC13OTzHbZM/s1600/LittleBigPlanetPSP.jpg"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px; height: 114px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_F0M5pXnCBp8/Swpb01SpKjI/AAAAAAAAAXw/tC13OTzHbZM/s200/LittleBigPlanetPSP.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5407235265828301362" border="0" /></a><span style=";font-family:georgia;font-size:100%;"  >Diciamoci la verità: la <a style="color: rgb(0, 0, 153);" href="http://www.singleplayercoop.com/search/label/PSP">PSP</a> è una console con dei problemi. Se all&#8217;inizio il suo status di PlayStation 2 portatile poteva anche andare bene, adesso PSP si trova a dover convincere chi vuole i grossi progetti su una console portatile e chi vuole i minigiochi alla iPhone. Rispetto al DS, che per qualche ragione gode di rispetto illimitato nonostante sia il regno di remake di noiosi JRPG, l&#8217;impressione è che PSP debba giustificare la sua stessa esistenza.</span><span style="font-size:100%;"></p>
<p></span><span style=";font-family:georgia;font-size:100%;"  ><span style="font-weight: bold;">Little Big Planet PSP</span> è abbastanza per giustificare l&#8217;acquisto di una console. Sapete come la penso su <a style="color: rgb(0, 0, 153);" href="http://www.singleplayercoop.com/search/label/little%20big%20planet"><span style="font-weight: bold;">Little Big Planet</span></a> (probabilmente il mio gioco preferito in assoluto). Ma questa versione portatile mi sembra comunque una delle riedizioni portatili di un gioco per console da casa più ambiziose e convincenti che abbia mai visto. Oltre ad avere una cinquantina di nuovi livelli, <span style="font-weight: bold;">Little Big Planet</span> ha lo stesso sistema di simulazione della fisica, lo stesso editor e la stessa possibilità di giocare i livelli degli utenti.</span><span style="font-size:100%;"></p>
<p></span><span style=";font-family:georgia;font-size:100%;"  >Certo, manca il multiplayer. Ma, sinceramente, io non ho mai usato il multiplayer in una console portatile e non credo di essere il solo. La cosa importante è che il level design di questo episodio per PSP di <span style="font-weight: bold;">Studio Cambridge</span> è allo stesso livello stellare di quello di <span style="font-weight: bold;">Media Molecule</span> su PS3. I livelli sono complessi, ingegnosi e variegati. Muovere sackboy è un piacere e l&#8217;interazione con l&#8217;ambiente è tattile come sempre. Ogni livello giocato è una costante raffica di idee: ogni possibilità data dall&#8217;editor viene sfruttata in decine di maniere, tanto che ci si chiede cosa potranno fare di nuovo i livelli degli utenti.</span><span style="font-size:100%;"></p>
<p></span><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_F0M5pXnCBp8/SwpdOkKgzOI/AAAAAAAAAX4/nhTNc9ycTcA/s1600/LittleBigPlanetPSP_2.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 182px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_F0M5pXnCBp8/SwpdOkKgzOI/AAAAAAAAAX4/nhTNc9ycTcA/s320/LittleBigPlanetPSP_2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5407236807419022562" border="0" /></a><span style="font-size:100%;"><br /></span><span style=";font-family:georgia;font-size:100%;"  ><span style="font-weight: bold;">Little Big Planet</span> è, alla base, un platform con elementi puzzle e d&#8217;avventura e, a parte l&#8217;editor e i livelli degli utenti, il più grande successo della serie rimane l&#8217;aver proposto le più interessanti innovazioni al platform 2D dai tempi di <span style="font-weight: bold;">Yoshi&#8217;s Island</span>. Anche più di <span style="font-weight: bold;">Locoroco </span>e <span style="font-weight: bold;">Patapon</span>, <span style="font-weight: bold;">Little Big Planet</span> è <span style="font-style: italic;">la</span> killer application di PSP. Troppo tardi?</span><span style="font-size:100%;"><br /></span></div>
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		<title>Yeti Sports &#8211; un gioco scemo</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 10:44:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ferruccio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Mi sembra un gioco scemo&#8221;. A volte un&#8217;osservazione della propria ragazza che ha visto di sfuggita cosa c&#8217;è sullo schermo della PSP può essere un legittimo giudizio critico. In effetti Yeti Sports è un gioco scemo. Sia perché la sostanza &#8230; <a href="http://www.singleplayercoop.com/recensioni/yeti-sports-un-gioco-scemo/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_F0M5pXnCBp8/Sv0805-xHXI/AAAAAAAAAXA/VotvkZ-04S8/s1600-h/yeti-sports.jpg"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px; height: 133px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_F0M5pXnCBp8/Sv0805-xHXI/AAAAAAAAAXA/VotvkZ-04S8/s200/yeti-sports.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5403542007529414002" border="0" /></a><span style="font-size:100%;"><span style="font-family:georgia;">&#8220;Mi sembra un gioco scemo&#8221;. A volte un&#8217;osservazione della propria ragazza che ha visto di sfuggita cosa c&#8217;è sullo schermo della PSP può essere un legittimo giudizio critico. In effetti </span></span><span style="font-weight: bold;font-family:georgia;font-size:100%;"  >Yeti Sports</span><span style="font-size:100%;"><span style="font-family:georgia;"> è un gioco scemo. Sia perché la sostanza è poca, sia perché la premessa è ridicola. La </span><a style="color: rgb(0, 0, 153); font-family: georgia;" href="https://www.yetisports.org/" target="_blank">versione online</a><span style="font-family:georgia;"> di questo gioco uscito nella collana </span><a style="color: rgb(0, 0, 153); font-family: georgia;" href="http://www.singleplayercoop.com/search/label/minis"><span style="font-weight: bold;">PSP Minis</span></a><span style="font-family:georgia;"> è stato forse il primo gioco in Flash ad aver ottenuto un vero megasuccesso planetario. Il meccanismo è semplicissimo. Un pinguino si tuffa da un&#8217;altura e uno yeti deve colpirlo con una mazza. Lo scopo è scagliare più lontano possibile il pinguino. Durante il volo è possibile ruotare il corpo del pinguino stesso per sfruttare un semplice meccanismo di aerodinamica.</span><br /></span></div>
<div  style="text-align: justify;font-family:georgia;"><span style="font-size:100%;"><br />Come dicevo prima, si tratta di un gioco di una semplicità disarmante. Questa versione Mini (venduta a circa 3 euro) ha una modalità aggiuntiva che richiede che il pinguino prenda dei pesci dalle zampe dei gabbiani che volano lungo il livello. Oltre ad arrivare lontano, quindi, bisogna anche tentare di dirigere il pinguino durante il volo. Non che il gioco acquisti chissà quale spessore. <span style="font-weight: bold;">Yeti Sports</span> è e rimane uno scacciapensieri. Eppure non è improbabile finire per giocarci compulsivamente, sia perché la fortuna ha un certo peso nel gioco, sia perché riprovare un lancio riuscito male è istantaneo. Come il gioco d&#8217;azzardo, <span style="font-weight: bold;">Yeti Sports</span> ti mette in testa l&#8217;idea che forse il prossimo lancio sarà quello che ti farà fare il record.</p>
<p>Comunque rimane un gioco scemo.<br /></span></div>
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		<title>Il ritorno di Abe su PSN</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 11:23:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ferruccio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A dodici anni dall&#8217;esordio di Abe è naturale presupporre che non tutti abbiano giocato Oddworld: Abe&#8217;s Oddissey. Un po&#8217; meno naturale constatare che ancora oggi c&#8217;è un diffuso scetticismo sul potere della narrazione nei videogiochi. Prima di Ico, prima di &#8230; <a href="http://www.singleplayercoop.com/segnalazioni/il-ritorno-di-abe-su-psn/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_F0M5pXnCBp8/SuBE-iCuaII/AAAAAAAAAVI/LkZEO2j3IgM/s1600-h/abe.jpg"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 142px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_F0M5pXnCBp8/SuBE-iCuaII/AAAAAAAAAVI/LkZEO2j3IgM/s200/abe.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5395388194670667906" border="0" /></a><span style=";font-family:georgia;font-size:100%;"  >A dodici anni dall&#8217;esordio di </span><span style="font-weight: bold;font-family:georgia;font-size:100%;"  >Abe </span><span style=";font-family:georgia;font-size:100%;"  >è naturale presupporre che non tutti abbiano giocato </span><span style="font-weight: bold;font-family:georgia;font-size:100%;"  >Oddworld:</span><span style=";font-family:georgia;font-size:100%;"  > </span><span style="font-weight: bold;font-family:georgia;font-size:100%;"  >Abe&#8217;s Oddissey</span><span style=";font-family:georgia;font-size:100%;"  >. Un po&#8217; meno naturale constatare che ancora oggi c&#8217;è un diffuso scetticismo sul potere della narrazione nei videogiochi. Prima di </span><span style="font-weight: bold;font-family:georgia;font-size:100%;"  >Ico</span><span style=";font-family:georgia;font-size:100%;"  >, prima di </span><span style="font-weight: bold;font-family:georgia;font-size:100%;"  >Half-Life 2</span><span style=";font-family:georgia;font-size:100%;"  >, </span><span style="font-weight: bold;font-family:georgia;font-size:100%;"  >Abe</span><span style=";font-family:georgia;font-size:100%;"  > ha dimostrato che quando un gioco è divertente, una buona storia e una buona ambientazione fanno la differenza.</p>
<p></span></div>
<div  style="text-align: justify;font-family:georgia;">
<div style="text-align: justify;"> <span style="font-size:100%;"><span style="font-family:georgia;">Uscito nel 1997 per PlayStation, </span><span style="font-weight: bold;font-family:georgia;" >Abe&#8217;s Oddissey</span><span style="font-family:georgia;"> appare ancora oggi come un oggetto alieno. In parte platform, in parte gioco d&#8217;azione, in parte puzzle game, è uno di quei giochi in cui i vari aspetti si integrano con una tale grazia che tagliare e analizzare vuol dire fare un torto all&#8217;opera stessa. La storia di </span><span style="font-weight: bold;font-family:georgia;" >Abe</span><span style="font-family:georgia;">, lavoratore schiavizzato in una opprimente fabbrica di cibo spazzatura, è una di quelle capaci di toccare con la loro semplicità. È la storia di un sempliciotto che diventa eroe, una storia in cui metafore geopolitiche, ambientaliste e umane fanno da ossatura alla trama senza essere sbattute in faccia al giocatore.</span></span> </div>
<p><span style="font-size:100%;"><br /></span><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_F0M5pXnCBp8/SuBFG1b9BJI/AAAAAAAAAVQ/Uptiolh-xVY/s1600-h/abe+2.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 259px; height: 171px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_F0M5pXnCBp8/SuBFG1b9BJI/AAAAAAAAAVQ/Uptiolh-xVY/s320/abe+2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5395388337315710098" border="0" /></a><br /><span style="font-size:100%;">Né personaggio pacioccoso alla <span style="font-weight: bold;">Kirby</span>, né clone di un quarto di bue anabolizzato alla <span style="font-weight: bold;">Duke Nukem</span>, <span style="font-weight: bold;">Abe</span> appariva rivoluzionario un decennio fa tanto quanto adesso. La notizia è che <span style="font-weight: bold;">Abe</span> è in arrivo su PSN. A partire da oggi sarà possibile &#8211; per gli utenti americani &#8211; scaricare <span style="font-weight: bold;">Abe&#8217;s Oddissey</span> e il seguito <span style="font-weight: bold;">Abe&#8217;s Exoddus</span> per PS3 e PSP a 9,99$ ciascuno. Purtroppo non si sa nulla di un eventuale lancio in Europa. A fare da guarnizione sulla torta, l&#8217;annuncio fatto dall&#8217;ideatore di <span style="font-weight: bold;">Oddworld </span>Lorne Lanning. Sembra che Lanning sia ufficialmente tornato nel mondo dei vg e che sia in pieno sviluppo di un videogioco. Io tengo le dita incrociate e mi appresto a rientrare nel mondo di <span style="font-weight: bold;">Oddworld</span>.<br /></span></div>
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		<title>Tetris &#8211; viva il Re</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 19:23:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ferruccio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Perchè Tetris è uno dei migliori giochi della storia? Sinceramente, non ne ho idea. Ancora di più, non so se è mai esistita un&#8217;accoppiata migliore di quella fra Game Boy e Tetris. Il punto è che, in un modo o &#8230; <a href="http://www.singleplayercoop.com/recensioni/tetris-viva-il-re/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_F0M5pXnCBp8/Ss4_ZhOAWsI/AAAAAAAAAT4/jq-BL6auF8U/s1600-h/Tetris+Minis.jpg"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px; height: 114px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_F0M5pXnCBp8/Ss4_ZhOAWsI/AAAAAAAAAT4/jq-BL6auF8U/s200/Tetris+Minis.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5390315511655455426" border="0" /></a>Perchè <span style="font-weight: bold;">Tetris </span>è uno dei migliori giochi della storia? Sinceramente, non ne ho idea. Ancora di più, non so se è mai esistita un&#8217;accoppiata migliore di quella fra <span style="font-weight: bold;">Game Boy</span> e <span style="font-weight: bold;">Tetris</span>. Il punto è che, in un modo o nell&#8217;altro, ci casco sempre. Quando mi trovo sotto mano una versione di <span style="font-weight: bold;">Tetris</span> finisco per giocarci in continuazione. Non è solo il fatto che <span style="font-weight: bold;">Tetris </span>si basa sul bisogno umano di mettere ordine, sulla soddisfazione che dà l&#8217;essere efficienti. È che è anche uno dei pochissimi puzzle game in cui una partita dura il giusto. Pensateci: <span style="font-weight: bold;">Tetris </span>diventa difficile abbastanza in fretta e anche i primi minuti di gioco hanno una certa tensione. Sono pochissimi i puzzle game che riescono a essere così perfettamente ritmati.</div>
<div style="text-align: justify;">Questo preambolo per dire che mi sono nuovamente innamorato di <span style="font-weight: bold;">Tetris</span>. La versione a cui mi riferisco è quella per <span style="font-weight: bold;">PSP</span>, uscita la settimana scorsa. Fra tutti i <span style="font-weight: bold;">Minis </span>(grazie Sony per non farci sapere nulla sui <span style="font-weight: bold;">Minis</span>; niente filmati, niente foto, neanche uno straccio di post nel <a style="color: rgb(0, 0, 153);" href="http://blog.eu.playstation.com/" target="_blank">blog ufficiale</a>) è l&#8217;unico che finora ho comprato. Piccola nota: qualcuno ha comprato altri <span style="font-weight: bold;">Minis</span>? Opinioni e suggerimenti nei commenti, please. Ad ogni modo, per qualche strana ragione qui in Svezia <span style="font-weight: bold;">Tetris </span>costa 5€. Non so come sia negli altri paesi europei, ma in America costa il doppio. Ora, dieci dollari per <span style="font-weight: bold;">Tetris</span>? Forse questa versione varrebbe anche dieci dollari. La modalità principale è solida e rifinita come qualsiasi <span style="font-weight: bold;">Tetris</span>, le varianti e le sfide (elimina x righe in y secondi, robe del genere) funzionano bene, e&#8230; è <span style="font-weight: bold;">Tetris</span> su una console portatile. L&#8217;equivalente videoludico del crack. Se ci hai giocato almeno una volta, prima o poi ci ricaschi.</div>
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		<title>Rock Band Unplugged è innovativo! No, davvero</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 11:15:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ferruccio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[rock band]]></category>
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		<description><![CDATA[I videogiochi stanno diventando come il cinema. Nessuno ha il coraggio di sperimentare quando si trova a gestire budget milionari. Così, se un film con un budget da PIL di una nazione del terzo mondo come Transformers 2 è una &#8230; <a href="http://www.singleplayercoop.com/recensioni/rock-band-unplugged-e-innovativo-no/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_F0M5pXnCBp8/SsXpVmejhdI/AAAAAAAAATA/TJ2wEQsh7Qk/s1600-h/scribblenauts3.jpg"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px; height: 178px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_F0M5pXnCBp8/SsXpVmejhdI/AAAAAAAAATA/TJ2wEQsh7Qk/s200/scribblenauts3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5387969086533895634" border="0" /></a><span style="font-size:100%;"><span style="font-family:georgia;">I videogiochi stanno diventando come il cinema. Nessuno ha il coraggio di sperimentare quando si trova a gestire budget milionari. Così, se un film con un budget da PIL di una nazione del terzo mondo come <span style="font-weight: bold;">Transformers 2</span> è una patetica pillola di cliché e idiozia e <span style="font-weight: bold;">District 9</span> &#8211; prodotto con 26 euro e cinquanta centesimi &#8211; un capolavoro grazie al coraggio di rischiare tentando qualche idea originale, allo stesso modo nel mondo dei videogiochi è difficile vedere grossi rischi nelle megaproduzioni.</span></span></div>
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<div style="text-align: justify;"><span style="font-size:100%;"><span style="font-family:georgia;">A onor del vero, nel caso dei videogiochi i grandi investimenti danno spesso vita a ottimi titoli, al contrario di quanto avviene al cinema. Però ci sono due videogiochi a basso budget usciti nelle ultime settimane che secondo me propongono delle novità incredibili, sia concettuali sia commerciali.</span></span></div>
<p><span style="font-size:100%;"><span style="font-family:georgia;">Il primo, di cui ho già parlato, è <span style="font-weight: bold;">Scribblenauts</span>. Nonostante tutti i difetti e le imprecisioni, il rispetto per il giocatore che ha <span style="font-weight: bold;">Scribblenauts </span>è qualcosa di inedito. Il gioco, infatti, è rotto. Con una manciata di oggetti (<a style="color: rgb(0, 0, 153);" href="http://www.youtube.com/watch?v=uifn5hUF6LM" target="_blank">o con un distributore automatico e delle manette</a>) si può completare la maggior parte dei livelli. Invece di vietare espressamente questa sorta di &#8220;trucco&#8221;, però, <span style="font-weight: bold;">Scribblenauts </span>lascia il giocatore libero di scegliere. Se vuoi completare tutti i livelli nella stessa maniera, in fondo, è un problema tuo. La cosa importante è che il gioco premi la fantasia. E per prendere l&#8217;oro in ogni livello ce ne vuol parecchia, di fantasia. Anche parecchia pazienza.</span></span></p>
<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_F0M5pXnCBp8/SsXp5P084SI/AAAAAAAAATI/nXSkQcGqqlE/s1600-h/rock-band-unplugged-03.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 182px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_F0M5pXnCBp8/SsXp5P084SI/AAAAAAAAATI/nXSkQcGqqlE/s320/rock-band-unplugged-03.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5387969698929107234" border="0" /></a><br /><span style="font-size:100%;"><span style="font-family:georgia;">L&#8217;altro gioco è <span style="font-weight: bold;">Rock Band Unplugged</span> per PSP. Innanzitutto bisogna dire che rispetto molto più  l&#8217;approccio alla <span style="font-weight: bold;">Amplitude </span>di <span style="font-weight: bold;">Rock Band PSP</span> che la terribile periferica che mima il manico di una chitarra del <span style="font-weight: bold;">Guitar Hero DS</span>. A parte le meccaniche di gioco, però, è interessante il modo in cui ieri <span style="font-weight: bold;">Rock Band Unplugged</span> è stato lanciato in versione digital download. Invece di schiaffare il gioco su UMD in un file, Electronic Arts ha messo in vendita (a 3,5€) una versione ridotta del gioco, con sole cinque canzoni. Le altre si possono comprare (1,5€ ciascuna) dallo store. </span></span></p>
<p><span style="font-size:100%;"><span style="font-family:georgia;">Ecco, questa idea mi piace. In questo modo posso ritagliare il gioco su misura dei miei bisogni, evitando decine di canzoni di cui non mi importa nulla e, probabilmente, spendendo anche meno. Oltre al fatto che non mi stupirei se EA finisse per fare più soldi con la versione da 3,5€ che quella in UMD a prezzo pieno. Nonostante tutti i proclami su <span style="font-weight: bold;">Rock Band</span> come piattaforma e come servizio invece che come gioco, mi sembra che finora questo sia il primo esempio di un gioco musicale che funziona esattamente come un servizio e non come un prodotto chiuso. Ed è su una console portatile.</span></span></div>
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